domenica, novembre 27, 2005

McCain spiega la McCainomics. Aiuto

Il mainstream dei media statunitensi sostiene che il senatore John McCain, già sconfitto da George W. Bush nelle primarie repubblicane del 2000, sia uno dei pochi ad avere qualche chances di sconfiggere una Hillary Clinton lanciatissima nella prossima corsa alla Casa Bianca. Così ai tipi del Wall Street Journal è venuta la curiosità di capire che razza di animale sia McCain, possibile futuro presidente degli Stati Uniti, in materia di politica economica. Per riuscirci hanno mandato in missione Stephen Moore, un editorialista conservatore che scrive anche per The National Review. Dal colloquio tra i due Moore esce con la convinzione di aver parlato con uno strambo mix tra Theodore Roosevelt e Robin Hood. Parola di Moore: «McCain possiede il set di politiche economiche più eclettico che io abbia mai visto in un politico».
Questi i punti principali della McCainomics, riassunti brutalmente. Ovviamente la lettura del testo integrale è fortemente consigliata (può essere che vi sia chiesto di registrarvi, ma il testo è free).
1) Parole di McCain: «Sarò onesto. So molto meno di economia di quanto ne so di affari militari e di politica estera. Devo ancora essere istruito». I suoi "insegnanti", assicura Moore, sono comunque di ottimo livello: il senatore texano Phil Gramm, candidato sin d'ora a fare il segretario del Tesoro in un ipotetico gabinetto McCain (un dato «rassicurante», secondo Moore) ed Arthur Laffer, padre della supply-side economics, del quale McCain è amico.
2) «Sono un conservatore. In materia di forte difesa nazionale e "smaller government", sono conservatore come si deve. La National Taxpayers Union ogni anno mi dà un rating vicino al 100%».
3) McCain ha votato contro i tagli alle tasse voluti da Bush: «Troppo favorevoli ai ricchi». «C'è un gap di ricchezza in questo Paese, e ciò mi preoccupa», dice McCain. L'intervistatore sostiene che McCain vede troppi "robber barons", capitalisti ladri. La povertà, per McCain, è un "fallimento del capitalismo", non un "fallimento del governo".
4) McCain è a favore delle misure imposte dal trattato di Kyoto per contrastare il riscaldamento globale, misure che danneggiano la crescita economica. Dice: «Il cambiamento di clima è un problema serio che deve essere combattuto».
5) McCain è a favore della diffusione del libero mercato e dell'allentamento dei vincoli all'ingresso degli immigrati negli Stati Uniti.
6) McCain è a favore delle politiche di "school choice", ovvero dell'introduzione del buono scuola.

I punti 3 e 4 mi lasciano estremamente perplesso, i punti 2, 5 e 6 li sottoscrivo, il punto 1 fa capire che come presidente, dal punto di vista della politica economica, McCain sarebbe una grossa incognita.

"Reform. Reform. Reform. John McCain explains his eclectic--and troubling--economic philosophy". By Stephen Moore.

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