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Visualizzazione dei post da Giugno, 2007

A Conservative Summer 2007 - Part 1

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Appuntamento al 13 luglio (giorno più, giorno meno). Auguri per una vacanza felice a chi parte nel frattempo.

Post pubblicati su questo blog nelle ultime ore:
- Cambiamenti climatici e l’inganno del protocollo di Kyoto - Conclusioni
- Il velo islamico sì, l'anello cristiano no
- 125 a 16 (ovvero: come leggere la stampa americana)

Cambiamenti climatici e l’inganno del protocollo di Kyoto - Conclusioni

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Terza e ultima parte del capitolo "Cambiamenti climatici e l’inganno del protocollo di Kyoto", estratto dal libro "Verdi fuori, rossi dentro. L'inganno ambientalista", diciannovesimo volume dei "Manuali di conversazione politica" pubblicati da Libero-Free. Il libro è scritto da Franco Battaglia, docente di Chimica Ambientale all'università di Modena e vicepresidente dell'Associazione Galileo 2001, e Renato Angelo Ricci, professore emerito all'università di Padova, presidente onorario della Società Italiana di Fisica e presidente dell'Associazione Galileo 2001. Il volume costa appena 2,50 euro ed è in vendita in edicola a partire da venerdì 22 giugno. Che aspettate a comprarlo?

Conclusioni
In conclusione, nell’ipotesi che effettivamente l’uomo contribuisca significativamente al riscaldamento globale, non c’è da attenderselo, realisticamente, superiore a 2-3 gradi da qui al 2100. Ma, in questo caso, esso avrebbe, nel complesso, effetti ben…

Il velo islamico sì, l'anello cristiano no

Si può pensare quello che si vuole della verginità prematrimoniale (personalmente ritengo che chi la pratica si perda qualcosa, ma siccome è una scelta che paga sulla sua stessa pelle, e non su quella altrui, affari suoi). Però non dovrebbero esserci dubbi sul fatto che chi la sceglie ha tutto il diritto di essere rispettato. Eppure, in un mondo in cui ogni esempio di "diversa sensibilità culturale", dal pantheismo al burqa, dallo zoroastrismo al culto di Wicca sino a Scientology, è difeso e spesso incoraggiato (è così bello poterci beare di come siamo ben disposti verso la diversità altrui, e quindi moderni), la verginità prematrimoniale sembra essere uno dei pochi esempi di "dissonanza" da reprimere.

Accade a Londra (hat tip: Michelle Malkin). Dove una scuola ha vietato alle studentesse di indossare il cosiddetto "anello della purezza". Un banalissimo cerchietto d'argento che sta a indicare l'impegno dei giovani cristiani a non avere rapporti ses…

125 a 16 (ovvero: come leggere la stampa americana)

Quando leggiamo i giornali americani, quando i quotidiani italiani ci fanno credere che persino l'orgoglioso mondo dei media statunitensi, con la schiena dritta per definizione, baluardo di democrazia, non ne può più dell'amministrazione Bush, quando leggiamo Vittorio Zucconi ed Ennio Caretto che citano i loro colleghi d'oltreoceano, coraggiosi e indipendenti eppure così vicini alle posizioni della sinistra italiana, ecco, in tutti questi casi, da adesso in poi, teniamo presente questa inchiesta di Msnbc:

MSNBC.com identified 143 journalists who made political contributions from 2004 through the start of the 2008 campaign, according to the public records of the Federal Election Commission. Most of the newsroom checkbooks leaned to the left: 125 journalists gave to Democrats and liberal causes. Only 16 gave to Republicans. Two gave to both parties.Post scriptum. Tranquilli, in Italia è diverso. Simili cose qui non succedono, della dignità professionale si ha un altro concett…

Cambiamenti climatici e l’inganno del protocollo di Kyoto - 2a parte

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Seconda parte (di tre) di un capitolo del libro "Verdi fuori, rossi dentro. L'inganno ambientalista", diciannovesimo volume dei "Manuali di conversazione politica" pubblicati da Libero-Free. Il libro è scritto da due scienziati di primissimo livello: Franco Battaglia, docente di Chimica Ambientale all'università di Modena e vicepresidente dell'Associazione Galileo 2001, e Renato Angelo Ricci, professore emerito all'università di Padova, presidente onorario della Società Italiana di Fisica e presidente dell'Associazione Galileo 2001. Il libro costa appena 2,50 euro ed è in vendita in edicola da venerdì 22 giugno.

