Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta Giustizia

Il dittatore che non c'è

di Fausto Carioti Benito Mussolini, Fidel Castro e gli altri dittatori chiamati in causa in questi giorni dall’opposizione possono continuare a vivere indisturbati nel boschetto della fantasia di Tonino Di Pietro e Nicola Latorre. Evocarli come termine di paragone per Silvio Berlusconi trasforma le loro tragedie in farsa e offende le loro vittime. Qui, semmai, siamo all’opposto della dittatura. Il problema, dalle nostre parti, è che c’è un capo del governo che troppo spesso non riesce a decidere su nulla. Nemmeno sulle cose che gli stanno più a cuore, se è vero che non sa come impedire che le televisioni pubbliche alimentino il clima d’odio nei suoi confronti. Un capo del governo che non mette paura a nessuno, ma che ha ottime ragioni per temere per l’incolumità sua e di quelli che gli sono accanto. Chi vede nelle intercettazioni diffuse in questi giorni la prova della deriva cesarista di Berlusconi, vuol dire che le ha sfogliate con l’occhio di chi aveva già emesso la condanna. Perché...

Pronto il trucco per non estradare Battisti

di Fausto Carioti La condanna a due anni di reclusione per uso di documenti falsi, emessa il 5 marzo da un tribunale di Rio de Janeiro, può rivelarsi la migliore delle notizie possibili per il terrorista rosso Cesare Battisti, condannato in Italia per quattro omicidi. Nascosta tra gli articoli del trattato bilaterale siglato da Italia e Brasile, infatti, vi è la possibilità di differire l'estradizione qualora il detenuto sia ancora alle prese con procedimenti penali non conclusi e condanne da scontare nel Paese che deve concedere l'estradizione. I difensori di Battisti avranno così l'opportunità di presentare ricorso contro la condanna appena ricevuta, con il risultato di allungare i tempi di conclusione del procedimento penale e quindi la permanenza in Brasile del loro assistito. Si tratta di una mossa che fonti diplomatiche italiane ritengono assai probabile. Tanto che le certezze manifestate nei giorni scorsi dai legali che rappresentano il nostro governo («Quando e se i...

Repubblica certifica l'inutilità di Repubblica

di Fausto Carioti Niente da fare, non se li filano proprio. Più quelli di Repubblica e del Fatto inzuppano nel livore chilometri quadrati di carta stampata, più gli italiani se ne fregano. Più Michele Santoro e Marco Travaglio processano Guido Bertolaso e la Protezione civile, più quelli li difendono. Più il popolo viola e l’opposizione scendono in piazza a dire che così è un’indecenza, che dobbiamo vergognarci dinanzi al resto d’Europa, che solo da noi signora mia succedono cose simili, più Silvio Berlusconi e il suo governo possono stare tranquilli. È da quando è iniziata l’inchiesta di Firenze che i nostalgici dei bei tempi di Tangentopoli si stanno sbattendo in tutti i modi per convincerci che stavolta è come il 1992. Anzi, a ben guardare è persino peggio. E invocano una ribellione di massa delle coscienze, nella speranza che travolga Berlusconi. Risultati? Noia e sbadigli. Come certifica la più insospettabile delle conferme. A proclamare la propria inutilità, infatti, provvede di...

Berlusconi scarica Di Girolamo su Fini

di Fausto Carioti La procura di Milano è servita: «Il processo andrà avanti e voglio venirne fuori con un’assoluzione piena», assicura in pubblico Silvio Berlusconi, e preso in parola vuol dire che non intende avvalersi della prescrizione. Un impegno nobile, che se mantenuto rischia però di rivelarsi suicida. Vedremo. Gli esponenti finiani che volevano metterlo in difficoltà giocando a fare i surfisti sull’onda dell’indignazione moralista: serviti anche loro. Avete presente il senatore del PdL Nicola Di Girolamo, quello accusato di essere stato eletto all’estero con i voti della ‘ndrangheta? Ecco, di costui ieri Berlusconi ha detto che «non è stato portato da gente di Forza Italia: è stato portato da un responsabile di Alleanza Nazionale che non ho il piacere di conoscere». Et voilà. Un colpo ai magistrati «talebani» e un altro, meno evidente ma assai più duro, agli alleati-avversari di ciò che resta di Alleanza nazionale. Ci fosse stata pure un’opposizione parlamentare, ieri il premi...

