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Visualizzazione dei post con l'etichetta Immigrazione

Intervista a Frattini: "La Costituzione cambiamola tutta"

di Fausto Carioti Altro che ritocchi. Franco Frattini, ministro degli Esteri, vuole quella che lui stesso chiama «la seconda Costituzione». Mediante un processo condiviso con il Pd, che cambi anche la prima parte della Carta. Inclusi gli articoli sulla libertà di religione, scritti in un’epoca in cui l’immigrazione di massa e il multiculturalismo non si sapeva cosa fossero. «Non limitiamoci», dice Frattini a Libero. «I principi che debbono essere rivisti e rafforzati sono tanti. Non dobbiamo avere la timidezza di dire: possiamo arrivare fino a qui, ma non oltre. Altrimenti cadiamo nell’errore storico della sinistra: appena si parla di riformare la Costituzione la sinistra, o meglio una parte di essa, risponde che “la costituzione è sacra, riformarla equivale a rinnegarla”». E invece? «La Costituzione è stata senza dubbio un pilastro della libertà. Ma è nata in un momento nel quale il Paese era diviso. Il mondo era diviso. Oggi il mondo non è più diviso. E, dopo la caduta del muro di Be...

L'omicidio di Sanaa e la "cittadinanza breve"

di Fausto Carioti Hai voglia a dire, come fa il deputato finiano Fabio Granata, che il padre marocchino e islamico che ha ucciso la figlia, Sanaa Dafani, perché conviveva con un ragazzo italiano, «era residente legittimamente in Italia da oltre otto anni e con l’attuale normativa sarebbe diventato cittadino automaticamente». E che quindi «mescolare cittadinanza e fatti di criminalità rappresenta una grande operazione di disonestà intellettuale». A parte il fatto che la legge in vigore di anni di residenza, per ottenere la cittadinanza, ne richiede dieci, e che anche trascorsi questi non c’è nulla di «automatico», tanto che prima che il passaporto italiano venga concesso passano almeno altri due anni per fare i dovuti accertamenti. A parte questo, si diceva, Granata, presentatore della proposta di legge che punta a dimezzare i termini per la concessione della cittadinanza, portandoli a cinque anni di residenza, ha capito che l’omicidio di Pordenone rischia di diventare materiale inca...

Così il Corriere sconfessa le idee di Oriana Fallaci

di Fausto Carioti Ma che tristezza vedere il Corriere della Sera che fu di Oriana Fallaci ridursi allo scimmiottamento di Repubblica. In prima pagina ieri , proprio sotto la testata di via Solferino, c’era uno di quei titoli che di solito imbellettano il quotidiano rivale e cugino: «Il leader xenofobo si scopre meticcio. L’olandese Wilders e gli antenati musulmani». Per chi non lo sapesse Geert Wilders è un signore di 46 anni, presidente del Partito per la libertà. Alle recenti elezioni europee la sua sigla ha ottenuto il 17% dei voti, diventando il secondo partito olandese. Il punto, però, è che Wilders di xenofobo non ha proprio nulla. È l’etichetta che gli ha messo addosso un certo establishment politico e culturale europeo, ossessionato dal politicamente corretto e sempre pronto a liquidare con etichette facili e infami chi si pone il problema dell’integrazione degli immigrati islamici. E la «notizia» che dallo studio degli antenati di Wilders, compiuto da una solerte antropologa o...

Il ruolo istituzionale di Fini e i problemi del Pdl

di Fausto Carioti Dopo aver rinunciato alle feste in Sardegna, Silvio Berlusconi farebbe bene a chiudere, tirando qualche tratto di penna sulle opere inutili in agenda, anche il capitolo delle celebrazioni per i 150 dell’Unità d’Italia, tanto caro a Giorgio Napolitano. Con rispetto parlando, ci sono questioni politiche più importanti della costruzione della pista ciclabile del Parco del Ponente ligure. Sull’immigrazione e sui temi della bioetica il governo e la maggioranza, lasciati a se stessi nel mare di agosto, rischiano di andare a fondo come un gommone bucato. Urge intervento del presidente del Consiglio, unico in grado di ricreare l’ordine dal caos del centrodestra. E una delle questioni con cui Berlusconi deve misurarsi - ieri lo si è capito bene - è l’attivismo di Gianfranco Fini, il quale gioca ormai una sua partita autonoma, del tutto slegata da quella del centrodestra. L’obiettivo del presidente della Camera lo sa solo lui, ma certo non sarebbe strano se sullo sfondo dei suo...