Quali temperature potremmo attenderci fra 100 anni?
Se si assumono attendibili le misure satellitari e le si estrapola da qui a 100 anni, per allora la temperatura media globale sarà aumentata di mezzo grado, con un’incertezza di 1.5 gradi. Se invece – come fa l’Ipcc – si assumono fedeli le misure dalle stazioni a Terra e si attribuisce e…

Ultime notizie dalla Confcommercio pakistana

Nei posti civili le associazioni dei commercianti fanno cose come questa e questa. Nei posti incivili si occupano dialtro.

In difesa della dignità del presidente del Consiglio

Piccolo appello in difesa della dignità del presidente del Consiglio, Romano Prodi, e della carica che ricopre. Un appello di due parole, rivolto a lui medesimo: si dimetta. E' l'unico modo che ha per evitare di subire l'ennesima umiliazione per mano dei "suoi". L'altra volta fu Massimo D'Alema, stavolta è Walter Veltroni.

Nel caso non si fosse capito, stanno defenestrando Prodi. Anzi, lo hanno già scaricato. Buttato via come una vecchia ciabatta. Il presidente del Consiglio per primo sapeva benissimo quanto questo rischio fosse forte. Perciò aveva chiesto che alla guida del partito democratico non fosse messo un "segretario" o un "presidente" forte, ma un semplice speaker. Una scelta diversa sarebbe stata il segnale che erano pronti a fargli le scarpe. E poi voleva che i tempi non fossero così rapidi: sarebbe suonato come un ceffone all'attuale leader della coalizione. Perché andare di fretta quando le elezioni politiche - calendar…

Cambiamenti climatici e l’inganno del protocollo di Kyoto - 1a parte

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L'ultimo libro delle edizioni Libero-Free (il diciannovesimo, poi dicono che non esiste mercato per le idee a destra di Jeremy Rifkin) è una perla. "Verdi fuori, rossi dentro. L'inganno ambientalista" tocca uno dei temi abituali di questo blog. Gli autori sono due scienziati di primissimo livello: Franco Battaglia, docente di Chimica Ambientale all'università di Modena e vicepresidente dell'Associazione Galileo 2001, e Renato Angelo Ricci, professore emerito all'università di Padova, presidente onorario della Società Italiana di Fisica e presidente dell'Associazione Galileo 2001.

Pubblico, in tre parti, un capitolo del libro, nella convinzione che qualcuno dei lettori di questo blog andrà in edicola e caccerà di tasca 2,50 euro (l'equivalente della mancia che lasciamo al cameriere della pizzeria) per acquistare l'intero volume e leggersi tutti gli altri. Il libro è in vendita in edicola a partire da oggi, venerdì 22 giugno. Merita davvero.

Sec…

Prova scritta di terzomondismo

«La fine del colonialismo moderno e l’avvento del neocolonialismo tra le cause del fenomeno dell’immigrazione nei Paesi europei. Illustra le conseguenze della colonizzazione nel cosiddetto Terzo Mondo, soffermandoti sulle ragioni degli imponenti flussi di immigrati nell’odierna Europa e sui nuovi scenari che si aprono nei rapporti tra i popoli». Una sfilza di luoghi comuni terzomondisti da sembrare il titolo di un convegno organizzato da Rifondazione Comunista. Ma è molto peggio di questo: è la traccia del sedicente "tema storico" appioppato agli studenti della maturità dal ministero dell'Istruzione. Lo svolgimento, in realtà, è inutile. E' tutto già scritto nel titolo: ogni colpa è dell'occidente, che ha impoverito territori un tempo - notoriamente - avanzatissimi e ricchissimi. E la gente oggi scappa da quei Paesi per colpa del neocolonialismo, cioè della globalizzazione. Ottimo modo per indurre nelle nuove generazioni sensi di colpa ingiustificati, astio verso…

Prodi e il Pd, eutanasia di una nullità politica

Per capire la reale statura politica di Romano Prodi occorre rileggersi, alla luce degli eventi di oggi, l'intervista da lui rilasciata a Repubblica il 30 maggio. Appena 19 giorni fa.
"D'ora in poi cambia la musica. O si fa come dico io, o prendere o lasciare".

Nonostante il suo ultimatum, ora c'è il dissenso di chi vuole anticipare i tempi, ed eleggere insieme alla costituente anche il leader. Lei non è d'accordo?
"Per me l'idea di scindere il leader dal premier è assolutamente inaccettabile. È un modo di riproporre i vizi della vecchia politica. Le due figure, il leader e il candidato premier, devono coincidere: è nella natura stessa del partito democratico, che nasce come partito per il governo e per la governabilità".

