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Buono-scuola, troppo bello per essere vero

di Fausto Carioti Dubitare è lecito, anche perché non è la prima volta che in un governo guidato da Silvio Berlusconi si parla di buono-scuola, e sinora si sa come è andata. Però Mariastella Gelmini che annuncia «una riforma che dia la possibilità di accedere a un bonus» a chi vuole frequentare le scuole non statali è una gran bella notizia. La speranza è che il ministro dell’Istruzione mantenga l’impegno e che questa sia la volta buona: ne guadagnerebbero le famiglie, prime tra tutte quelle più povere, e l’intero sistema scolastico. Oltretutto sarebbe una mossa politica azzeccata, e lo dimostrano le reazioni imbufalite con cui gli esponenti del Pd e della Cgil hanno subito accolto la proposta della Gelmini. Da un lato ci sarebbe un governo di centrodestra che fa una cosa davvero “di sinistra”, come dare a tutti i ragazzi, anche quelli di origini più umili, le stesse possibilità dei loro coetanei più ricchi. Mentre sulla sponda opposta il centrosinistra, tra l’aiuto alle famiglie e gl...

Famiglie e scuole private, mezza vittoria sul fisco

di Fausto Carioti Incavolarsi serve. Lanciato l'11 aprile su queste pagine , l'allarme per l'ultima cattiveria del fisco italiano nei confronti delle scuole private ci ha messo un po' per essere recepito dai diretti interessati. Alla fine, però, l'arrabbiatura è emersa. E ieri questa reazione ha prodotto un primo risultato: il direttore dell'Agenzia delle Entrate, Attilio Befera, ha assicurato che la scuola paritaria, di per sé, non è «un lusso», e che l'iscrizione dei figli a questi istituti non è «sempre e comunque indice di una particolare agiatezza economica». Alleluia. Un passo indietro. Il 9 aprile la Direzione accertamento dell'Agenzia delle Entrate aveva pubblicato una circolare per aggiornare il vecchio “redditometro”. Vi si leggeva che gli uffici del fisco dovranno controllare chi acquista servizi «di lusso» come quelli offerti da «porti turistici, circoli esclusivi, scuole private, wellness center, tour operator». Insomma, il fisco metteva ne...

Famiglie e scuole private sempre più maltrattate dal fisco

di Fausto Carioti Se in Italia c’è una categoria a rischio di estinzione, che merita di essere difesa, sono le famiglie che mandano i figli alle scuole private. Prima pagano ogni mese la retta, con un aiuto minimo o nullo da parte dello Stato (al quale, piaccia o meno, fanno un favore, consentendo alla pubblica istruzione di risparmiare su scuole e insegnanti). Poi provvedono a finanziare con le loro tasse la formazione del figlio del vicino di casa, che frequenta le scuole pubbliche. Insomma, in nome della «solidarietà sociale» costoro pagano due e prendono uno. Intanto la speranza di vedere introdotto a livello nazionale un “buono-scuola” da usare per iscrivere i loro figli a qualunque istituto, pubblico o privato, ritengano migliore, è stata accantonata. Quanto alle borse di studio, di solito le imprese italiane si guardano bene dal finanziarle, preferendo investire milioni di euro, anziché in aiuti agli studenti, in costosissime campagne di comunicazione nelle quali, magari, voglio...

Inti-Illimani con le cotiche

di Fausto Carioti Un favore più grande agli studenti di sinistra, Renato Brunetta non poteva farlo. Il ministro per la Pubblica amministrazione ieri ha definito «guerriglieri» quelli che mercoledì avevano caricato i poliziotti alla Sapienza, assicurando che come tali «verranno trattati». Capirai: i personaggi in questione - per molti dei quali la definizione di «studenti» suona un po’ riduttiva, trattandosi di fuori corso cronici e infiltrati dei centri sociali - non aspettavano altro. Essere accreditati come avanguardie della rivoluzione contro la feroce tirannia berlusconiana, senza rischiare un capello - anzi, in un Paese in cui televisioni e giornali sgomitano per difenderli e intervistarli - è la loro massima aspirazione. E infatti hanno subito preso sul serio le dichiarazioni del ministro, accusandolo di dire cose «degne dei peggiori regimi sudamericani». Anche i tanti politici in perenne caccia di voti tra i casinari del movimento studentesco si sono buttati a pesce sulla frase...

