martedì, novembre 15, 2005

Sinistra esilarante: "Scuola a pezzi, ultimi in Europa". Ma i dati sono del 2001

Comicità involontaria ed ennesimo esempio di giornalismo all'amatriciana. Lunedì 14 novembre è uscita una ricerca sull'istruzione in Italia. Dove si sostiene che ci sono quasi sei milioni di italiani, pari al 12% della popolazione, totalmente analfabeti o senza alcun titolo di studio. Piatto ricco, mi ci ficco. I giornali di sinistra si sono tuffati a pesce sulla notizia.
L'Unità, pagina 9, titola così. "Italia 2005: il fantasma analfabetismo". Nel catenaccio: "L'Europa è sempre più lontana". Occhio all'anno: 2005.
Il manifesto, pagina 8: "Sei milioni di analfabeti". L'articolo avverte che la ricerca "analizza i rapporti scuola-società nell'Italia di oggi. E forse fornisce qualche strumento in più per capire alcune delle ragioni strutturali del nostro declino economico". La parolina chiave qui è "oggi", che lascia intendere: Ai tempi dell'odiato Berlusconi, che sta mandando in rovina il Paese.
Liberazione, pagina 9. "Sei milioni di italiani sono analfabeti. Una ricerca nazionale mette in evidenza il declino dell'istruzione". Nell'articolo c'è spazio anche per le dichiarazioni del sindacalista Cgil che dà la colpa al governo Berlusconi e alla riforma Moratti, che deve ancora entrare in vigore, ma ovviamente non potrà che peggiorare le cose.
Il lato comico è che la ricerca si basava dichiaratamente - e non avrebbe potuto fare altrimenti - sui dati del censimento Istat del 2001 (lo si può leggere persino tra le righe degli stessi articoli, quasi nascosto, come se fosse un dettaglio secondario). In altre parole, la fotografia tanto drammatica scattata dal rapporto così allarmante si riferisce al 2001, ovvero all'ultimo anno di governo dell'Ulivo. Altro che "Italia 2005".
Se ne deduce che:
1) In quei dati non c'è praticamente nulla di nuovo. Bastava leggere i dati sull'istruzione del censimento Istat 2001, qui, per ritrovare, salvo piccole correzioni, gli stessi numeri.
2) I giornali di sinistra hanno rimestato nel torbido, almeno nella titolazione, per far credere che vi siano precise responsabilità in materia da parte del governo Berlusconi. La verità è che, se c'è un fallimento delle politiche educative dietro quei dati, esso è addebitabile innanzitutto ai governi dell'Ulivo.
3) Visto che l'istruzione italiana è in declino, che la distanza dall'Europa aumenta etc etc, è il caso di dire che una riforma dell'istruzione è più che necessaria.
Un dubbio, infine. Ma i giornalisti di sinistra si sono resi conto che hanno scritto che al termine del quinquiennio governato dalla sinistra la scuola italiana faceva schifo, l'istruzione era in declino e il sistema scolatico si era allontanato dagli standard europei?

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