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Repubblica certifica l'inutilità di Repubblica

di Fausto Carioti Niente da fare, non se li filano proprio. Più quelli di Repubblica e del Fatto inzuppano nel livore chilometri quadrati di carta stampata, più gli italiani se ne fregano. Più Michele Santoro e Marco Travaglio processano Guido Bertolaso e la Protezione civile, più quelli li difendono. Più il popolo viola e l’opposizione scendono in piazza a dire che così è un’indecenza, che dobbiamo vergognarci dinanzi al resto d’Europa, che solo da noi signora mia succedono cose simili, più Silvio Berlusconi e il suo governo possono stare tranquilli. È da quando è iniziata l’inchiesta di Firenze che i nostalgici dei bei tempi di Tangentopoli si stanno sbattendo in tutti i modi per convincerci che stavolta è come il 1992. Anzi, a ben guardare è persino peggio. E invocano una ribellione di massa delle coscienze, nella speranza che travolga Berlusconi. Risultati? Noia e sbadigli. Come certifica la più insospettabile delle conferme. A proclamare la propria inutilità, infatti, provvede di...

Global Warming: buone notizie dagli States

Diverte assai che l'arrivo di un presidente americano alla Casa Bianca coincida con il crollo degli statunitensi abbindolati dalla bufala del global warming. Eccolo qui, fresco fresco, il sondaggio del Pew Research Center . Da esso emerge che il 57% degli americani è convinto che vi siano prove concrete del surriscaldamento terrestre negli ultimi decenni. Troppi? Senza dubbio. Ma nell'aprile del 2008 costoro erano il 71%. Scesa anche la percentuale di coloro che sono convinti che questo surriscaldamento sia dovuto all'attività dell'uomo: erano il 47% lo scorso anno, sono il 36% oggi. E crolla pure la percentuale di americani che ritiene il surriscaldamento un problema "very serious": oggi sono il 35%, nove punti percentuali in meno rispetto al 2008. L'ovvia conseguenza è che l'appoggio per le politiche ambientaliste "cap and trade" è alquanto modesto. Di meglio, per ora, non ci si poteva attendere.

Berlusconi e il rischio del voto anticipato

di Fausto Carioti Il voto anticipato è lo spauracchio che in queste ore uomini vicini a Silvio Berlusconi stanno agitando per far capire ad alleati, avversari, giudici della Consulta, Quirinale e ciò che resta dei cosiddetti “poteri forti” di essere pronti a combattere con il coltello tra i denti pur di non farsi sfilare il governo del Paese. Se la Corte Costituzionale, invece di invitare esecutivo e Parlamento a “correggere” il Lodo Alfano, dovesse davvero impallinarlo,come profetizza Francesco Cossiga, il processo al presidente del Consiglio sul caso Mills ricomincerebbe subito. In questo caso, nessun bookmaker accetterebbe puntate sulla condanna di Berlusconi: il destino giudiziario del premier sarebbe segnato. Quello politico, no. Il leader del PdL avrebbe tutto l’interesse a trascinare il suo partito alle elezioni, in cerca di quella legittimazione popolare che gli restituirebbe la verginità politica violata dalle toghe «eversive». Ma si tratta di una strada rischiosissima, che po...

Nucleare: vincitori e sconfitti dell'intesa Berlusconi-Sarkozy

di Fausto Carioti È quello che succede agli sprovveduti. Poche settimane fa la sinistra italiana aveva scelto Nicolas Sarkozy come nuova luminosa guida dell’ambientalismo mondiale. Il presidente francese aveva appena frenato il tentativo italiano di allentare gli insostenibili vincoli europei che impongono la riduzione del venti per cento dei “gas serra” entro il 2020. Roberto Della Seta, capogruppo del Pd in commissione Ambiente, veltroneggiava felice: «Bravo Sarkozy, le sue parole sul pacchetto-clima sono una lezione di buon senso per la destra italiana». Pure la leader dei Verdi Grazia Francescato applaudiva commossa: «Sarkozy si è assunto con decisione il ruolo di paladino delle politiche ambientali». Cadeva vittima del mal francese persino il segretario rifondarolo Paolo Ferrero: «Sarkozy ha ragione e Berlusconi ha torto. Non vi è nessuna ragione perché la crisi economica modifichi gli impegni dell’Europa sul clima». A chi conosce un po’ la faccenda veniva da ridere. Sarkozy, infa...