Napolitano e i baroni dell'università

di Fausto Carioti Che il governo Berlusconi riesca davvero a liberare le università da «sprechi, privilegi, baronati e parentati», come ha detto di voler fare il presidente del consiglio, è tutta da vedere. Quella che il premio Nobel Milton Friedman chiamava «la tirannia dello status quo», ovvero il potere delle caste e delle burocrazie di bloccare le riforme sgradite, è una bestia dura da sconfiggere. L’unica certezza è che, se il governo ci riuscisse, ad avvantaggiarsene sarebbero soprattutto i professori più giovani e meritevoli e gli studenti. Cioè le due categorie per cui tutti dicono di voler fare qualcosa, e alla fine nessuno fa nulla. L’economista Roberto Perotti ha pubblicato da poco un libro, " L’università truccata ", dedicato proprio a certi malcostumi accademici. Con alcuni numeri che spiegano la situazione meglio di mille inchieste. Ad esempio, nella facoltà di Economia dell’ateneo di Bari «almeno 42 docenti su 179 (quasi il 25 percento) risultano avere almeno u...

Aspettando i servizi segreti deviati

di Fausto Carioti La sinistra ha un gran bisogno di trame eversive e squadristi di Stato, ed è convinta di averli trovati. La Roma delle manifestazioni studentesche è diventata la Genova del G8, piazza Navona è stata trasformata nella nuova caserma Diaz. Anche il linguaggio degli orfani del Pci è tornato ad essere quello dei tempi migliori: sono già stati evocati i celerini infiltrati e l’eversione nera. Mancano solo i servizi segreti deviati, ma presto spunteranno pure loro, nascosti dietro la fontana del Bernini. I tempi cambiano, i nomi dei partiti pure, ma da quelle parti è sempre la dietrologia a fare da padrona. La verità, e cioè che a piazza Navona studenti di destra e militanti di sinistra si sono pestati in mezzo ai manifestanti, è troppo semplice per essere accettata. Bisogna far passare l’idea che esista un “livello superiore”, occorre tirare fuori ogni giorno un “testimone chiave” capace di insinuare chissà quali verità destabilizzanti, come ha fatto ieri Repubblica sul suo...

Maroni aveva fatto i conti senza i presidi

di Fausto Carioti Quando Roberto Maroni, due giorni fa, ha avvertito che «chi occupa abusivamente le scuole, impedendo ad altri di studiare, sarà denunciato», ha detto una cosa che in un “paese normale” (espressione con cui a sinistra amano riempirsi la bocca) manco si dovrebbe dire, tanto è banale. Il principio per cui la mia libertà finisce dove inizia la libertà altrui, e che il primo compito dello Stato è far rispettare questo confine, è l’essenza della democrazia liberale. Accusare il ministro dell’Interno di lanciare «minacce» fasciste, come stanno facendo la Cgil e tutta la sinistra, incluso il Pd, conferma il perdurante analfabetismo degli orfani del Pci in materia di libertà individuali. Tanto più che non c’è bisogno di scrivere nuove leggi o di slabbrare le norme già esistenti. È già tutto nel codice penale. Articolo 340: «Chiunque, fuori dei casi preveduti da particolari disposizioni di legge, cagiona un’interruzione o turba la regolarità di un ufficio o servizio pubblico o...

Le riforme della Cgil

Tanto per capire. Alla manifestazione di oggi ovviamente c'era Guglielmo Epifani. Ha detto  dal palco che la Cgil è pronta alla «sfida riformatrice» per la scuola. «Non siamo quelli che proteggono i fannulloni», ha assicurato. Viene quasi voglia di credergli. Se non fosse per la frase successiva: «Qui non ci sono fannulloni. Nella scuola non si sono mai visti». Mai visti, già. E gli studenti, là sotto, lo hanno pure applaudito.

I diritti degli invisibili

di Fausto Carioti C’è qualcuno disponibile ad aiutare Abele? Perché la violenza è già arrivata nelle scuole e nelle università italiane. Ma siccome le sue vittime subiscono i soprusi in silenzio, e nessuna telecamera si degna di inquadrarle, e nessun giornale ne tramanda le gesta ai posteri, la classe politica ha deciso di fregarsene. I diritti della stragrande maggioranza di studenti, professori e lavoratori della scuola e degli atenei non sono difesi da nessuno. Né dal centrodestra, che è al governo, e tantomeno dal centrosinistra, per il quale diritto allo studio e diritto al lavoro sono solo randelli da dare in testa agli avversari e riporre nello sgabuzzino quando non servono più. Questi figli di un dio minore, dimenticati da tutti, sono gli studenti che vorrebbero seguire le lezioni. Sono i professori, i ricercatori, i presidi, i rettori che in questi giorni vorrebbero continuare a fare il loro lavoro. Vuoi perché difendono la riforma della scuola di Mariastella Gelmini e il modo...