Immigrati e lavoro: cosa c'è scritto davvero nello studio di Bankitalia

di Fausto Carioti Da ieri, nella biblioteca del bravo multiculturalista c’è un nuovo volume. In realtà è uscito un mese fa. Ma le agenzie di stampa e i partiti politici ne parlano adesso perché a metà agosto non accade nulla di interessante e su qualcosa bisogna pur litigare. Il titolo del testo, " L’economia delle regioni italiane nell’anno 2008 ", non è dei più accattivanti. Dentro, però, c’è scritto proprio quello che in molti vogliono sentirsi dire: gli immigrati non tolgono il lavoro agli italiani. E siccome il documento in questione è firmato dalla Banca d’Italia, giornali e commentatori di sinistra (e non solo) ce lo stanno già rivendendo come la conferma ufficiale del fatto che i nuovi arrivati non creano problemi agli italiani, e che la paura di perdere il posto a causa dell’arrivo degli stranieri è infondata. Solo che le cose non stanno proprio così. Non sempre, quantomeno. E basta leggere con attenzione quanto scritto da Bankitalia per capire che c’è un’altra metà ...

Tutti in ginocchio da Gheddafi

di Fausto Carioti La madonna nera di Tripoli, alias Muammar Gheddafi, è apparsa ieri a Roma. Dal presidente della Repubblica agli accademici, passando per i ministri e gli imprenditori, tutti si sono messi in fila per ottenere le grazie del dittatore della "Grande Jamahiriyya Araba Libica Popolare e Socialista". Unica eccezione il Senato, dove i capigruppo hanno cambiato in corsa il programma odierno. Hanno capito che far parlare l’imbarazzante colonnello nell’aula di palazzo Madama sarebbe stato un regalo eccessivo. Un po’ perché il rais nemmeno sa cosa siano democrazia e Parlamento. Un po’ perché il personaggio si è presentato nella capitale con l’aria di chi ha vinto una battaglia durata più di sessant’anni e con l’intenzione di rinfacciarci il nostro passato colonialista, testimoniata dalla foto dell’eroe nazionale anti-italiano, Omar al-Mukhtar, appiccicata sull’uniforme militare. Sarebbe stato antipatico vedere l’Italia messa sotto processo in un’aula del nostro Parlame...

Indovina chi ha firmato l'accordo con la Libia

di Fausto Carioti Gianfranco Fini chiede al governo di «garantire il diritto d’asilo» agli immigrati provenienti dalla Libia. Avvalorato in qualche modo dal presidente della Camera, il ritratto di un’Italia berlusconiana percorsa da egoismi e pulsioni xenofobe torna comodo alle esigenze di una sinistra che, per usare le parole dell’ex ministro Giovanna Melandri, si professa «multietnica, pluralista e libera», cioè intenzionata a far convivere in gioiosa armonia le diverse culture degli immigrati di mezzo mondo. Eppure l’Italia, anche in questo inizio di legislatura, si è confermata uno dei Paesi europei più generosi nella concessione dello status di rifugiato e nel garantire protezione agli immigrati. Nel 2008 hanno ottenuto la tutela dello Stato italiano 10.849 nuovi stranieri. In questo scorcio del 2009 è toccato ad altri 3.579. Il risultato è che oggi l’Italia ospita oltre 52mila rifugiati: pur essendo un paese di recente immigrazione, occupa già la sesta posizione tra i ventisette ...

Come non governare l'immigrazione

di Fausto Carioti Si può anche decidere di spalancare le porte agli immigrati clandestini e lasciarli liberi di rimanere nel nostro Paese. È quello che vuole una parte dell’opposizione, convinta che l’Italia non sia degli italiani, ma di chiunque voglia viverci. Si può fare, ma bisogna avere la coerenza di dirlo chiaro e tondo agli elettori, in modo che, al momento di votare, possano regolarsi di conseguenza. La sinistra estrema, almeno, questa coerenza ce l’ha. Quello che non si deve fare, invece, è proprio quello che sta avvenendo in questi giorni. Nei quali i proclami di un governo e di una maggioranza che promettono di bloccare l’immigrazione clandestina sono contraddetti dall’ennesima misura in favore degli stranieri irregolari, che ora hanno un buon motivo - anche loro - per festeggiare il 25 aprile. Oltre mille immigrati irregolari, infatti, stanno uscendo in queste ore dai Centri di identificazione ed espulsione. Se non è un nuovo indulto, poco ci manca. I clandestini avrebbero...