L'idolo della base

Sondaggio online di Repubblica.it, 10 giugno 2007 . La domanda è: «Chi preferiresti come leader del partito democratico?». Votano 150mila persone. Dario Franceschini ha l'1% dei voti. Sondaggio online di Repubblica.it, 18 febbraio 2009 . La domanda è: «Dopo le dimissioni di Veltroni, chi potrà guidare, secondo voi, il partito?». Rispondono oltre 130mila persone. Franceschini ottiene l'1,2% dei voti. Sondaggio online del Corriere.it, 18 febbraio 2009 . La domanda è: «Walter Veltroni si è dimesso. Chi vorresti alla guida del Pd?». Rispondono quasi 48mila persone. Franceschini ha l'1,4% dei voti.

Quando il populista sta al Quirinale

di Fausto Carioti Il percorso del disegno di legge salva-Eluana, ricalcato da Silvio Berlusconi sul decreto bocciato da Giorgio Napolitano, appare ben definito, e i tempi della sua approvazione potrebbero davvero essere rapidi come vuole il premier. Ma questo, anziché abbassare la tensione tra il Quirinale e palazzo Chigi, sta producendo l’effetto opposto. Il presidente della repubblica, ieri, ha fatto una di quelle cose da cui uno col suo incarico dovrebbe astenersi: si è appellato direttamente alla piazza, contro il governo. «Conto sulla fiducia e sulla comprensione dei cittadini», ha detto Napolitano, cercando nella pubblica opinione quei consensi che non gli hanno dato i principali costituzionalisti , incluso l’ex presidente della Consulta Antonio Baldassarre , secondo i quali l’operato di Napolitano nei confronti dell’esecutivo è stato contrario alla Costituzione. Proprio ieri il direttore di Repubblica, Ezio Mauro, aveva scritto quello che a sinistra dicono in tanti, ovvero che B...

Lezione americana

di Fausto Carioti Oggi, martedì 4 novembre 2008, a poche ore dal voto per la presidenza degli Stati Uniti, 59 milioni di italiani, bambini inclusi, sanno che il candidato democratico, Barack Obama, è accreditato di un vantaggio tra i 7 e gli 11 punti percentuali. Chi vuole andare più a fondo, e capire cosa accadrà nei sei-sette Stati in cui si deciderà la partita, deve solo scegliere se leggere su Internet i sondaggi Rasmussen o quelli di Mason-Dixon. Certo, anche oltreoceano i sondaggi spesso sbagliano di brutto, e molti istituti mostrano la tendenza a privilegiare uno dei candidati. Ma nessuno pensa che tutto ciò sia antidemocratico. In compenso oggi, martedì 4 novembre 2008, gli elettori italiani non sono liberi di sapere quanti, tra loro, intendono votare per il Popolo della libertà o per il Partito democratico. E guai a chi glielo dice. È proibito persino scrivere quali erano gli orientamenti degli elettori tre mesi fa, o l’anno scorso. Lo stabilisce la legge con cui, nel 2000, fu...

Gli studenti islamici in Europa e le università dei sessantottini

di Fausto Carioti Chi ancora crede alla favola dell’islamico diventato estremista perché emarginato dalla cattiva società occidentale o perché allevato nell’odio dai tenutari di qualche madrassa è servito. L’ultima picconata a questo mito tanto ingenuo è arrivata dal sondaggio pubblicato domenica dal Times di Londra . Dal quale si apprende che il 32% dei musulmani che frequentano le università del Regno Unito ritiene «giustificabile» uccidere qualcuno per motivi religiosi, il 40% vuole che la sharia, la legge islamica, diventi parte integrante dell’ordinamento giuridico inglese e un quarto di costoro ammette di avere un rispetto «scarso o nullo» nei confronti degli omosessuali. Simili risposte, appunto, non provengono da pakistani che dopo aver passato decenni nel loro paese sono finiti a vendere la frutta nelle bancarelle di Londra, ma da giovani musulmani cresciuti e spesso nati in Inghilterra. Benestanti, istruiti e “accettati” quanto basta da poter frequentare le università del Reg...

