Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta Welfare

Gli stipendi da tagliare

di Fausto Carioti Gli schiaffoni rimediati in queste settimane dalla classe politica (ieri, per dire, è stato arrestato per corruzione l’ex sindaco di Gallipoli, incidentalmente dalemiano) hanno già prodotto un risultato: gli stipendi di ministri e parlamentari saranno tagliati, almeno del 5%. Troppi politici ansiosi di rifarsi l’immagine, ormai, si sono sbilanciati a prometterlo sull’onda delle inchieste giudiziarie e della crisi finanziaria, e tirarsi indietro sarebbe imbarazzante persino per gli standard cui ci hanno abituati. Se poi un ministro assennato e vicino al premier come Franco Frattini assicura a Libero (nell’intervista pubblicata domenica) che presto la proposta del taglio degli stipendi sarà fatta propria da Silvio Berlusconi, è il caso di prenderlo sul serio. Anche ammesso, però, che le cose vadano davvero così, resta da capire fin dove si debba arrivare. Vanno tagliati pure gli stipendi dei politici locali? E soprattutto: è giusto ridurre anche le buste paga più pingui...

L'occasione della crisi

di Fausto Carioti Nel momento più difficile della sua avventura politica, Silvio Berlusconi ha tra le mani l’occasione per tirarsi fuori dai veleni e ridare slancio al suo governo. E questa occasione è proprio la crisi economica internazionale, che per l’Italia, secondo le stime del governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, vuol dire una discesa della ricchezza prodotta nel 2009 pari al 5% rispetto all’anno precedente. Il presidente del Consiglio sembra averlo capito: reagire nel modo giusto a questa emergenza è anche la migliore risposta da sbattere in faccia a chi lo attacca sul piano personale. Per cominciare, ieri Berlusconi ha detto che «bisogna trovare il modo di aumentare le pensioni», anche se soldi in cassa non ce ne sono ed è difficile pensare che questa affermazione possa avere un seguito immediato. Resta agli atti, comunque, l’impegno assunto dal Cavaliere. Dovrebbe andare meglio con gli altri interventi. L’esecutivo ha in agenda una nuova detassazione degli utili rei...

In memoria di Giacomo Brandolini

A proposito di egemonia culturale: chi (magari perché di sinistra) vuole evitare simili figure, può leggersi il breve ritratto di Brodolini apparso su La Rinascita della sinistra, rivista dei Comunisti italiani .

La verità di Brunetta e l'ipocrisia della sinistra

di Fausto Carioti A corto di voti e di intelligenze, alla sinistra resta l’indignazione ipocrita verso chi dice verità banali, ma politicamente scorrette. Ieri è toccato a Renato Brunetta. Il quale, tanto per cambiare, non ha fatto nulla per evitarlo. Tanto da trovarsi, a un certo punto, ai ferri corti pure con la sua collega di governo Mara Carfagna. A un convegno sulle pari opportunità, davanti a una platea quasi tutta femminile, Brunetta ha denunciato dal palco una delle principali storture del pubblico impiego, che vede molte donne nella duplice veste di defraudatrici e vittime. «Non voglio più che le donne scappino dai posti di lavoro per andare a fare la spesa e poi tornare a casa alle 13.30 con le buste in mano», ha detto il ministro per la Pubblica amministrazione mentre si levava qualche fischio. Una sfida alle donne? Per Brunetta è l’esatto contrario: «La lotta all’assenteismo è una lotta di liberazione per le donne. Far finta di essere malate per accudire i mariti, per accud...

Donne in pensione a 65 anni: perché è una buona idea

di Fausto Carioti Il cancelliere Otto von Bismarck diceva che le leggi sono come le salcicce: per apprezzarle è meglio non sapere come vengono fatte. Gli inglesi, che di stampa se ne intendono, spesso aggiungono gli articoli dei giornali alla lista delle cose sulle cui origini è meglio non indagare. Per due delle tre categorie, però, stavolta vale la pena di fare un’eccezione. Perché una legge in grado di equiparare l’età pensionabile delle donne a quella degli uomini, elevandola a 65 anni, è una vecchia battaglia di questo quotidiano. Dettata dal buon senso, prima ancora che da calcoli macroeconomici: se le donne, statistiche alla mano, campano più degli uomini, non si vede perché la loro vita lavorativa debba essere più breve. Né si capisce perché quelle di loro che vogliono ancora lavorare non possano farlo. A maggior ragione in tempi come questi, in cui qualunque risparmio per le casse pubbliche, anche il più piccolo, è il benvenuto. Ecco, sino a non molto tempo fa, trovare tra gli...

Il governo, le banche e il capitalismo senza capitali

di Fausto Carioti Il capitalismo italiano era povero di capitali già ai tempi delle vacche grasse. Adesso che le poche mucche rimaste vive sono tutte pelle e ossa, dei soldi necessari a far girare l'economia non ce ne è traccia alcuna. Ma chi vede nella situazione attuale i segni del fallimento del mercato e magari ne approfitta per brindare alla fine del capitalismo, sbaglia di brutto. Sbaglia nella diagnosi, perché gli errori alla base della crisi mondiale sono del settore pubblico: della Federal Reserve americana, che per anni ha reso il credito troppo facile negli Stati Uniti, e di agenzie paragovernative come le famigerate Fannie Mae e Freddie Mac, che spinte dal congresso e dall'amministrazione di Washington (sin dai tempi di Bill Clinton) hanno finanziato acquisti di case da parte delle famiglie più povere seguendo logiche che col mercato non avevano nulla a che vedere. E sbaglia nella terapia, perché per redistribuire i soldi occorre prima crearli, e il mercato è l'...