Quindi la costituente chi può nominare, se non un leader?
"Nominerà un coordinatore, un reggente. Meglio ancora uno speaker. Il vero leader sarà nominato più in là, e sarà anche il candidato premier. Questo è il patto".

O…

Cinquecento piccole ragioni per l'antipolitica

di Fausto Carioti

Poi si lamentano perché l’antipolitica avanza. E grazie: se la politica è questa. Per capire la cifra della “casta” italiana, la sua vera dimensione etica, basta confrontare due numeri. Il primo, 630, è il totale dei deputati in carica. Il secondo, 120, è il numero dei portaborse che i recalcitranti onorevoli, messi alle strette e obbligati a regolarizzare i loro collaboratori, hanno “gratificato” di un contratto. Se si considera che solo alla Camera sono stati censiti 683 assistenti parlamentari (per un deputato che divide il portaborse con un collega ce ne sono molti che ne hanno almeno due a servizio), il conto è presto fatto. Tolti i pochi portaborse messi sotto contratto dai partiti, restano circa 500 deputati che mantengono “in nero” il loro principale dipendente. Niente contributi previdenziali, niente assistenza sanitaria, spesso niente ferie estive pagate, libertà di licenziare con uno schiocco di dita. E questi sono gli stessi politici che fanno la morale ag…

Superiorità culturale della sinistra

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Dalla prima pagina di Liberazione, quotidiano di Rifondazione Comunista, del 15 giugno 2007.

Con questi al governo l'opposizione è inutile - 2

Il centrodestra (con l'unica eccezione della Lega, spaventata dal referendum e intenzionata davvero a chiudere la legislatura il prima possibile) si agita quando è inquadrato dalle telecamere, ma in realtà moltissimi suoi esponenti sperano che Romano Prodi resti al governo ancora per qualche tempo. Magari sino al 2009. Spiegano questa posizione con il fatto che tanto Giorgio Napolitano le Camere non le scioglie, e che quindi toccherebbe impelagarsi con un governicchio di larghe intese (perdendo consensi tra gli elettori, che simili inciuci le detestano). Piuttosto, dicono, meglio tenersi Prodi, anche perché ogni settimana che resta al governo la sinistra perde l'ennesimo punto di consenso.

Due piccoli problemi. Il primo: questo governo sta massacrando i contribuenti, soprattutto quelli del ceto medio (lo dicono apertis verbis anche tantissimi esponenti di Ds e Margherita). Alla Cdl gliene frega qualcosa dei ceti che dovrebbe rappresentare, o no? Il secondo problema riguarda lo …

Chi (e come) sta lavorando al dopo Prodi

di Fausto Carioti

Una fase politica, quella che aveva consentito a Romano Prodi di vincere di misura le elezioni e governare per oltre un anno, si è appena chiusa. In queste ore si sta aprendo una fase nuova, in cui a Prodi stavolta tocca la parte del tacchino alla vigilia di Natale. La sua sostituzione a palazzo Chigi potrà non essere immediata (anche se a destra come a sinistra c’è chi lavora affinché lo sia), ma il punto non è questo. Il punto è che, dopo la prova di piazza di sabato scorso e dopo la batosta rimediata alle elezioni amministrative, anche a sinistra si è diffusa la convinzione che i presupposti su cui si basava il suo governo non solo non esistono più, ma si sono addirittura rovesciati.

Sinora il governo Prodi è nato e si è retto (male) sulla presunzione di riuscire a incanalare le pulsioni tribali della sinistra anticapitalistica in un percorso di civiltà politica. Lo scorso fine settimana si è capito che si tratta di una scommessa persa. Gli elettori (e anche molti e…

Il patto di Rudolph Giuliani con gli americani

Ci sono due modi di presentarsi agli elettori come candidati alla guida di un Paese. Uno è questo, e i risultati, dopo poco, sono questi. L'altro è il modo serio. Rudolph Giuliani, candidato alle primarie del partito repubblicano americano, ha scelto il secondo.

Il suo programma si articola in dodici punti, appena presentati. Dodici impegni ("commitments") dinanzi agli elettori: chiari, semplici, concreti. 1) Io manterrò l'America all'offensiva nella Guerra al Terrore.

