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Primo miracolo di Obama: la riabilitazione di Bush

di Fausto Carioti La riabilitazione di George W. Bush sta avvenendo prima di quanto si potesse prevedere. E il merito è tutto del suo successore, Barack Obama. Il Messia che avrebbe dovuto rivoluzionare le nostre vite sinora è riuscito solo a cambiare la percezione che gran parte del consorzio umano aveva di Bush. Il quale, neanche un anno dopo l'addio alla Casa Bianca, sta dimostrando di avere azzeccato almeno la sua scommessa più grossa: il conflitto in Iraq. In Mesopotamia parlare di pacificazione in atto, e quindi di missione in via di riuscita, oggi non è più un azzardo. Mentre Obama, sino ad adesso, in politica estera non è stato baciato dal successo. A partire dall'altra guerra, quella in Afghanistan, nella quale ha investito tutta la sua credibilità senza produrre, sinora, alcun risultato. Mentre Israele e i Paesi dell'est europeo, in teoria i più interessati a un rapporto stretto con gli Stati Uniti, scrutano con inquietudine crescente le mosse della Casa Bianca. B...

Il peggio di Santoro

di Fausto Carioti Ancora una volta, il conflitto tra l’esercito israeliano e i terroristi palestinesi di Hamas tira fuori il lato peggiore delle persone. I bamba con la kefiah al collo e gli occhi iniettati di sangue sono tornati nelle piazze per bruciare la bandiera di Israele. Al ghetto ebraico di Roma, ieri, uno di costoro si è presentato sostenendo di essere pieno di dinamite: i poliziotti lo hanno subito preso sul serio, provvedendo a praticargli un’accurata rettoscopia sul marciapiede accanto al portico d’Ottavia. Su Internet è apparsa la lista dei professori universitari appartenenti alla «feccia sionista», e basta leggerla per capire che è stata stilata da qualche studente al decimo anno fuori corso. Anche Michele Santoro, giovedì sera, ha fatto del suo peggio. Non con il tema trattato, che ovviamente era l’operazione militare israeliana nella striscia di Gaza. Né con la scelta degli ospiti o i servizi mandati in onda, che per imparzialità ricordavano quelli di Al Aqsa, la tele...

Chi ha voluto rinchiudere i palestinesi a Gaza

Sessanta anni fa, 22 Paesi arabi si accordarono per creare un campo di prigionia chiamato Striscia di Gaza. Ce lo ricorda la scrittrice egiziana Nonie Darwish sul Jerusalem Post. E l'Occidentale ci leva persino la fatica di doverla tradurre .

La bugia della centralità del conflitto israelo-palestinese

di Fausto Carioti E’ il luogo comune che tutti ormai accettano senza manco pensarci su. Giuliana Sgrena, sul Manifesto, lo ricicla così: «Il conflitto israelo-palestinese è il nodo centrale della questione mediorientale, senza la soluzione del quale non vi sarà pace in tutto il Medio Oriente, e non solo per i paesi arabi». Secondo questa vulgata, la guerra tra israeliani e palestinesi è il problema dei problemi, rimosso il quale il Medio Oriente tornerà a essere un’oasi di calma. Ragionamento molto di moda, ma dotato di un retrogusto infame. Perché da qui a dire che basterebbe eliminare lo “stato artificiale” di Israele dalle cartine geografiche per aiutare la causa della pace nel mondo il passo è breve. Non a caso, la centralità del conflitto israelo-palestinese è sbandierata ogni giorno da chi di Israele farebbe volentieri a meno. Oltre ad essere molto di moda e molto comodo per antisemiti e antisionisti, però, un simile ragionamento è anche molto falso. Né Israele né la vicenda dei ...

Il filosofo pacifista

Gianni Vattimo, simpatica icona del pacifismo alle vongole, intervistato dal Corriere della Sera di oggi  valuta soluzioni alternative al boicottaggio dei negozi degli ebrei: «Bisognerebbe procurarsi missili più efficaci dei Qassam e portarli laggiù, ma mi pare più complesso». A Sderot e dintorni, i civili israeliani ringraziano.

Israele, Hamas e l'essenza di tutta questa storia

Le domande giuste, tanto per cambiare, le fa André Glucksmann : Quale sarebbe la giusta proporzione da rispettare per far sì che Israele si meriti il favore dell'opinione pubblica? L'esercito israeliano dovrebbe forse rinunciare alla sua supremazia tecnologica e limitarsi a impugnare le medesime armi di Hamas, vale a dire la guerra approssimativa dei razzi Grad, la guerra dei sassi, oppure a scelta la strategia degli attentatori suicidi, delle bombe umane che prendono di mira volutamente la popolazione civile? O, meglio ancora, non sarebbe preferibile che Israele pazientasse saggiamente finché Hamas, per grazia di Iran e Siria, non sarà in grado di "riequilibrare" la sua potenza di fuoco? A meno che non occorra contare allo stesso livello non solo i mezzi militari, ma anche gli scopi perseguiti. Poiché Hamas - contrariamente all'Autorità palestinese - si ostina a non riconoscere allo Stato ebraico il diritto di esistere e sogna l'annientamento dei suoi cittadi...