Il lato ironico della politica

di Fausto Carioti Mica è vero che la politica è sempre noiosa e priva di ironia. Vi avessero detto un mese fa che alle regionali della Campania il PdL avrebbe candidato una schiera di cherubini contro un imputato in due processi (e anche condannato, fa sapere Marco Travaglio), appoggiato da Antonio Di Pietro e dal Partito democratico, ci avreste creduto? E invece. Tutto parte dal fatto che Silvio Berlusconi, a modo (molto) suo, sa essere persino moralista. L’idea che un suo assessore o un consigliere finisca invischiato in vicende di corruzione degne di un ladro di polli lo manda in bestia. Non perché Berlusconi non sappia di che pasta sono fatti gli esseri umani (figuriamoci), ma perché non sopporta che uno si permetta di correre il rischio di rovinare, oltre se stesso, il partito di cui fa parte. Soprattutto in un momento delicatissimo come questo, in cui le procure di tutta Italia sembrano avere nel mirino gli uomini del PdL - con l’intenzione, magari, di risalire e puntare al bersa...

Dove non arriva l'opposizione

di Fausto Carioti Silvio Berlusconi avrà pure qualche eccesso di paranoia nel vedere ovunque trame editorial-politico-giudiziarie ai suoi danni. Però bisogna ammettere che i suoi avversari certe fissazioni fanno di tutto per avvalorargliele. Ieri, ad esempio, la giornata del Cavaliere è iniziata con la prima pagina del Corriere della Sera, dove ha letto che «nelle carte dell’inchiesta sugli appalti appaiono anche i nomi di Matteoli, Verdini, Pepe e Viceconte» (per la cronaca: Altero Matteoli è ministro delle Infrastrutture, Denis Verdini è uno dei coordinatori del PdL, Mario Pepe e Guido Viceconte sono due parlamentari dello stesso partito). E si è conclusa con la notizia che Verdini è indagato per concorso in corruzione. Quelli che sperano di assistere a una nuova Tangentopoli si fregano le mani dinanzi al possibile remake. Berlusconi e i suoi, invece, trovano conferme alla loro sindrome da accerchiamento. Chi le vuole vedere, le prove della trama le trova dappertutto. Prima è toccato...

Gli imbarazzi di Bersani sul caso Bertolaso

di Fausto Carioti Occhio al Partito democratico. E occhio a Pier Luigi Bersani. In piena campagna elettorale, incalzato da Antonio Di Pietro, che più di una volta lo ha costretto a seguirlo sulle sue posizioni, il segretario del Pd sta maneggiando la vicenda che vede coinvolti Guido Bertolaso, la Protezione civile e diversi costruttori, con una cautela estrema, inusuale per un partito d’opposizione. Bertolaso, fedelissimo di Gianni Letta, è un uomo chiave nello schema berlusconiano: a lui si devono la soluzione dell’emergenza rifiuti in Campania e la soluzione dell’emergenza abitativa in Abruzzo dopo il terremoto, tanto che Silvio Berlusconi era pronto a nominarlo ministro. Insomma, affondare lui vuol dire colpire almeno metà delle cose buone fatte dal governo. Eppure Bersani si è guardato bene dal chiedere le dimissioni di Bertolaso, limitandosi a rimettere la questione alla sua «sensibilità». Ieri il leader del Pd è intervenuto per dire che «eventuali responsabilità personali saranno...

Non è un paese per poliziotti

di Fausto Carioti Prima aggrediti, poi processati e quindi condannati. È successo a tredici poliziotti dopo il G8 di Genova (e poteva andare molto peggio, visto che gli agenti imputati erano 29). È accaduto l’altro giorno in Piemonte, con il dirigente della questura di Torino che nel dicembre del 2005 aveva protetto dai manifestanti i lavori per l’Alta velocità: indagato dalla Corte dei Conti «per comportamento lesivo dell’immagine del Corpo e dello Stato», così impara. Si è ripetuto ieri a Napoli, con dieci condanne in primo grado per i vicequestori e gli agenti che, durante il Global Forum del marzo 2001, avevano dovuto tenere a bada picchiatori e squadristi no-global. Ci vogliono coraggio e spalle larghe, di questi tempi, per indossare una divisa in Italia. Il caso di Napoli, a modo suo, è un ottimo esempio di come funziona la giustizia in questo Paese. Erano i giorni di metà marzo di nove anni fa, ed erano anche i tempi di quel “popolo di Seattle” che metteva paura a tutti e che po...

