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Visualizzazione dei post con l'etichetta Sinistra italiana

Santoro, ovvero la perdita dell'innocenza

di Fausto Carioti Anime belle, creaturine innocenti che il giovedì sera si mettevano lì, davanti al televisore, come nemmeno le suore filippine dinanzi a Ratzinger che legge il Vangelo: ma ci credevate sul serio? Davvero pensavate che quello fosse diverso, fatto di una pasta distinta da quella di noialtri (e voialtri) mortali, immune all’avidità e alla vigliaccheria? Eravate convinti che uno al quale mettono in mano una buonuscita da tre milioni di euro, o quanti ne sono, magari di più, ci avrebbe sputato sopra solo per la bella faccia vostra, che nemmeno vi ha mai visto? Perché a leggere quello che avete scritto dopo che Michele Santoro ha siglato il patto col diavolo, facendosi pagare per chiudere Annozero, pare proprio di sì. Su Internet, sui blog, sulla pagina Facebook che il soldato giapponese Sandro Ruotolo continua ad aggiornare dalla giungla: ovunque lasciate traccia del vostro sconcerto. «Michele mi hai deluso, lasceremo l’Italia in balia di Minzolini e di false verità». «Ora ...

De Benedetti silura Bersani

di Fausto Carioti Carlo De Benedetti è un gatto e la sinistra è il suo gomitolo. La prende a zampate, la srotola, l’arrotola. Fin quando non si stufa e decide di passare a qualcos’altro. Tanto, a fare e disfare, quando lui non c’è, ci pensano Repubblica e gli altri suoi giornali. Ogni volta il gomitolo rosso ne esce un po’ più malconcio e sfilacciato di prima. Ma è sempre lì, a disposizione. De Benedetti ha appena ricominciato a ronzarci attorno. Che non avesse grande stima per Massimo D’Alema, il quale affettuosamente ricambia, è cosa nota. Che l’Ingegnere e i direttori delle sue testate si siano assegnati la missione di dettare la linea alla sinistra e ai suoi leader, è un dato di fatto. Si era intuito, ad esempio, che Pier Luigi Bersani non va a genio a tutti costoro. Poche settimane fa Ezio Mauro, che di Repubblica è il direttore, aveva posato una lapide sulle ambizioni del segretario del Pd. Intervistato dall’Espresso, il settimanale del gruppo, con quella modestia che da sempre c...

Avessimo fatto come Zapatero

di Fausto Carioti Verrebbe da prendersela con Moody's, l'agenzia di rating americana infallibile nell'accorgersi delle crisi quando sono già esplose (memorabile la “tripla A”, il giudizio di massima affidabilità rilasciato da Moody's, di cui si fregiava la banca d'affari Lehman Brothers il giorno prima che fallisse). Comportamento al quale di solito prova a rimediare a crac avvenuto, distribuendo randellate a destra e sinistra nel tentativo di rifarsi una verginità. Ieri, pagarne il prezzo è toccato a noi. Prima Moody's ha fatto sapere che la crisi finanziaria greca avrebbe potuto contagiare le banche di alcuni Paesi, inclusa l'Italia. Le cose, in realtà, non stavano proprio così, e dopo poco provava a spiegarlo un'altra agenzia di rating, la Fitch: dall'inizio della crisi, due anni fa, «le banche italiane hanno reagito bene, si sono mosse nella giusta direzione rafforzando il patrimonio e basandosi sul loro punto di forza, la raccolta diretta tra la...

Vi piace vincere facile, vero?

di Fausto Carioti Avete presente lo spot dello scacchista che fa scacco matto a un lattante? Ecco, il modello politico è quello. C’è una sinistra “Gratta e vinci” alla quale piace vincere facile. Gareggiando da sola, se possibile. Lo si è visto ieri, quando il governo ha approvato il decreto per consentire la partecipazione di Roberto Formigoni alle elezioni regionali lombarde e della lista del PdL nella provincia di Roma, in sostegno a Renata Polverini. Lì si è capito che certe frasi dei giorni scorsi, in cui tutti assicuravano di voler garantire a ogni elettore il diritto di votare, erano false come una banconota da 15 euro. Perché, appena l’esecutivo ha reso effettivo questo diritto, gli stessi personaggi hanno gridato allo scandalo. Pier Luigi Bersani ha annunciato la «ferma opposizione» del Pd. Antonio Di Pietro, che evidentemente ritiene pernicioso per una democrazia che anche gli elettori del centrodestra possano votare, parla di «un palese abuso di potere» che andrebbe bloccato...