2) Metterò fine all'immigrazione illegale, renderò sicuri i nostri confini e identificherò ogni individuo presente nella nostra nazione che non sia cittadino americano.

3) Ristabilirò la disciplina fiscale e taglierò gli sprechi di Washington.

4) Ridurrò le tasse e riformerò il codice fiscale.

5) Imporrò il principio della responsabilità ("accountability") a Washington.

6) Condurrò l'America verso l'indipendenza energetica.

7) Darò agli americani più controllo su, ed accesso a, prest…

Con questi al governo l'opposizione è inutile

Fanno tutto loro. L'opposizione potrebbe trasferirsi nella villa di Silvio Berlusconi alle Bermuda e godersi la scena sul megatelevisore al plasma del Cavaliere.

Intervista a Massimo D'Alema, diessino e ministro degli Esteri, su Repubblica di oggi: «Io spero che Rifondazione, il Pdci, i Verdi, traggano il giusto insegnamento da quello che è accaduto. Loro si devono rendere conto che il giochino che chi sta al governo poi va anche a fare i cortei per la strada non funziona più. L'opinione pubblica non lo capisce, e quindi non lo approva».Intervista a Franco Giordano, segretario di Rifondazione Comunista, su Repubblica di oggi: «Mai più due piazze. La prossima volta saremo con i movimenti, anche se la piattaforma non dovesse convincerci».

Bush a Roma: edizione pre elettorale del Tg1

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Piccola ma istruttiva lezione su come funziona il servizio pubblico televisivo. Il Tg1 dell'ineffabile Gianni Riotta, nell'edizione più vista, quella delle 20 (roba da 6,4 milioni di telespettatori a botta), stasera ha mandato in onda il servizio sui riti tribali che si sono svolti a Roma nel pomeriggio. «In testa, con i Cobas, a tenere il primo striscione, "No war, no Bush", alcuni dei parlamentari della sinistra», dice - testuale - la voce della giornalista. Ma lo striscione in questione, pur essendo in cima al corteo, non viene mai inquadrato per intero. Strano. La chiamano televisione apposta perché abbina immagini alle parole. Come mai?
Perché, come sa chiunque abbia visto la manifestazione, lo striscione che apriva il corteo era questo. E quella che ha raccontato la giornalista era solo una parte della verità. La notizia vera era che i manifestanti, e tra loro gli esponenti di partiti che fanno parte della maggioranza di governo, sono scesi in piazza per gridare…

Bush a Roma. Sarebbe uno scontro di civiltà. Se solo ce ne fossero due

Da una parte il primo presidente americano che ha avuto il coraggio (o l'ingenuità) di non rimpiazzare un dittatore con un altro, nella convinzione che la democrazia si possa esportare. Dall'altra quelli che della democrazia se ne fregano. Perché ritengono che solo alcuni abbiano il diritto di averla: gli altri - gli iracheni, gli afgani - chi se ne frega. E hanno anche la faccia di dire che i razzisti non sono loro.

Da una parte chi ha fatto tornare le ragazze afgane nelle scuole. Dall'altra quelli che se fosse per loro al governo ci sarebbero ancora i talebani. Però si riempiono la bocca con la causa femminista.

Da una parte chi continua a pagare, con la vita dei propri soldati, un po' di sicurezza anche per noi. Come ha sempre fatto. Dall'altra quelli che vogliono scappare via, abbandonando quel barlume di democrazia e di civiltà che è appena nato (ed è costato così tanto) nelle mani dei tagliagole.

Da una parte quelli che vanno orgogliosi di ciò che stanno facendo…

Quello contro i Ds non è un complotto. E' peggio

Tra pochi giorni - forse tra poche ore - ci divertiremo tutti con i testi delle intercettazioni sul caso Unipol che riguardano i vertici dei Ds. Avete presente Piero Fassino che diceva a Gianni Consorte: «Ci siamo comprati una banca»? Roba del genere. Insomma, sarà divertente. E sarà gustoso vedersi anche l'ennesima dose di coltellate alle spalle che voleranno tra esponenti della Margherita e diessini, con i primi che si fregano le mani dinanzi all'ennesimo sputtanamento del Botteghino. Del resto, fu proprio Francesco Rutelli, due anni fa, a definire «avventurosa» e figlia di «legami trasversali e poco chiari» la scalata Unipol alla Bnl appoggiata dai Ds, scatenando l'ira di Fassino e compagni. Da allora, non è cambiato niente, se non che diessini e margheritini, da alleati che erano, si sono fusi in un unico partito. Pur continuando a destarsi.