Veltroni, la piazza, la scuola: intervista a Brunetta

di Fausto Carioti Tornano le occupazioni e i picchetti. Il partito democratico cavalca la protesta di studenti e insegnanti e si prepara a sfilare in piazza sabato prossimo. Renato Brunetta, ministro della Pubblica Amministrazione, gongola: «Forza Veltroni, forza D’Alema, forza Pd». E perché mai? «Perché più vanno avanti così, più chance abbiamo noi di governare ancora per decenni». Dove è che sbagliano? «Semplice: sono fuori sincrono rispetto al Paese. Il Paese, che è coinvolto dalla grave crisi internazionale, preoccupato per il mantenimento dei posti di lavoro e dei livelli di reddito e di benessere, non ha alcuna voglia di conflitto, di sterili proteste di piazza, dei soliti centri sociali, dei bamboccioni protestatari e ignoranti e dei baroni opportunisti che usano questi bamboccioni per mantenere i loro privilegi. Il paese non ha bisogno di questa gente». Cosa c’entrano Veltroni e il Pd con la protesta di piazza contro la riforma Gelmini? «È il Pd che, attraverso la C...

Difendiamo la Costituzione: chiamiamo i celerini

Silvio Berlusconi ha detto che intende usare la polizia per impedire occupazioni e picchetti nelle università. Walter Veltroni, per queste parole, gli ha dato del “provocatore”. Un’uscita, quella di Veltroni, che si spiega solo con la malafede. Qui non c’entra lo Stato forte. C’entra la Costituzione italiana, quella che a sinistra trattano come un muftì tratta il Corano. La Costituzione tutela il diritto (che è cosa diversa dall’“obbligo”) allo sciopero (articolo 40). Ma tutela anche il diritto al lavoro (articolo 4), che in questo caso è il diritto di professori e personale non docente a entrare nelle scuole e negli atenei per lavorare, senza che i picchetti degli squadristi rossi lo impediscano. E tutela il diritto e l’obbligo all’istruzione (articolo 34), che nel caso in questione diventa il diritto dello studente che non aderisce allo sciopero a entrare regolarmente in classe. Dove stia la “provocazione” nel voler far rispettare la Costituzione, difendendo tutti i diritti che quest...

Il maestro unico e Veltroni

Anche Walter Veltroni si schiera contro l'ipotesi di reintrodurre il maestro unico: idea «discutibile», dice il segretario del Pd. Qualcuno, con il dovuto tatto, spieghi a Veltroni, che nel giugno del 2007 avviò la sua fantastica rincorsa elettorale proprio da Barbiana e dalla tomba di don Milani, che quel signore sepolto lì sotto era un "maestro unico", «e non sembra che abbia creato guai apocalittici», come gli fa notare il mio amico Marcello Inghilesi . «Il maestro», scrive Inghilesi, che di don Milani fu allievo, «è colui che dà un metodo e deve essere unico, giusto o sbagliato che sia; se giusto bene; se sbagliato, caro Veltroni, don Milani diceva che avrebbe stimolato le capacità dialettiche dell’allievo. Il Maestro, nel dogma milaniano, era un Monarca assoluto». Ditelo a Veltroni. Sennò di don Milani nel Pd non resta più nulla. A parte la tomba.

Gli studenti islamici in Europa e le università dei sessantottini

di Fausto Carioti Chi ancora crede alla favola dell’islamico diventato estremista perché emarginato dalla cattiva società occidentale o perché allevato nell’odio dai tenutari di qualche madrassa è servito. L’ultima picconata a questo mito tanto ingenuo è arrivata dal sondaggio pubblicato domenica dal Times di Londra . Dal quale si apprende che il 32% dei musulmani che frequentano le università del Regno Unito ritiene «giustificabile» uccidere qualcuno per motivi religiosi, il 40% vuole che la sharia, la legge islamica, diventi parte integrante dell’ordinamento giuridico inglese e un quarto di costoro ammette di avere un rispetto «scarso o nullo» nei confronti degli omosessuali. Simili risposte, appunto, non provengono da pakistani che dopo aver passato decenni nel loro paese sono finiti a vendere la frutta nelle bancarelle di Londra, ma da giovani musulmani cresciuti e spesso nati in Inghilterra. Benestanti, istruiti e “accettati” quanto basta da poter frequentare le università del Reg...