Le ragioni di Israele e le colpe di Hamas

di Fausto Carioti Le bombe sganciate dagli aerei con la stella di David sui miliziani di Hamas nella striscia di Gaza sono manna dal cielo per i tanti nemici di Israele che popolano le redazioni delle agenzie, dei telegiornali e dei quotidiani europei. «Oltre 200 morti» e «carneficina» sono le espressioni che rimbalzano nei titoli e nei primi commenti. Il tutto viene farcito con le foto dei civili palestinesi disperati e degli edifici colpiti, dove il rischio, come sempre quando di mezzo c’è Israele, è che la tragedia vera si mescoli alla messinscena (forse qualcuno ricorda Adnan Hajj, il fotografo libanese dell’agenzia Reuters che nell’estate del 2006 ritoccava al computer le fotografie dei bombardamenti israeliani su Beirut per farle apparire più cruente, o le scenografie organizzate da Hezbollah, che davanti alle telecamere occidentali faceva accendere le sirene alle ambulanze vuote allo scopo di “drammatizzare” la situazione). Quindi lo Stato di Israele è malvagio ed è «come il Ter...

Islam chiama Obama

La discussione sul gruppo di appartenenza degli autori degli attentati a Mumbai è del tutto inutile. Non ha senso chiedersi se appartengono o meno ad Al Qaeda, visto che quello di Al Qaeda di fatto è un franchising gratuito, un marchio di cui si può appropriare praticamente chiunque voglia compiere attentati in nome dell'Islam. Ciò che conta, invece, è l'appartenenza religiosa dei terroristi e il loro obiettivo: gli americani, gli inglesi, gli ebrei. Come ha detto il ministro degli Esteri israeliano, Tzipi Livni, «there is no doubt that the targets the terrorists singled out were Jewish, Israeli targets and targets identified with the West, Americans and Britons. Our world is under attack, it doesn't matter whether it happens in India or somewhere else. There are Islamic extremists who don't accept our existence or Western values». La strage è il benvenuto del terrorismo islamico al presidente eletto americano, Barack Obama. Vuol dire che i mujaheddin cacceranno i citt...

Solidarietà femminile interreligiosa

Lei si chiama Nagla Al-Imam. E' un'avvocatessa egiziana. Suggerisce ai giovani arabi di molestare sessualmente, in qualunque modo, ogni ragazza israeliana che incontrano. Come nuovo strumento di resistenza contro Israele. Dice anche che le ragazze israeliane importunate non hanno alcun diritto di reagire. Ovviamente, Al-Arabiya l'ha intervistata. Questo, grazie al Middle east media research institute , è il testo sbobinato dell'intervista: Interviewer : Egyptian lawyer Nagla Al-Imam has proposed that young Arab men should sexually harass Israeli girls wherever they may be and using any possible method, as a new means in the resistance against Israel. [...] Interviewer : We have with us the lawyer Nagla Al-Imam from Cairo. Welcome. What is the purpose of this proposal of yours? Nagla Al-Imam : This is a form of resistance. In my opinion, they are fair game for all Arabs, and there is nothing wrong with... Interviewer : On what grounds? Nagla Al-Imam : First of all, they...

Gli studenti islamici in Europa e le università dei sessantottini

di Fausto Carioti Chi ancora crede alla favola dell’islamico diventato estremista perché emarginato dalla cattiva società occidentale o perché allevato nell’odio dai tenutari di qualche madrassa è servito. L’ultima picconata a questo mito tanto ingenuo è arrivata dal sondaggio pubblicato domenica dal Times di Londra . Dal quale si apprende che il 32% dei musulmani che frequentano le università del Regno Unito ritiene «giustificabile» uccidere qualcuno per motivi religiosi, il 40% vuole che la sharia, la legge islamica, diventi parte integrante dell’ordinamento giuridico inglese e un quarto di costoro ammette di avere un rispetto «scarso o nullo» nei confronti degli omosessuali. Simili risposte, appunto, non provengono da pakistani che dopo aver passato decenni nel loro paese sono finiti a vendere la frutta nelle bancarelle di Londra, ma da giovani musulmani cresciuti e spesso nati in Inghilterra. Benestanti, istruiti e “accettati” quanto basta da poter frequentare le università del Reg...