Il Partito delle Leggende Metropolitane

di Fausto Carioti Eppure stavolta Antonio Di Pietro ci aveva provato a parlare di politica. Niente di elevato, per carità, ma due idee in croce, diverse dai soliti insulti a Silvio Berlusconi, le aveva esposte. Aveva detto che puntava a battere il Cavaliere politicamente - e cioè con le elezioni e non a colpi di escort e di pentiti - e che era pronto a fondere l’Italia dei Valori con il Pd. Magari non era vero niente, però lo sforzo andava apprezzato. Poi, come ospite d’onore al congresso dell’Idv, è arrivato Gioacchino Genchi, l’“orecchione” che per conto del la procura di Catanzaro si è fatto gli affaracci telefonici di qualche centinaio di migliaia di italiani e adesso è indagato a Roma per abuso d’ufficio e violazione della privacy. Dal palco, Genchi è riuscito a dire che «nel lancio della statuetta del duomo di Milano a Berlusconi non c’è nulla di vero». Per sostenere questa tesi ha citato nientemeno che la sua «esperienza in polizia» (sulla quale, a questo punto, forse sarebbe il...

La sinistra alla guerra del tram

di Fausto Carioti E va bene che la sinistra è alla canna del gas (forniture invernali da parte di Gazprom permettendo). Va bene pure che in tempo di guerra ogni buco è trincea e tutto il resto. Ci mancherebbe. Però Silvio Berlusconi era rimasto l’ultimo premier del mondo ad avere una fermata dell’autobus sul marciapiede sotto casa. Letteralmente. Questa fermata è stata rimossa ieri, con appena quindici anni di ritardo. «Motivi di sicurezza», ha spiegato la prefettura di Roma, cui si deve la decisione. C’era bisogno di Massimo Tartaglia e della sua statuetta tirata in faccia al presidente del Consiglio per arrivarci. Nel frattempo, in questi tre lustri, sotto casa del Cavaliere è successo di tutto, incluso lo scarico di vagonate di letame da parte dei no global alla vaccinara contigui alla giunta di Walter Veltroni. Che se invece di letame fosse stato - per dire - un esplosivo fatto in casa col fertilizzante, tipo quello usato da Timothy McVeigh per l’attentato agli uffici federali di ...

Tempi lunghi per l'estradizione di Cesare Battisti

di Fausto Carioti La buona notizia: da ieri è più probabile che il terrorista rosso Cesare Battisti, rinchiuso in un carcere del distretto di Brasilia dal 2007, sia estradato in Italia, dove è stato condannato per quattro omicidi. Il Supremo tribunale federale brasiliano, ribaltando di fatto una decisione presa dalla stessa corte il 18 novembre, ha stabilito che il presidente Luiz Inacio Lula da Silva, chiamato a dare il via libera all’estradizione del terrorista, non potrà agire in modo discrezionale, ma dovrà rispettare quanto previsto dal trattato bilaterale Italia- Brasile. In altre parole, Lula non potrà negare l’estradizione. E questo, assicurano fonti del governo italiano, fa piacere anche a lui, perché gli sfila dalle mani una patata bollente che si sarebbe risparmiato volentieri. La brutta notizia: i tempi, ammettono fonti diplomatiche italiane, non saranno rapidi. Debbono essere messi in conto, infatti, almeno altri due mesi, durante i quali non sono escluse nuove sorprese. L...

La società incivile è scesa in piazza

Fausto Carioti È che bisognerebbe smettere di credere alla favoletta della società civile saggia e ragionevole, alla quale occorre dare retta, o che comunque merita rispetto. La società, specie quando scende in piazza, non è affatto meglio della media dei singoli individui che la compongono. Anzi: come avviene di norma in tutti i gruppi, sono i personaggi dotati dei peggiori istinti a fare scuola e a trascinare il resto della compagnia. E anche quelli della maggioranza dovrebbero togliersi dalla testa l’idea che l’opposizione abbondi di riformisti con i quali si può dissentire, ma sempre con toni educati e senza escludere la possibilità di un accordo tra gentiluomini. Non è così che funziona. Personaggi come Giuliano Amato, Umberto Ranieri e Luca Ricolfi fanno sempre un figurone sui quotidiani della buona borghesia. Ma le loro elucubrazioni, talvolta barbose ma spesso sensatissime, non hanno diritto di cittadinanza nel grande popolo della sinistra. Provate a fare una manifestazione in ...