La vera incognita politica, però, non riguarda cosa c'è nei nastri le cui sbobinature saranno presto di dominio pubblico. Occo…

Sventolando l'Union Mohammed

Brandelli di vecchia Europa che se ne vanno, nuovi segni di Eurabia che spuntano. In Gran Bretagna, entro la fine del prossimo anno, il nome più diffuso per i nuovi nati sarà Mohammed (incluse le sue tanti varianti, come Muhammad, Mohammad e Muhammed). Sarà così scalzato dalla prima posizione il più tradizionale dei nomi inglesi, Jack (nome che, anche se per tutt'altri motivi, è stato dato pure alla bandiera d'Oltremanica).

Gli studiosi interpellati dal Times, che ha dato la notizia, spiegano che - ovviamente - stiamo assistendo al risultato della sempre maggiore presenza in Gran Bretagna di immigrati islamici (le cui donne hanno un tasso di fertilità più alto di quelle "autoctone"), e dalla volontà, sempre più frequente, di dare ai loro figli il nome del profeta.

Chi dice infatti che l'Europa si sta secolarizzando, sbaglia: il fenomeno riguarda solo l'Europa cristiana. In quella islamica il processo è esattamente opposto. E le nuove generazioni, anche se nate …

Famiglie più forti, società più ricca. Il caso americano

Famiglie più unite fanno una società più ricca. E la famiglia più unita, quella che regge meglio alle intemperie, è quella basata sul matrimonio (civile o religioso ha poca importanza). Detta in altre parole: una politica che voglia creare una società più forte e più benestante deve assolutamente passare dal sostegno della vituperata "famiglia tradizionale" (qui in Italia, più modestamente, come primo passo ci si potrebbe accontentare della semplice rinuncia alla vessazione fiscale). Dopo la monumentale analisi dei Tories inglesi sul caso della Gran Bretagna, arrivano i dati sugli Stati Uniti, ben riassunti da un recente articolo dell'Economist.

Primo dato, incontrovertibile: le fasce alte e medio alte della popolazione americana sono caratterizzate, oltre che dal benessere, da un basso tasso di rottura dei matrimoni. «Solo il 4% dei figli di madri laureate sono nati al di fuori del matrimonio. E il tasso di divorzi tra le donne laureate è crollato. Di quelle che si sono …

Storia di politica e soldi all'ombra del cupolone

di Fausto Carioti

La politica italiana si gioca su due tavoli. Uno è quello dei "pastoni" dei telegiornali, delle sparate a uso e consumo degli elettori. L'altro tavolo, di cui si sa molto meno, spesso è assai più importante del primo. È il luogo degli affari, di solito cementati dal denaro pubblico, tra gente che non te lo aspetti: accordi del tutto leciti, per carità, ma che quando vengono a galla lasciano in bocca uno strano retrogusto. Questa è una di quelle storie. I suoi protagonisti principali sono due pezzi grossi della "casta": il segretario dell'Udc, Lorenzo Cesa, e il ministro dei Beni culturali, il leader della Margherita Francesco Rutelli. Cioè un leader della maggioranza e uno dell'opposizione.

La storia inizia la scorsa legislatura. Con Arcus, società pubblica creata nel febbraio del 2004 per volontà dell'allora ministro Giuliano Urbani allo scopo di finanziare iniziative nell'arte, nella cultura e nello spettacolo. Arcus è dotata d…

Bertinotti, Bush e la poltrona

di Fausto Carioti

Indovinello. «Ha fatto guerra alla libertà con il suo fanatismo religioso cercando di colpire i diritti delle donne, i diversi orientamenti sessuali, la ricerca scientifica e la verità della storia». Chi è? Se state pensando a un fanatico islamico tipo il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad, lapidatore di adultere, impiccatore di omosessuali, negatore dell'Olocausto e intenzionato a cancellare Israele dalle cartine geografiche, siete fuori strada. Il fondamentalista misogino, omofobo e negazionista è George W. Bush, e chi lo etichetta così sono gli aderenti alla manifestazione romana di sabato 9 giugno, che hanno sottoscritto un manifesto in cui il presidente americano, in procinto di venire in visita ufficiale in Italia, è dipinto come il male assoluto. Tra i rivoltosi, ci sono Rifondazione e i Comunisti italiani. Succederà così che Bush, ospite in Italia del governo Prodi, sarà insultato per strada da partiti che fanno parte dello stesso governo. Un po' …