Chi vuole il silenzio sugli stupri

di Fausto Carioti Un tempo i giornalisti erano pagati per dare le notizie. Adesso si scopre che, se la notizia è politicamente scorretta, il loro mestiere consiste nel nasconderla. Buono a sapersi. Il caso dello stupro della Caffarella è emblematico. Lo scorso 14 febbraio una ragazza di 14 anni, assieme al suo fidanzatino, era stata sorpresa da due individui nel grande parco romano sull’Appia antica. Lei era stata violentata, lui picchiato. Tre giorni dopo, per questo reato erano stati arrestati due romeni. Giovani, ma già pluripregiudicati: Alexandru Loyos, di 20 anni, e Karol Racz, di 36. Esaminando le tracce di dna lasciate dagli autori dello stupro, nelle ultime ore si è scoperto che il loro profilo genetico non coincide con quello dei due arrestati. Puntuale, è scattata la ripicca contro chi aveva sbattuto i due «mostri romeni» in prima pagina. L’accusa, ovvia, è quella di razzismo. Il capo d’imputazione l’ha scritto ieri sul Riformista Piero Sansonetti, ex direttore del quotidi...

Amnesty e la lagna dell'Italia razzista

di Fausto Carioti Ogni nuova norma sull’immigrazione diventa il ritorno delle leggi razziali, ogni clandestino fatto espatriare è l’inizio di una nuova shoah, ogni anno per colpa dell’uomo si estingue qualche migliaio di specie animali, viene distrutto un quarto della foresta amazzonica e si avvicina di qualche decennio lo scioglimento delle calotte polari. È il grande problema delle associazioni umanitarie ed ecologiste: per dare senso alla loro esistenza, per mobilitare le coscienze e raccogliere finanziamenti e consensi, devono sempre gridare che è in atto qualche tragedia incommensurabile, più grave della precedente. La cosa buona di certe sparate è che nessuno le prende più sul serio. Tranne chi ha bisogno di strumentalizzarle, s’intende. Succede anche alle organizzazioni più note. Ieri, ad esempio, c’è ricaduta Amnesty International, già ribattezzata «Amnesy International» per la facilità con cui dimentica le travi nell’occhio dei peggiori regimi e indugia sulle pagliuzze delle d...

Se gli inglesi si rivoltano contro i lavoratori italiani

di Fausto Carioti È lecito, in tempi di crisi come questi, pretendere che i lavoratori nazionali vengano prima di quelli immigrati? In Italia, no. Qui ogni tentativo della manodopera locale di essere presa in considerazione prima di quella straniera è etichettato come inquinamento leghista della coscienza proletaria, e in quanto tale subito represso. I sindacati tappezzano le città di manifesti per dirci che i lavoratori sono tutti uguali, da qualunque parte del mondo vengano. Dalla parità di trattamento, spesso si sconfina addirittura nella “affirmative action”, la disparità in favore dei nuovi arrivati. È così che molte amministrazioni locali sono arrivate a finanziare, tramite prestiti e agevolazioni fiscali, le piccole imprese degli immigrati. Il risultato, ad esempio, è che gli stra-tassati negozianti italiani finanziano, con le loro imposte, i loro concorrenti immigrati, che così riescono facilmente a cacciarli fuori dal mercato. Chi avesse dubbi, vada a fare un giro nelle strade...

Gli studenti islamici in Europa e le università dei sessantottini

di Fausto Carioti Chi ancora crede alla favola dell’islamico diventato estremista perché emarginato dalla cattiva società occidentale o perché allevato nell’odio dai tenutari di qualche madrassa è servito. L’ultima picconata a questo mito tanto ingenuo è arrivata dal sondaggio pubblicato domenica dal Times di Londra . Dal quale si apprende che il 32% dei musulmani che frequentano le università del Regno Unito ritiene «giustificabile» uccidere qualcuno per motivi religiosi, il 40% vuole che la sharia, la legge islamica, diventi parte integrante dell’ordinamento giuridico inglese e un quarto di costoro ammette di avere un rispetto «scarso o nullo» nei confronti degli omosessuali. Simili risposte, appunto, non provengono da pakistani che dopo aver passato decenni nel loro paese sono finiti a vendere la frutta nelle bancarelle di Londra, ma da giovani musulmani cresciuti e spesso nati in Inghilterra. Benestanti, istruiti e “accettati” quanto basta da poter frequentare le università del Reg...