Dal 13 dicembre al 12 gennaio

di Fausto Carioti Dal 13 dicembre al 12 gennaio. Il tempo delle mele non è durato manco un mese. L’aggressione di Massimo Tartaglia a Silvio Berlusconi aveva portato a galla i grumi d’odio che caratterizzano una vasta parte della sinistra italiana. Tanti, anche nello stesso Partito democratico, erano inorriditi davanti a quella visione. Complici i canti di Natale e il taglio del panettone, da una parte e dall’altra ci si era convinti che fosse giunto il momento di lavorare per un clima nuovo. O almeno di provarci. Il Popolo della Libertà e il Pd avevano accarezzato la possibilità di fare insieme le riforme più importanti. Giorgio Napolitano e il Cavaliere si erano concessi una ricarica di fiducia reciproca, per quanto limitata. E anche tra i due co-fondatori del PdL, sebbene in modo convulso, alla fine le tensioni sembravano essersi stemperate. Di tutto questo, ieri è rimasto ben poco. Perché gli ottimisti di una parte e dell’altra avevano perso di vista il dato fondamentale: e cioè ch...

Intervista a Frattini: "La Costituzione cambiamola tutta"

di Fausto Carioti Altro che ritocchi. Franco Frattini, ministro degli Esteri, vuole quella che lui stesso chiama «la seconda Costituzione». Mediante un processo condiviso con il Pd, che cambi anche la prima parte della Carta. Inclusi gli articoli sulla libertà di religione, scritti in un’epoca in cui l’immigrazione di massa e il multiculturalismo non si sapeva cosa fossero. «Non limitiamoci», dice Frattini a Libero. «I principi che debbono essere rivisti e rafforzati sono tanti. Non dobbiamo avere la timidezza di dire: possiamo arrivare fino a qui, ma non oltre. Altrimenti cadiamo nell’errore storico della sinistra: appena si parla di riformare la Costituzione la sinistra, o meglio una parte di essa, risponde che “la costituzione è sacra, riformarla equivale a rinnegarla”». E invece? «La Costituzione è stata senza dubbio un pilastro della libertà. Ma è nata in un momento nel quale il Paese era diviso. Il mondo era diviso. Oggi il mondo non è più diviso. E, dopo la caduta del muro di Be...

Costituzione e giustizia: l'intervista a Brunetta che ha scandalizzato le anime belle

di Fausto Carioti «Mi faccia dire una cosa che ancora non ho detto: la riforma non dovrà riguardare solo la seconda parte della Costituzione, ma anche la prima. A partire dall’articolo 1: stabilire che “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro” non significa assolutamente nulla». Renato Brunetta, ministro per la Pubblica amministrazione, parla con Libero di riforme a tutto campo. E getta ancora una volta il sasso nello stagno, dicendo a voce alta, sulle riforme da avviare nel 2010, quello che tanti si limitano a pensare. Ministro, cosa ha che non va la prima parte della Costituzione? «Per carità, è solo una mia opinione. Ma la parte valoriale della Costituzione ignora temi e concetti fondamentali come quelli del mercato, della concorrenza, del merito. È figlia del clima del dopoguerra. Adesso siamo in un’altra Italia. Capisco che alcuni costituzionalisti sostengano che non si riesce a cambiare la seconda parte della Costituzione proprio perché non abbiamo aggiornato la...