San Tignusu

di Fausto Carioti La sinistra ha finalmente un leader credibile. Gaspare Spatuzza, detto «U’ Tignusu», ancora prima di apparire in pubblico aveva già mostrato di avere tutte le qualità per diventare la guida morale di un’opposizione in disarmo. È lui il solo che sembra capace di dare alla pancia dell’elettorato depresso l’unica cosa che davvero vuole: l’annientamento politico e umano di Berlusconi. Così l’Unità di Concita De Gregorio, ieri, lo ha rappresentato in prima pagina come una spada circondata di luce che squarcia le nubi e punta dritta su palazzo Chigi. Anche la titolazione era da giudizio finale: «Tremano i palazzi del potere. Le rivelazioni sulle stragi del ’93 a Roma, Firenze, Milano». «Minchia», direbbero a casa Spatuzza: al confronto di un simile professionista della giustizia divina, l’arcangelo Michele, che spada in mano sconfigge il «serpente antico» dell’Apocalisse, rischia di passare per un collaboratore interinale del Padreterno. Ad accrescere l’aura mistica che ha ...

La sinistra non sa più ridere (se ne accorge persino il Manifesto)

Madonna che tristezza, che pianto, che gente lugubre. Non sanno più scherzare, non hanno più idea di cosa siano il sorriso e il sano cazzeggio. Il loro unico modello di confronto politico è la versione 2009 di piazzale Loreto. E' successo che il mensile Rolling Stone ha eletto Silvio Berlusconi rockstar dell'anno . Basta leggere le motivazioni del gesto per capire di cosa si tratta: «Per evidenti meriti dovuti a uno stile di vita per il quale la definizione di rock&roll va persino stretta. I Rod Stewart, i Brian Jones, i Keith Richards dei tempi d'oro sono pivellini in confronto. La "Neverland" di Michael Jackson è una mansardina in confronto a Villa Certosa, e via così». Insomma, una sana goliardata. E come tale, infatti, è stata presa sia dal sottoscritto , su Libero, sia da Vittorio Macioce sul Giornale. Scrive ancora Rolling Stone, a scanso di equivoci: «Siamo ben fuori dal dispensare giudizi da destra o da sinistra. Siamo solo osservatori che constatano...

Le ragioni dei poliziotti, i torti della sinistra

di Fausto Carioti Come nei vecchi film di Fantozzi , alla fine la polizia si è incazzata davvero. Solo che stavolta non c’è niente da ridere. Le richieste degli addetti alla sicurezza sono sacrosante e il governo dovrà tenerne conto, anche perché i risultati ottenuti nella lotta alla criminalità si debbono soprattutto al lavoro di poliziotti e carabinieri sottopagati. Chi invece avrebbe buoni motivi per tacere sono i vertici del Pd. Pier Luigi Bersani può permettersi di esprimere «solidarietà» ai poliziotti incavolati per la «situazione pessima» nella quale si trovano solo perché nessuno gli ricorda in pubblico quello che lui sa già benissimo: e cioè che questa «situazione pessima» porta innanzitutto la firma del governo Prodi, nel quale lui era ministro per lo Sviluppo economico. È a quell’esecutivo, infatti, che si deve il contratto in vigore, scaduto nel 2007 e lasciato marcire prima dallo stesso Prodi (malgrado le promesse), quindi dall’esecutivo Berlusconi. Contratto che prevedeva...

Il caso Marrazzo e la teoria del complotto

di Fausto Carioti «È una guerra lercia», scrive Concita De Gregorio, allarmata per le sorti della Democrazia. Sarà anche vero, però è strano: sino a pochi giorni fa, quando nel mirino dei Kalashnikov caricati a letame c’era Silvio Berlusconi, ci avevano fatto credere che lo sputtanamento quotidiano fosse la quintessenza della libertà di stampa, roba da premiare con il Pulitzer. E quelli che non partecipavano al tiro al bersaglio erano «i giornali scendiletto del premier», sentenziava la direttrice dell’Unità. Adesso che lo sputtanato è Piero Marrazzo, ormai ex governatore diessino del Lazio, siamo invece alla barbarie. E comunque, lerciume per lerciume, chissà chi è stato a metterlo in pagina per primo, volendo convincerci che il premier facesse chissà cosa con la minorenne Noemi Letizia. E in quel caso non c’era uno straccio di prova, né una testimonianza, né un’immagine compromettente, tantomeno un’indagine della magistratura. Solo una festa di compleanno e qualche guaglione con scri...