Una buona idea del ministro Brunetta

di Fausto Carioti Come disse Albert Einstein al poeta francese Paul Valéry, «una buona idea è veramente rara». In Italia, poi, appena ne spunta fuori una, subito viene declassata al rango di «provocazione». Peccato, perché l’idea lanciata ieri dal ministro per la Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, è buona davvero: i dipendenti statali che oggi aderiranno allo sciopero indetto dalla Cgil dovrebbero restituire i 70 euro di aumento che riceveranno a fine mese, previsti da quell’accordo che la Cgil si è rifiutata di firmare. Ha persino un sapore liberale. Perché non c’è libertà senza responsabilità: i lavoratori sono liberissimi - ci mancherebbe - di contestare l’intesa siglata dall’esecutivo con Cisl, Uil e gli altri sindacati. Però dovrebbero anche prendersi la responsabilità di rifiutare i vantaggi che vengono da quell’accordo, iniziando proprio dai soldi. Ovviamente non accadrà nulla di tutto questo: i tesserati di Guglielmo Epifani oggi manifesteranno indignati, il 27 si mette...

Il ceto medio, le famiglie e il governo: intervista a Maurizio Sacconi

di Fausto Carioti Approvato il pacchetto anti-crisi, il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, approfitta del giorno di relativo riposo per spiegare a Libero il senso dei provvedimenti appena varati e anticipare i prossimi interventi. Quanto prima, infatti, il governo convocherà le Regioni per cambiare il modo con cui i fondi europei sono utilizzati. L’obiettivo è usare i soldi che arrivano da Bruxelles per finanziare i sussidi e la formazione e per creare nuove infrastrutture, anche allo scopo di mettere in circolazione denaro fresco e dare un po’ di ossigeno all’economia. Appena possibile, poi, l’esecutivo intende tornare al sistema delle deduzioni per carichi familiari (che riducono la base imponibile avvantaggiando le famiglie numerose), «colpevolmente» cancellato da Romano Prodi e Vincenzo Visco. Ministro, è soddisfatto del decreto? «Molto. C’è una visione chiara che tiene insieme la manovra di giugno e quella attuale». Che tipo di visione? «Da un lato la consapevolezza che quest...

McDonald’s è meglio del no profit

di Fausto Carioti Mentre la sinistra slow food si agita per il licenziamento del fondatore del Gambero Rosso, Stefano Bonilli, da parte dei nuovi proprietari della testata, quelli che della sinistra dovrebbero essere la base - disoccupati, dipendenti a basso reddito, studenti più o meno squattrinati, immigrati - li trovi in fila nei fast food McDonald’s. Dove con 5 euro e 70 centesimi si mettono in pancia un panino con hamburger doppio, patatine e Coca Cola. Altro che welfare state, altro che enti no-profit: se essere “di sinistra” significa sfamare chi ha bisogno, la multinazionale americana, quotata a New York, Tokyo, Francoforte e altre Borse del mondo, si candida a essere l’istituzione più a sinistra dell’Occidente. Di più: i numeri forniti nei giorni scorsi dall’azienda del Big Mac sulle vendite di agosto dimostrano che nei momenti di crisi economica come quello attuale la grande industria del cibo fondata da Ray Kroc nel 1955 è una delle poche ancore di salvezza rimaste al ceto m...

Il governo di destra che fa cose di sinistra

di Fausto Carioti Per anni si è pensato che la formula giusta per l'Italia fosse quella invocata - con una bella dose di cinismo - da Gianni Agnelli: un governo di sinistra che faccia una politica di destra. Vero o no che fosse, oggi vale l'esatto opposto: il governo Berlusconi, piaccia o meno, funziona proprio perché da destra sta facendo cose di sinistra. Giulio Tremonti, il ministro più popolare, ormai sta al liberismo reaganiano come la sagra della porchetta di Ariccia sta alla notte degli Oscar di Hollywood. I provvedimenti varati mercoledì a palazzo Chigi da un lato tolgono soldi a banche, assicurazioni e petrolieri, dall'altro aumentano gli stanziamenti per poveri e anziani e finanziano mutui agevolati per far acquistare la casa a famiglie poco abbienti, studenti fuori sede e immigrati regolari. Quanto al ticket sanitario da 10 euro che indigna l'opposizione, fu previsto proprio dal “patto per la salute” voluto dal governo Prodi, anche se mai introdotto. I minist...

Chi ha voluto il ticket sanitario

Dopo la manovra triennale varata dal consiglio dei ministri, è riapparsa l'ipotesi di introdurre un ticket da 10 euro sulla diagnostica sanitaria e sulle prestazioni specialistiche. A conti fatti, porterebbe nelle casse dello Stato 830 milioni di euro l'anno. Si può discutere a lungo se il ticket sia una misura utile oppure no (qui si pensa di sì, se non altro per limitare la corsa alle prestazioni gratuite). Resta il fatto che reintrodurre il ticket è una bella rogna, che nessuno si vuole prendere. Anche il governo attuale s'inventerà di tutto per trovare quei soldi altrove. Lo scaricabarile è già iniziato. I ministri del governo Berlusconi fanno sapere che il ticket, in realtà, era già stato introdotto dal "Patto per la salute" voluto dal governo Prodi. L'allora ministro della Sanità, Livia Turco, s'indigna : "Finiamola con le menzogne. Il precedente esecutivo aveva sospeso questa misura e l’avrebbe cancellata: lo scorso anno abbiamo trovato 830 m...