Contro il lato oscuro del Web

Dal Wall Street Journal , per la firma di "Jimbo" Wales , fondatore di Wikipedia, arriva l'attacco più duro letto sinora alla mancanza di responsabilità da parte di chi scrive su Internet. Wales chiede nuove leggi («it's time to re-examine the current legal system») per impedire ai peggiori («prevent the worst among us») di imperversare liberamente sul Web. Concetti che non sono nuovi per frequentatori di questo blog. Anche se la gran parte degli opinionisti italiani non riesce ad andare oltre la frase «Internet deve essere libera», fingendo di non sapere che non c'è libertà senza responsabilità. What we see regularly on social networking sites, blogs and other online forums is behavior that ranges from the carelessly rude to the intentionally abusive. Flare-ups occur on social networking sites because of the ease by which thoughts can be shared through the simple press of a button. Ordinary people, celebrities, members of the media and even legal professionals h...

Tempi lunghi per l'estradizione di Cesare Battisti

di Fausto Carioti La buona notizia: da ieri è più probabile che il terrorista rosso Cesare Battisti, rinchiuso in un carcere del distretto di Brasilia dal 2007, sia estradato in Italia, dove è stato condannato per quattro omicidi. Il Supremo tribunale federale brasiliano, ribaltando di fatto una decisione presa dalla stessa corte il 18 novembre, ha stabilito che il presidente Luiz Inacio Lula da Silva, chiamato a dare il via libera all’estradizione del terrorista, non potrà agire in modo discrezionale, ma dovrà rispettare quanto previsto dal trattato bilaterale Italia- Brasile. In altre parole, Lula non potrà negare l’estradizione. E questo, assicurano fonti del governo italiano, fa piacere anche a lui, perché gli sfila dalle mani una patata bollente che si sarebbe risparmiato volentieri. La brutta notizia: i tempi, ammettono fonti diplomatiche italiane, non saranno rapidi. Debbono essere messi in conto, infatti, almeno altri due mesi, durante i quali non sono escluse nuove sorprese. L...

La società incivile è scesa in piazza

Fausto Carioti È che bisognerebbe smettere di credere alla favoletta della società civile saggia e ragionevole, alla quale occorre dare retta, o che comunque merita rispetto. La società, specie quando scende in piazza, non è affatto meglio della media dei singoli individui che la compongono. Anzi: come avviene di norma in tutti i gruppi, sono i personaggi dotati dei peggiori istinti a fare scuola e a trascinare il resto della compagnia. E anche quelli della maggioranza dovrebbero togliersi dalla testa l’idea che l’opposizione abbondi di riformisti con i quali si può dissentire, ma sempre con toni educati e senza escludere la possibilità di un accordo tra gentiluomini. Non è così che funziona. Personaggi come Giuliano Amato, Umberto Ranieri e Luca Ricolfi fanno sempre un figurone sui quotidiani della buona borghesia. Ma le loro elucubrazioni, talvolta barbose ma spesso sensatissime, non hanno diritto di cittadinanza nel grande popolo della sinistra. Provate a fare una manifestazione in ...

Il balzello sui processi e i veri conti della giustizia

di Fausto Carioti Ma sì che alla fine una soluzione salta fuori: siamo pur sempre in Italia, no? E allora se Silvio Berlusconi vuole avere la legge sul processo breve, e se Gianfranco Fini gli risponde che si può fare solo se aumentano i finanziamenti per la giustizia, e se Giulio Tremonti dice a tutti e due «bamboli, non c’è una lira», state tranquilli che alla fine ogni cosa si mette a posto e quei soldi si trovano. Dove? Bravi, indovinato: nelle vostre tasche. Sta succedendo in queste ore. Il governo ha appena presentato in Parlamento un emendamento alla Finanziaria da esso stesso preparata pochi giorni fa. Con questa modifica aumenta il «contributo unificato» per le spese degli atti giudiziari. Insomma, rincara il balzello sui processi, che ovviamente deve essere pagato da chi promuove la causa. L’aumento riguarda sia il costo della tassa, sia i casi in cui esso è applicato, poiché il contributo viene esteso a fattispecie di processi che al momento ne erano esenti: nel processo pen...