Le ragioni dell'abbraccio tra l'Islam e la sinistra

L'unione - ormai non più solo "di fatto" - tra la sinistra di matrice marxista e l'islam radicale è uno dei grandi misteri del nostro tempo. Giacché la sinistra ha trascorso le ultime quattro decadi «battendosi per quelle stesse libertà contro cui l'Islam si oppone: la libertà sessuale, i diritti degli omosessuali, la libertà dalla religione, la pornografia e varie forme di trasgressione artistica, pacifismo e così via». Eppure, a saldare questa alleanza, ognuno a modo suo, ci sono nomi di primissimo piano e di varia estrazione, quali Hugo Chávez, il terrorista Ilich Ramírez Sánchez, Ken Livingstone, Noam Chomsky, il ministro olandese Ella Vogelaar, Michel Foucault, Jean Baudrillard, Oskar Lafontaine... Daniel Pipes, in un pezzo scritto per la National Review , spiega il mistero con quattro ragioni. Primo: la sinistra anticapitalista e l'islam radicale, anche se per ragioni diverse, hanno gli stessi nemici, cioè la civiltà occidentale e in particolare gli Stat...

La ragazza marocchina di Piacenza e l'integrazione che non c'è

di Fausto Carioti Il grande merito dei fatti di cronaca è che ogni tanto ci costringono a togliere lo sguardo da Montecitorio e palazzo Chigi per farci guardare i vicoli e le case italiane, teatro di drammi veri, più potenti persino del lodo Schifani. Ieri, ad esempio, ci è stato ricordato che in Italia esistono ancora i matrimoni combinati. Anzi, con ogni probabilità sono in aumento, anche se nessuna statistica ufficiale lo dirà mai, visto che il fenomeno riguarda soprattutto quel microcosmo, separato dal resto della società, che sono le famiglie di tanti immigrati islamici in Italia. A Piacenza una marocchina di sedici anni è stata costretta a scappare di casa, e a fingere un rapimento, per evitare il matrimonio che la sua famiglia gli aveva combinato con un connazionale ultrasessantenne. Il quale era disposto a pagare i genitori della ragazza affinché gliela dessero in sposa: se non è tratta di minori, dunque, poco ci manca. La giovane, vivaiddio, è innamorata di un suo coetaneo, e ...

They no spik inglish

Quel genio incompreso di Anna Finocchiaro, capogruppo del Pd al Senato, parlando poco fa : «Servono misure per la sicurezza, ma il reato di immigrazione clandestina non esiste in alcun Paese al mondo, nemmeno negli Stati Uniti d'America che pure hanno problemi di immigrazione da sempre». Nemmeno negli Stati Uniti d'America? Codice legislativo degli Stati Uniti, Titolo 8 (il cosiddetto "Immigration and Nationality Act"), Sezione 1325, titolo " Improper entry by alien ". Estratto dal testo: «Any alien who (1) enters or attempts to enter the United States at any time or place other than as designated by immigration officers, or (2) eludes examination or inspection by immigration officers, or (3) attempts to enter or obtains entry to the United States by a willfully false or misleading representation or the willful concealment of a material fact, shall, for the first commission of any such offense, be fined under title 18 or imprisoned not more than 6 months, or...

A lezione da Zapatero

E' la notizia di oggi. Sono le dichiarazioni rilasciate ai giornalisti spagnoli da Maria Teresa Fernandez de la Vega, numero due del governo di José Luis Zapatero, al termine del consiglio dei ministri: «Il governo spagnolo respinge la violenza, il razzismo e la xenofobia e, pertanto, non può condividere ciò che sta succedendo in Italia. La Spagna lavora a una politica dell'immigrazione legale e ordinata, che permetta il riconoscimento di diritti e doveri». Questo, invece, è un piccolo estratto dall'ultimo rapporto di Amnesty Internazional. Il capitolo è quello relativo alla Spagna , il paragrafo s'intitola "Immigrazione e asilo". «La situazione di migranti e richiedenti asilo in Spagna ha continuato a essere molto preoccupante. È proseguita l’emanazione di ordini di espulsione per gli immigrati privi di documenti, lasciati senza possibilità di ottenere assistenza o di regolarizzare il proprio status. I dati relativi ai primi sei mesi dell’anno resi noti dal...