La certificazione del disastro

Fossi un candidato del centrodestra, da qui al voto mi presenterei in piazza e in televisione sbandierando le tabelle dell' indagine dell'Osservatorio Capitale Sociale realizzata da Demos , l'istituto presieduto da Ilvo Diamanti, per conto delle Coop (addirittura) e pubblicata oggi da Repubblica (nientemeno). Raffronta la percezione che gli italiani hanno adesso della loro situazione economica con quella che avevano nel 2006, al momento del passaggio di consegne tra il governo Berlusconi e l'esecutivo Prodi. Ne esce fuori la certificazione di un disastro colossale, la prova inappellabile che il governo dell'Unione ha fatto carne di porco del ceto medio, delle classi più deboli e dei piccoli risparmiatori. Qualche perla: Erano il 40%, nel 2006, gli italiani che ritenevano di appartenere al ceto popolare o alla classe operaia, oggi sono il 46%. Quanti si “sentono” ceto medio sono diminuiti, in modo speculare, dal 54 al 49% . Si è ulteriormente assottigliata anche la ...

C'è un altro tesoretto. Sono già pronti a mangiarselo

di Fausto Carioti C’è un nuovo “tesoretto” nelle casse dello Stato. Ammonta a 4 miliardi di euro. Proveranno a vendervela come una buona notizia, ma non è così. Perché quei soldi in più rispetto al previsto vengono dalle tasche dei contribuenti. Perché il loro arrivo nelle mani di Tommaso Padoa-Schioppa e Vincenzo Visco era in gran parte prevedibile, e quindi la coppia da incubo avrebbe potuto evitare di infierire. E perché non un euro tornerà indietro a chi ha pagato più di quanto il governo osasse sperare. Al contrario: le tasse aumenteranno ancora, e il centrosinistra riuscirà a mangiarsi per intero il surplus fiscale attuale e quello che si accumulerà nei prossimi mesi. Il nuovo tesoretto farà così la fine di quello vecchio, volatilizzato tra mance e marchette elargite per ammansire i partitini dell’Unione e le categorie vicine ai sindacati amici. Il meccanismo ormai è collaudato. Lo adottarono una prima volta quando dissero che il governo Berlusconi aveva lasciato i conti pubblici...

Il patto di Rudolph Giuliani con gli americani

Ci sono due modi di presentarsi agli elettori come candidati alla guida di un Paese. Uno è questo , e i risultati, dopo poco, sono questi . L'altro è il modo serio. Rudolph Giuliani, candidato alle primarie del partito repubblicano americano, ha scelto il secondo. Il suo programma si articola in dodici punti , appena presentati. Dodici impegni ("commitments") dinanzi agli elettori: chiari, semplici, concreti. 1) Io manterrò l'America all'offensiva nella Guerra al Terrore. 2) Metterò fine all'immigrazione illegale, renderò sicuri i nostri confini e identificherò ogni individuo presente nella nostra nazione che non sia cittadino americano. 3) Ristabilirò la disciplina fiscale e taglierò gli sprechi di Washington. 4) Ridurrò le tasse e riformerò il codice fiscale. 5) Imporrò il principio della responsabilità ("accountability") a Washington. 6) Condurrò l'America verso l'indipendenza energetica. 7) Darò agli americani più controllo su, ed accesso...

Gli islamici in America e il terrorismo: il sondaggio Pew

E' appena stato pubblicato il voluminoso e accurato sondaggio del Pew Research Center di Washington sugli islamici negli Stati Uniti e i loro orientamenti in materia di democrazia, libertà e terrorismo. E' il primo lavoro del genere per completezza d'informazione. I dati che ne escono sono generalmente migliori di quelli che emergono da analoghi sondaggi condotti tra gli islamici residenti nei Paesi europei (qui materiale sulla Gran Bretagna e un sondaggio condotto in diversi Paesi occidentali dallo stesso Pew), a conferma del fatto che il modello d'integrazione statunitense è semplicemente migliore di quello europeo, che nelle sue diverse varianti nazionali tutto fa tranne che integrare. Ma il fatto che i risultati siano migliori non vuol dire che siano buoni. Il sondaggio stima in 2,35 milioni l'intera popolazione musulmana degli Stati Uniti, dei quali 1,5 milioni di età pari o superiore ai 18 anni. Due terzi di essi sono nati all'estero, soprattutto nei ...