Il caso Cosentino rompe la tregua tra Berlusconi e Fini

di Fausto Carioti La tregua fragile appena raggiunta da Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini, suggellata dal testo di legge sul processo breve, scricchiola e minaccia di rompersi davanti alla candidatura di Nicola Cosentino. Il sottosegretario all’Economia, per il quale un gip di Napoli ha inviato a Montecitorio la richiesta d’arresto per concorso esterno in associazione camorristica, ha confermato di voler correre come presidente della Campania, nonostante il veto di Fini. Intenzione ribadita ieri sera dopo un colloquio di mezz’ora con il presidente del Consiglio. «Sono convinto che Cosentino non sarà candidato e Berlusconi condivide l’idea che sia inopportuno candidarlo», aveva detto mercoledì sera il presidente della Camera. Ventiquattro ore dopo, uscito da palazzo Grazioli, Cosentino ha fatto capire che le cose non stanno proprio così. «Mantengo la mia candidatura. Berlusconi ne ha preso atto», ha riferito il sottosegretario. Va da sé che, se il Cavaliere avesse voluto, avrebbe potu...

Le ragioni della tregua armata tra Berlusconi e Fini

di Fausto Carioti Certo, non è finita proprio come voleva Silvio Berlusconi, ma al Cavaliere poteva andare peggio. Anche se i due si detestano, l’accordo politico con Gianfranco Fini per evitare al premier di subire una condanna di primo grado nel giro di pochi mesi è stato trovato. L’intesa è già definita, almeno quanto basta per presentare in tempi rapidissimi il disegno di legge che il Parlamento dovrà poi approvare a tappe forzate. Non è un caso, comunque, che il cammino del provvedimento inizi al Senato, cioè nella Camera in cui Berlusconi ripone più fiducia, che poi è anche quella non presieduta da Fini. E non è un caso nemmeno che, prima di decidere con l’ex leader di An (e con Umberto Bossi) le candidature per le regionali, il leader del PdL voglia assicurarsi di portare a casa il provvedimento che lo toglie dalle grinfie dei magistrati. Insomma, il rapporto umano tra i due è rovinato e difficilmente potrà essere ricomposto, ma la reciproca convenienza costringe Silvio e Gianfr...

Il caso Cucchi e l'inspiegabile sortita di La Russa

di Fausto Carioti Adesso evitiamo che la richiesta di sapere tutta la verità sulla fine di Stefano Cucchi divenga una battaglia “di sinistra”. Con l'opposizione impegnata a confondere la ricerca dei colpevoli con la smania di gettare palate di fango su carabinieri e polizia penitenziaria. E con la maggioranza che, al di là delle frasi di circostanza, tifa in silenzio affinché l'inchiesta finisca in un nulla di fatto, per proteggere il “buon nome” delle istituzioni. Da una parte e dall'altra, gli esempi di simili comportamenti abbondano. E invece serve la verità, senza strumentalizzazioni politiche né complicità omertose. In tempi rapidi, se possibile. Lo chiede innanzitutto il corpo martoriato di quel ragazzo romano di 31 anni, sofferente di epilessia, arrestato la notte tra il 15 e il 16 ottobre per avere in tasca pochi grammi di “fumo” e finito sul tavolo dell'obitorio il 22 ottobre. Ma lo chiede anche il rispetto delle forze dell'ordine, che non meritano di esse...

Berlusconi è l'alibi per non riformare la giustizia

di Fausto Carioti Il succo del messaggio che manda in queste ore l’Associazione nazionale magistrati, sindacato unico delle toghe, è chiaro: finché a palazzo Chigi ci sarà Silvio Berlusconi sarà impossibile riformare la giustizia italiana. In altre parole, la presenza di un premier in guerra perenne con la magistratura - inutile chiedersi chi abbia iniziato per primo: ognuno si è già fatto la sua idea - rappresenta un alibi fantastico per tutti quei magistrati che non hanno alcuna voglia di migliorare le cose e difendono lo sfascio del sistema e i loro privilegi. E sì che ce ne vuole di coraggio per difendere un sistema in cui i magistrati sono giudicati da un organismo, il Csm, composto da loro colleghi che riescono a riabilitare e promuovere il giudice sorpreso a fare una fellatio a un minorenne nei bagni di un cinema (storia vera, raccontata nel libro di Stefano Livadiotti “Magistrati, l’ultracasta”). Un sistema nel quale la toga che si scorda di tirare fuori dal carcere gli indagat...