Silenzio: a Parigi c'è l'Intifada

di Fausto Carioti Puntuale, l’autocensura è scattata pure stavolta. A leggere i giornali - anche quelli italiani - e a guardare i servizi televisivi, uno si fa l’idea che in Francia gruppi di non meglio precisati «giovani» stiano mettendo a ferro e fuoco i sobborghi parigini per motivi alquanto confusi. Insomma, stanno cercando di vendercela come una «rivolta generazionale», una replica del maggio parigino in versione proletaria e suburbana. Piccolo dettaglio: dei rivoltosi delle banlieues, due su tre si chiamano Mohammed. Sono giovani, certo, ma in grandissima parte sono anche musulmani. I giornali lo sanno, gli operatori televisivi lo sanno, i politici lo sanno. Ma tutti, al di qua e al di là delle Alpi, si affannano a imitare le tre scimmiette: meglio non vedere, non sentire e non raccontare. È diventato politicamente scorretto persino fotografare la realtà e trarne l’ovvia conseguenza. E cioè che quello che sta andando in scena nelle banlieues queste notti è il fallimento dell’inte...

Elezioni danesi: c'è un perché

In Danimarca ha vinto Anders Fogh Rasmussen . A spoglio quasi ultimato, il blocco liberale e conservatore ha ottenuto 94 dei 179 seggi del Parlamento. Rasmussen avrà così il suo terzo mandato di governo consecutivo. E' una gran bella notizia. Ai tempi dello scontro sulle vignette su Maometto pubblicate il 30 settembre del 2005 dal quotidiano danese Jyllands-Posten, mentre i leader europei facevano a gara a prendere le distanze da quei disegni, Rasmussen annunciò che avrebbe resistito "di fronte all'attacco contro la libertà d'espressione che viene dal mondo islamico". La maggioranza degli elettori la pensa come lui e ha detto "no" al menu multiculturalista proposto dalla sinistra di Helle Thorning-Schmidt. C'è un perché, e per capirlo basta leggere le cronache danesi. Dove l'estrema sinistra ha confermato la sua saldatura con il fondamentalismo islamico candidando, tra gli altri, Asmaa Abdol-Hamid : una palestinese di 26 anni convinta che i solda...

La sicurezza secondo Walter

di Fausto Carioti Sono di sinistra. «Ma anche» di destra, ora che nella città governata dal loro candidato premier c’è scappata la vittima. Sono contro i «razzisti» che ce l’hanno con gli immigrati romeni. «Ma anche» contro gli immigrati romeni, adesso che hanno capito di cosa sono capaci molti di loro. La maggioranza assomiglia sempre più al suo nuovo leader, Walter Veltroni. Il quale, a sua volta, assomiglia sempre più all’imitazione che ne fa il comico Maurizio Crozza: è tutto quello che ha sempre detto di essere, «ma anche» il suo esatto opposto, se solo serve. Con la stessa superficialità con cui, da anni, il sindaco della capitale va in giro a dire che entrò nel partito comunista italiano perché era un «anticomunista» (che è come dire che uno si è fatto sacerdote perché ateo), con la stessa faciloneria con cui Piero Fassino giura che aderì al Pci perché era «contro il comunismo» (stessa coerenza di uno che entra nel Ku Klux Klan per combattere il razzismo), ora dicono che loro so...

Un sindaco che vuole più rumeni. Ma anche meno

« Vorrei invitare tutti a non fare la cosa più semplice, a non diventare razzisti, perché quando c’è una rapina si dice: "Un rumeno fa una rapina" . Una polizza sulla sicurezza della città è diffondere a Roma la cultura dell’accoglienza e della solidarietà nei confronti degli immigrati». Walter Veltroni, giugno 2006 . « Quando il 75% degli arrestati proviene da un solo Paese, e tutti gli episodi hanno la stessa modalità, ovvero aggressione violenta, furto, stupro e omicidio, esiste un problema specifico. Prima dell'ingresso della Romania nell'Unione europea, Roma era la città più sicura del mondo . Ritengo che l'Europa debba chiamare in causa le autorità romene». Walter Veltroni , oggi, 31 ottobre 2007 .