Festa mesta

di Fausto Carioti Compiere un anno e puzzare già di morto. È uno dei tanti primati del governo Prodi, che si va ad aggiungere a quelli già noti: numero record di ministri, viceministri e sottosegretari (102 in tutto, necessari per tenere a bada le mille anime contrapposte dell’Unione); innalzamento record della pressione fiscale (una vessazione inutile, tant’è vero che adesso hanno tra le mani un “tesoretto” che non sanno come usare); crollo record in ogni possibile sondaggio (16 punti di consenso persi in 13 mesi, rinfacciava ieri Daniele Capezzone ai suoi alleati); immobilismo da record in Parlamento, dove per paura di prendere schiaffi si è deciso a tavolino di lasciare il Senato disoccupato (117 ore in meno di lavoro a palazzo Madama rispetto alla precedente legislatura e solo 37 leggi approvate, contro le 72 di cinque anni fa). Oltre, s’intende, alle tante figure tristi rimediate in giro per il mondo in questi 365 giorni, dalla bocciatura della candidatura italiana ai campionati e...

Allons enfants de la patrie

Prepariamoci ad assistere al consueto (ma non per questo meno divertente) kamasutra semantico e politico di chi, a sinistra, cercherà di spiegarci (e soprattutto di spiegare a se stesso) perché la Francia ha detto no al fantastico modello multiculturalista e socialista incarnato da madame Royal. Ultimi sondaggi prima del voto decisivo per l'Eliseo. Nel sondaggio commissionato da Le Monde ( splendido grafico interattivo ) Nicolas Sarkozy è al 53%, Ségolène Royal al 47% (rilevazione del 4 maggio). Secondo il sondaggio pubblicato da Le Figaro ( qui testo integrale ), Sarkozy è al 54,5%, la Royal al 45,5% (rilevazione del 3 maggio). Le prime proiezioni, a urne ancora aperte, confermano : Sarkozy è avanti di 6 punti. E l'affluenza ai seggi è da record. Post scriptum. Come si vede, in Francia, patria della democrazia progressista e di tutto il resto, i sondaggi vengono svolti e sono consultabili anche nell'imminenza del voto. Mica come in Italia, dove la legge liberticida varata...

Immigrazione: perché il governo ha sbagliato tutto

di Fausto Carioti Di solito ce lo insegnano da bambini: prima il dovere, poi il piacere. Non tutti, però, abbiamo avuto le stesse maestre. La sinistra italiana ha scelto la strada opposta: dare diritti agli immigrati senza nulla pretendere in cambio (a parte una croce sulla scheda elettorale, ovviamente). «Io oggi ti do il diritto di voto alle amministrative e domani ti rendo cittadino italiano. Così ti sarai integrato nel tuo nuovo Paese»: questa è la filosofia alla base del provvedimento adottato martedì scorso dal governo Prodi. Era scritto anche nel programma con cui l’Unione si presentò alle elezioni: «L’acquisizione della cittadinanza è il più efficace strumento giuridico di integrazione di cui le democrazie liberali dispongano». I privilegi, insomma, sono visti dalla sinistra come il mezzo per rendere gli immigrati “integrati”, cioè inseriti nella società italiana e ligi alle leggi. Che è come dire: «Ti consegno le chiavi di casa e sarai libero di fare quello che ti pare. Così s...

E Ségolène va peggio di Hillary

Non solo negli Stati Uniti . Anche in Francia la candidata di sinistra, subito adottata da Repubblica , conferma l'andazzo internazionale: quello che piace al salottino buono non piace agli elettori (ultimi casi clamorosi riscontrati: qui e qui , ma per poco non succedeva anche qui ). In quello che sarà il probabile ballottaggio tra i due, Ségolène Royal, candidata socialista all'Eliseo, viaggia oggi dieci punti dietro a Nicolas Sarkozy, ministro dell'Interno e candidato dell'Ump: al secondo turno solo il 45% degli elettori francesi è pronto a votare per la candidata socialista, mentre il 55% sceglierebbe il teocon "Sarkò". E' il risultato del recentissimo sondaggio Csa per il quotidiano "Le Parisien" . Il distacco è in aumento: rispetto all'ultima rilevazione realizzata dalla stessa Csa, Sarkozy ha guadagnato un altro punto. E chiuderebbe in testa anche il primo turno: il 33% dei voti a lui, il 27% alla Royal e il 14% a Jean-Marie Le Pen. ...

