mercoledì, novembre 16, 2005

Ecco il credo "superconservative" del giudice Alito

Per i liberal il giudice italo-americano Samuel A. Alito Jr., nominato dal presidente George W. Bush alla Corte suprema, è una minaccia all'american way of life. Alcuni gruppi abortisti stanno preparando una campagna pubblicitaria contro di lui. Il senatore Edward M. Kennedy dice che Alito «metterà a rischio decenni di progressi americani nella difesa dei nostri diritti fondamentali e delle nostre libertà». Hillary Clinton sostiene che il curriculum di Alito «solleva seri dubbi sul fatto che saprà essere fedele alla protezione dei nostri diritti fondamentali». Tra i quotidiani italiani, il Corriere della Sera, l'Unità e Repubblica lo definiscono, in coro, un "superconservatore".
Come al solito, è sempre meglio leggere quello che dicono i diretti protagonisti, piuttosto che quello che i giornali scrivono di loro. Il "Washington Times" (qui l'articolo) è giunto in possesso di un documento del 1985, nel quale lo stesso giudice Alito illustrava benissimo le sue posizioni sui temi più controversi del dibattito politico. Posizioni come queste.
1. «Credo fortemente in un governo dai poteri limitati, nel federalismo, nella libera impresa, nella supremazia dei rami elettivi dell'esecutivo, nel bisogno di una forte politica di difesa, nel rafforzamento delle leggi e nella legittimità del ruolo del governo nel proteggere i valori tradizionali».
2. «Sono e sono sempre stato un conservatore. Sono registrato da sempre come elettore repubblicano».
3. «E' stato per me un onore e una fonte di soddisfazione personale servire nell'ufficio del procuratore generale durante l'amministrazione del presidente Reagan e contribuire a portare avanti posizioni legali nelle quali, personalmente, credo sino in fondo».
4. «Sono particolarmente orgoglioso dei contributi che ho fornito nei recenti casi in cui il governo ha sostenuto davanti alla Corte Suprema che le quote razziali ed etniche (cioè il diritto di minoranze razziali ed etniche ad avere una quota riservata di impieghi nella pubblica amministrazione, ndAcm) non debbano essere permesse».
5. «La Costituzione non difende il diritto ad abortire».

Posizioni come la difesa dello Stato minimo, del federalismo e della libera impresa e l'opposizione alla affirmative action non hanno molto di "superconservatore", essendo condivise da una buona metà dell'elettorato americano. La verità è che la differenza la fa la posizione di Alito sull'aborto. Per una certa sinistra basta essere contrari all'uccisione degli embrioni per finire catalogati tra i "superconservatori", sinonimo che la buona stampa liberal appioppa a quelli che vuole etichettare come bigotti retrogradi.

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