Il golpe del calzino turchese

di Fausto Carioti Del servizio trasmesso ieri da Canale 5 si può dire tutt'al più che fosse una noia mortale. Quei due minuti passati a mostrare un tipo dall'aria dimessa che cammina avanti e indietro sul marciapiede in attesa di entrare dal barbiere, si fa lo shampoo e poi si siede su una panchina, sfoggiando - come notava l'autrice del servizio - «pantalone blu, mocassino bianco e calzino turchese», avranno indotto molti telespettatori a cambiare canale o a prendere un caffè per riemergere dal torpore. Il fatto che il signore in questione, ignaro di essere filmato, fosse Raimondo Mesiano, il giudice che ha condannato la Fininvest a risarcire con 750 milioni la Cir di Carlo De Benedetti, non bastava a trattenere la mandibola: lo sbadiglio nasceva spontaneo. Della stessa trasmissione, invece, non si può dire tutto quello che è stato detto. E cioè che sia il sintomo di una «deriva istituzionale» (parole di Luca Palamara, segretario del sindacato unico dei magistrati). Un «se...

Le coraggiose verità di Veltroni

di Fausto Carioti Dunque, il Male sulla Terra non l’ha portato Silvio Berlusconi. C’era prima di lui e ci sarà ancora quando il Cavaliere non sarà più tra noi. Tempo di svolte sofferte e coraggiose, a sinistra. L’assenza di impegni degni di questo nome - stare all’opposizione ha i suoi vantaggi - stimola interrogativi escatologici da cui scaturiscono risposte sorprendenti. Che fanno discutere, appassionano e dividono il popolo del Pd. Dal fermento neuronale di Walter Veltroni, per dire, è appena uscita la seguente riflessione, affidata alle colonne del Quotidiano nazionale e saggiamente intitolata « Berlusconi non è il male di tutto ». Domanda del giornalista: «Se oggi siamo quel che siamo è a causa di Berlusconi?». Risposta del leader trombato nonché filosofo emergente: «No, ne sono convinto. La colpa più grave di Berlusconi è quella di non aver migliorato in nulla il Paese pur dominandone la politica da quindici anni, ma non credo che con lui scompariranno anche l’egoismo e l’individ...

Indovina chi ha fatto deragliare il treno

di Fausto Carioti L’appello di Giorgio Napolitano a evitare polemiche ha avuto effetto solo per poche ore. Sino a quando un treno merci carico di gas di petrolio liquefatto è deragliato nella stazione di Viareggio, provocando una strage. Con i corpi delle vittime ancora sul luogo del disastro, una parte dell’opposizione non ha resistito alla tentazione di strumentalizzare quei morti per dare la colpa, anche di questo, a Silvio Berlusconi e al suo governo. Dove non sono arrivate le veline in topless e le escort in minigonna, qualcuno spera di arrivare con i cadaveri carbonizzati. Sebbene - come è ovvio - non vi sia ancora nulla di chiaro nelle cause dell’incidente. Non si sa se la responsabilità sia delle Ferrovie, dei macchinisti, della società austriaca proprietaria dei vagoni-cisterna carichi di Gpl, di chi li ha presi in affitto o di qualcun altro. Ma sono dettagli insignificanti, per chi è convinto che la colpa sia sempre e comunque della solita persona. Tipo il segretario di Rifon...

La sinistra dichiara guerra al topless

di Fausto Carioti Dichiarando guerra al perizoma e alle tette al vento la sinistra ha completato la sua involuzione. Prima gli avvocati del laicismo e della famiglia allargata si sono trasformati nei difensori inflessibili del sacro vincolo matrimoniale. Poi hanno rinnegato anche quel poco di libertario e libertino che era rimasto nella loro cultura post-sessantottina (la donna finalmente libera di mostrare il corpo, «make love not war» e tutto il resto), facendosi più integralisti di un mullah afghano. Ora si atteggiano a tutori della morale sessuale, senza peraltro avere alcuna credibilità in materia. Colpa - anche questa - di Silvio Berlusconi. Leggete qui: «In un altro scatto l’atmosfera si fa più calda. Il premier non è presente, ma due ragazze in topless prendono il sole in piscina». A inalberarsi così non è il Messaggero di Sant’Antonio di vent’anni fa. È Repubblica di ieri. È successo che El Pais, il quotidiano spagnolo gemellato con largo Fochetti, ha pubblicato alcune delle f...