Sorpresa (si fa per dire): anche gli ebrei hanno scelto Alemanno

di Fausto Carioti Ma davvero pensano che qualche elettore orienti il proprio voto in base a quello che gli suggeriscono loro? Se è così, farebbero bene a ridimensionare il rapporto con il loro ego. Furio Colombo e Gad Lerner, assieme a numerosi esponenti dell’ala sinistra della comunità ebraica, il 24 aprile avevano lanciato un appello appassionato per votare contro Gianni Alemanno. «Non ci ha convinto la sceneggiata di Alemanno che, mentre ribadiva che avrebbe corso da solo al ballottaggio per la poltrona di sindaco di Roma, ha espresso solidarietà a Storace», scrivevano allarmati. Il candidato sindaco del PdL, avvertivano, «avrà dalla sua anche i voti di Storace, quelli dei naziskin e di tutte le organizzazioni della peggiore destra, ben presenti a Roma». Per convincere i tanti elettori ebrei della capitale, non esitavano ad evocare lo spettro delle leggi razziali e dei campi di concentramento: «Non si difende la democrazia premiando l’antisemitismo e gli eredi morali del fascismo-na...

Meno male che Jimmy c'è

Ho un dubbio. Non so a chi dare retta. Se credere a Jimmy Carter, il quale dice che gli sgherri di Hamas sono pronti a riconoscere il diritto di Israele a vivere in pace , anche se entro i confini del 1967. O se credere direttamente al capo degli sgherri di Hamas, Khaled Meshaal, il quale, subito dopo aver incontrato Carter, sostiene che a riconoscere il diritto di Israele all'esistenza non ci pensano nemmeno . Humm. Chissà chi ha ragione.

La tv dei piccoli (kamikaze)

Non so voi, ma io non sono molto ottimista sul fatto che il trascorrere del tempo, e l'irrompere sulla scena delle nuove generazioni, possano facilitare l'evoluzione dei rapporti tra palestinesi e israeliani.

Fiera del libro: appello contro il boicottaggio culturale ai danni di Israele

Questo è il testo dell'appello proposto da Libero contro l'ultimo, vergognoso boicottaggio culturale ai danni dello Stato d'Israele, stavolta in atto a Torino. Chi vuole firmarlo può farlo inviando il proprio nome e cognome a questo indirizzo email . I nomi dei firmatari saranno pubblicati su Libero. Da qualche settimana è in atto una campagna di boicottaggio della prossima Fiera del Libro di Torino (8-12 maggio 2008). La presenza dello Stato d’Israele come ospite d’onore, in occasione dei sessant’anni dalla sua fondazione, è stata strumentalmente interpretata come uno schiaffo alla causa palestinese. Parte degli scrittori arabi intende declinare l’invito degli organizzatori, per evitare il confronto coi colleghi israeliani. La protesta è stata subito supportata da associazioni italiane da sempre schierate contro. Esprimiamo solidarietà agli scrittori israeliani, e siamo spiacevolmente sorpresi dagli scrittori arabi incapaci di capire che la cultura è innanzi tutto confront...

Ripassino di storia per Jimmy Carter. E per quelli come lui

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Con le menzogne sparate su Israele da Jimmy Carter e da quelli come lui, che in Italia sono tantissismi (e molto più ignoranti di Carter, ma come scusa non è valida), si potrebbe fare un film. Israele Stato razzista, Israele che crea un muro per imprigionare i poveri palestinesi, Israele che se si leva di mezzo risolve tutti i problemi del Medio Oriente, Israele che ha occupato terre arabe per espandere il proprio territorio... Ci si potrebbe fare un film, e il Terrorism Awareness Project lo ha fatto. Dura cinque minuti, è chiaro ed essenziale, si vede a pieno schermo e non impalla il computer. I fatti contro le bugie. Qui sotto.

Gli amici di D'Alema e Diliberto

Ecco chi sono quelli cui Oliviero Diliberto corre a stringere la mano, quelli che vanno a braccetto con il ministro degli Esteri italiano. I loro obiettivi "politici" sono descritti in un rapporto di 128 pagine dell'organizzazione per la difesa dei diritti umani Human Rights Watch , appena pubblicato, che ha già scatenato nuove polemiche in Medio Oriente. Durante il conflitto armato con Israele, a partire dal 14 agosto 2006, Hezbollah ha più volte dichiarato che i suoi missili erano puntati essenzialmente verso bersagli militari in Israele, o che i suoi attacchi ai civili erano giustificabili come risposta al fuoco indiscriminato di Israele nel sud del Libano e come strumento per attirare Israele in un conflitto di terra. In verità, la prima pretesa è confutata dal grande numero di razzi che ha colpito oggetti civili ben distanti da ogni bersaglio militare, mentre gli ultimi argomenti sono inammissibili dinanzi alle leggi umanitarie internazionali. Le forze di Hezbollah ...

