mercoledì, novembre 02, 2005

Una bozza di programma di governo per la Cdl

«Lo Stato è l'amministrazione del paese, il paese è la Comunità, la Comunità siamo noi: dunque lo Stato, la ricchezza, il bene, il potere che lo Stato amministra, sono nostri. Noi vogliamo vivere tranquilli, non vogliamo agitarci permanentemente come non abbiamo voluto vivere pericolosamente: vogliamo andare a teatro, uscire la sera, recarci in villeggiatura, trovare le sigarette, ordinarci un abito nuovo, salire in autobus, non fare la guerra, salutare chi ci pare, non salutare chi non ci pare. Che importa a noi dei vari upp ("uomini politici professionali", ndAcm) più o meno personalmente probi e tutti ugualmente e politicamente parassitari? Ciò che noi chiediamo, noi gente, noi Folla, noi enorme maggioranza della comunità, noi padroni della comunità e dello Stato, è che nessuno ci rompa più i coglioni. Nient'altro: ed è tragico che tra tanti uomini politici professionali che si proclamano interpreti della nostra anima e della volontà popolare, non ce ne sia uno che dica, con parole chiare e precise, questa chiara e precisa verità».

da "La Folla", di Guglielmo Giannini, 1945. Ripubblicato di recente da Rubbettino e Fondazione Einaudi. Qui il numero di Ideazione (dicembre 1997) sul "Ritorno dell'Uomo qualunque".

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