Usa 2008: Rudy rules

E' solo un'impressione, un profumino che si sente tenue nell'aria e nulla più. Mentre la stampa italiana fa a gara a chi smarchetta meglio Hillary Rodham Clinton e Barack Obama, raggiungendo spesso livelli imbarazzanti e confondendo ancora una volta le proprie speranze con la cruda realtà, stai a vedere che, tra la donna liberal che fa sognare Repubblica e l'afroamericano che fa sbavare il Manifesto, la corsa alla Casa Bianca la vince il bianco repubblicano italo-americano . Solo un'impressione, appunto. Però i sondaggi la confermano. Hillary Rodham Clinton (D) vs John McCain (R): 50% - 47%. Vince Hillary Rodham Clinton. Barack Obama (D) vs John McCain (R): 48% - 48%. Pareggio. Hillary Rodham Clinton (D) vs Rudy Giuliani (R): 48% - 50%. Vince Rudy Giuliani. Barack Obama (D) vs Rudy Giuliani (R): 43% - 52%. Stravince Rudy Giuliani. Il resto del recentissimo sondaggio Gallup per Usa Today qui . Quanto allo scarso appeal che Giuliani esercita sull'elettor...

Sondaggio tra gli elettori della Cdl: Fini insidia il primato di Berlusconi

di Fausto Carioti Primo Silvio Berlusconi. Monarca, ma non più assoluto: ed è già una notizia. In grande rimonta Gianfranco Fini: tra i tre leader della Casa delle libertà, lui è quello che, dopo aver letto questo articolo e le pagine che seguono, avrà più motivi per rallegrarsi. Arrancante Pier Ferdinando Casini: la sua strategia di smarcarsi a tutti i costi e su ogni tema del dibattito politico dal resto dell’opposizione lascia perplessi gli elettori della Cdl. Dunque, c’è vita nel centrodestra italiano: il sondaggio esclusivo pubblicato oggi da Libero, realizzato dall’Istituto Piepoli tra chi dichiara di votare per l’attuale opposizione, fotografa una situazione in movimento, dalla quale esce premiato soprattutto il leader di Alleanza nazionale. Segno che gli elettori preferiscono chi si impegna contro il governo Prodi a chi ogni giorno ne inventa una nuova per rendere la vita difficile a Berlusconi. Si facessero davvero le primarie del centrodestra, Berlusconi oggi dovrebbe acconte...

Il sondaggio su Bin Laden che Al Jazeera nasconde (ma solo agli occidentali)

La scuola dell'odio può contare su alunni disciplinati e attenti. Un islamico su due, oggi, dichiara di condividere i metodi di Bin Laden. Il 49,9%, per l'esattezza. E' quanto emerge da un sondaggio on line realizzato il quinto anniversario dell'11 settembre da Al Jazeera sul proprio sito, votato da 41.260 persone. Un dato che fa a pugni con il ritornello multiculturalista e buonista per cui solo una frazione minima dei musulmani sarebbe favorevole al Jihad e all'assassinio di civili occidentali. E con ogni probabilità è proprio per questo che Al Jazeera ha pensato bene di non tradurre nella sezione in lingua inglese del proprio sito le domande del sondaggio e i risultati. I quali, infatti, sono accessibili solo nell'area in lingua araba. Niente paura: la tecnologia e il capitalismo occidentali mettono a disposizione di ognuno di noi - gratuitamente - il traduttore di Google . Al dunque. Questa è la pagina web del sondaggio di Al Jazeera in lingua araba. Questa...

La cittadinanza serve all'integrazione? Il caso degli islamici inglesi

Tre giorni fa è uscito un sondaggio sui musulmani britannici , commissionato da Channel 4 alla società di rilevazioni Nop . Utile per capire se la concessione della cittadinanza serva davvero a integrare gli immigrati, così come scritto anche a pagina 72 del programma dell'Unione («L’acquisizione della cittadinanza è il più efficace strumento giuridico di integrazione di cui le democrazie liberali dispongano. Per questo dobbiamo ridurre il periodo di attesa e consentire, in presenza di precisi requisiti previsti, l’acquisizione della cittadinanza su richiesta») e così come sta mettendo coerentemente in pratica il governo Prodi. Elenco i risultati più interessanti del sondaggio. - Il 30% degli islamici britannici intervistato ha dichiarato che preferirebbe vivere sotto la sharia che sotto l'ordinamento legislativo inglese. - Il 28% di loro sono convinti che un giorno la Gran Bretagna diventerà uno Stato islamico. - Il 78% di loro ritiene che gli autori delle vignette danesi debb...