Obama bombarda come e più di Bush. Ma stavolta la sinistra sta zitta

di Fausto Carioti Se la sinistra italiana è regredita all’età infantile e l’unico argomento di cui riesce a parlare è «papi», la colpa non è solo di Silvio Berlusconi. Il premier ha fatto tutto quello che ha potuto per rimbecillire i suoi avversari, ma è arrivato sino a un certo punto. Il resto lo ha realizzato - senza fare nulla: basta la sua presenza - il presidente statunitense Barack Obama. Dopo otto anni passati a sbraitare contro la “sporca guerra” di George W. Bush, a contare una per una le vittime militari e civili delle campagne belliche americane, a chiedere il ritiro dei soldati italiani da tutte le missioni volute dalla Casa Bianca, i compagni con la bandiera arcobaleno adesso assistono con l’elettroencefalogramma piatto alle stragi compiute da quegli stessi soldati. Mentre i tantissimi parlamentari del Pd che, pur senza accodarsi a Gino Strada, giudicavano «scellerate» le scelte militari di Bush, ora che alla Casa Bianca comanda un presidente democratico fanno a gara a chi...

La fabbrica dei mostri (quella vera)

Sì sì, c'era proprio un gran bisogno di un appello contro il governo Berlusconi. Erano almeno due settimane che Micromega non ne proponeva uno. A colmare questo preoccupante vuoto democratico ci hanno appena pensato gli architetti Gae Aulenti, Massimiliano Fuksas e Vittorio Gregotti, con un appello pubblicato su Repubblica , nel quale invocano «un sussulto civile delle coscienze di questo paese» contro il piano di parziale liberalizzazione dell'edilizia, che secondo loro «rischierebbe di compromettere in maniera definitiva il territorio». In effetti i tre sono esperti di «ecomostri». Uno, in particolare: Gregotti. Avete presente lo Zen di Palermo («Zona espansione nord, abbreviazione Zen», come cantava Edoardo Bennato )? Cioè il quartiere più brutto d'Italia e dell'intera Europa occidentale? Ecco, è stato partorito proprio dalla mente di Gregotti. Le Iene qualche tempo fa andarono a chiedergliene conto. Lui difende il suo obbrobrio e regala una perla unica, che spiega ...

Il presidente costruttore e la sinistra della via Gluck

di Fausto Carioti «Non so perché continuano a costruire le case e non lasciano l’erba, non lasciano l’erba, non lasciano l’erba». Con metà della sinistra italiana rimasta ferma all’Adriano Celentano della via Gluck (anno 1966), la sorte almeno ha voluto che Silvio Berlusconi, il volto umano del cemento, fosse al posto giusto nel momento giusto. Mentre il segretario del Pd, Dario Franceschini, propone di dare soldi a chi non lavora (ottimo modo per incentivare le imprese a licenziare e i disoccupati a rimanere tali) il presidente del consiglio tira fuori dalla bandana l’idea opposta, di gran lunga migliore: affrontare la crisi pagando le persone perché lavorino alla costruzione di qualcosa che resti. Così ha dato il via libera all’avvio, entro sei mesi, di un imponente piano di opere pubbliche. Quasi diciotto miliardi da spendere per il Mose di Venezia, il ponte sullo stretto di Messina e centinaia di chilometri di autostrade e ferrovie, oltre a scuole e carceri. Solo questi interventi,...

Chi vuole il silenzio sugli stupri

di Fausto Carioti Un tempo i giornalisti erano pagati per dare le notizie. Adesso si scopre che, se la notizia è politicamente scorretta, il loro mestiere consiste nel nasconderla. Buono a sapersi. Il caso dello stupro della Caffarella è emblematico. Lo scorso 14 febbraio una ragazza di 14 anni, assieme al suo fidanzatino, era stata sorpresa da due individui nel grande parco romano sull’Appia antica. Lei era stata violentata, lui picchiato. Tre giorni dopo, per questo reato erano stati arrestati due romeni. Giovani, ma già pluripregiudicati: Alexandru Loyos, di 20 anni, e Karol Racz, di 36. Esaminando le tracce di dna lasciate dagli autori dello stupro, nelle ultime ore si è scoperto che il loro profilo genetico non coincide con quello dei due arrestati. Puntuale, è scattata la ripicca contro chi aveva sbattuto i due «mostri romeni» in prima pagina. L’accusa, ovvia, è quella di razzismo. Il capo d’imputazione l’ha scritto ieri sul Riformista Piero Sansonetti, ex direttore del quotidi...