Quello che Human Rights First non dice

Si è molto letto e scritto , in questi giorni, di Hate Crimes , il rapporto dell'organizzazione non governativa Human Rights First su antisemitismo, islamofobia e omofobia in Europa ( qui il sommario ). Quello che il rapporto non dice è che gli immigrati musulmani nel continente hanno un doppio ruolo: vittime dell'islamofobia, certo, ma anche carnefici di ebrei e omosessuali. Emblematico il caso di Ilan Halimi, il giovane (23 anni) figlio di immigrati marocchini rapito nel 2006 da un gang nei sobborghi di Parigi, torturato per tre settimane e ucciso nel modo più barbaro perché ebreo. Il suo è il nome che appare più spesso nel rapporto, proprio perché quell'omicidio scosse l'opinione pubblica francese (nella banlieue dove era tenuto prigioniero tutti sapevano che lui era lì, ma tutti furono complici degli assassini. Alcuni vicini di casa dei suoi sequestratori furono persino invitati ad assistere alle torture). Il rapporto di HRF, però, si scorda di dire una cosa essenz...

La nuova politica estera italiana

Sempre più lontani dalla più grande democrazia del mondo, sempre più vicini ai kamikaze islamici che vogliono cancellare Israele. I danni prodotti alla politica estera italiana da Romano Prodi e dal suo governo li riassume benissimo tale Fouzi Ibrahim, portavoce di Hamas: «L'invito lanciato dal premier italiano, Romano Prodi, al dialogo con Hamas indica che Roma è uscita dall'ombrello americano». Per lui, ovviamente, si tratta di un doppio complimento. Dov'è lo scandalo nel dialogare con Hamas? Ecco cosa è Hamas, spiegato in un articolo di poche settimane fa da Furio Colombo, ex direttore ed ora editorialista dell'Unità, nonché attuale senatore dell'Ulivo (non proprio un neocon, insomma). 1. Hamas è una organizzazione che è stata eletta sulla base di un programma di guerra, terrorismo e distruzione di Israele. Siamo sicuri che saremmo altrettanto gentili se il governo di uno Stato europeo fosse democraticamente eletto sulla base dell'impegno di mettere a ferro...

Governo Prodi senza più credito. Anche in Medio Oriente

C'era la possibilità concreta che la conferenza internazionale di pace sul Medio Oriente programmata dal presidente americano George W. Bush per l'autunno e applaudita da Massimo D'Alema si svolgesse a Roma. I presupposti c'erano tutti: l'Italia ha avuto ed ha tuttora un ruolo politico e militare importante nella missione Onu in Libano (missione che metà della maggioranza che sorregge il governo ha approvato nella fumosa speranza di riuscire a vendicare i presunti torti subiti dai palestinesi, ma questo adesso non conta), e anche se come sede Roma avrebbe potuto far storcere qualche naso in Israele, di certo da Tel Aviv non sarebbero arrivati veti. Insomma, quella italiana sembrava la candidatura naturale, tanto che l'ipotesi era stata discussa nelle cancellerie e nelle ambasciate. C'era la possibilità, quindi, che il governo Prodi fosse uno degli attori principali del grande evento internazionale dell'anno. C'era l'eventualità che il governo Pr...

La kamikaze e i sette nani

Difficile che la memoria non corra a certi riferimenti cinematografici dotti, tipo "L'Armata Brancaleone" di Mario Monicelli, dove qualche cinefilo si ricorderà del perfido «nano nomato Cippa». Una giornalista di una radio israeliana ha posto una domanda molto sensata a un esperto di questioni arabe. Come noto, gli uomini che si immolano per il jihad, la guerra santa, sono attesi in paradiso da 72 fanciulle vergini. Ma adesso che i palestinesi promettono di inviare donne suicide contro i soldati israeliani che dovessero rimettere piede in Gaza, si pone il problema su chi o cosa attenderà in paradiso le martiri di Allah. Insomma, qual è l'equivalente per le femmine delle 72 vergini promesse ai maschietti? La risposta dell'esperto musulmano: per le donne kamikaze, in paradiso ci saranno «nani che le serviranno». Tutto vero. Tutto sul Jerusalem Post (e sul Chicago Sun-Times , by Mark Steyn). One intrepid Israel Radio broadcaster asked the question which, I admit, ha...