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Visualizzazione dei post con l'etichetta Elezioni 2009

La felicità è fatta di piccole cose

Di questi tempi basta poco per fare felice la sinistra. Basta non picchiarla troppo. Questi qui esultano perché hanno appena perso Venezia ma non Padova, Prato ma non Firenze, Lecce ma non Bari, Milano sì ma solo di pochi voti. E tutto questo contro un Silvio Berlusconi nel momento più difficile della sua avventura politica. E chissà se non avessero perso pure Frosinone i festeggiamenti che avrebbero fatto. E' vero quello che scrive oggi l'Unità: " C'è un'altra Italia ". Però vive sulla Luna.

I numeri del disastro del Pd

di Fausto Carioti Chi si accontenta gode. Se poi a uno piace soffrire, in certi casi gode anche di più. È il caso di Dario “Masoch” Franceschini e di tanti suoi colleghi di partito, che passano da una telecamera all’altra gongolando per il risultato delle europee. Manco avessero vinto loro. «Ringrazio gli elettori», ha detto ieri il segretario del Partito democratico. Quegli stessi elettori che poche ore prima avevano randellato l’alleanza tra Ds e Margherita. Spingendola al minimo storico e allargando a 9 punti il solco che la separa dall’asse Forza Italia-An. La botta finale è arrivata ieri sera, assieme ai dati delle amministrative, con il centrodestra che mantiene tutte le sue giunte, ne strappa di importanti agli avversari e minaccia di sfilargliene altre ai ballottaggi del 21 giugno. Ma per parlare di Caporetto basta lo stesso risultato ottenuto dal Pd alle europee, pari al 26,1%: sette punti in meno in un anno. Pure aggiungendo il voto dei radicali, che alle elezioni politiche d...

La sinistra dichiara guerra al topless

di Fausto Carioti Dichiarando guerra al perizoma e alle tette al vento la sinistra ha completato la sua involuzione. Prima gli avvocati del laicismo e della famiglia allargata si sono trasformati nei difensori inflessibili del sacro vincolo matrimoniale. Poi hanno rinnegato anche quel poco di libertario e libertino che era rimasto nella loro cultura post-sessantottina (la donna finalmente libera di mostrare il corpo, «make love not war» e tutto il resto), facendosi più integralisti di un mullah afghano. Ora si atteggiano a tutori della morale sessuale, senza peraltro avere alcuna credibilità in materia. Colpa - anche questa - di Silvio Berlusconi. Leggete qui: «In un altro scatto l’atmosfera si fa più calda. Il premier non è presente, ma due ragazze in topless prendono il sole in piscina». A inalberarsi così non è il Messaggero di Sant’Antonio di vent’anni fa. È Repubblica di ieri. È successo che El Pais, il quotidiano spagnolo gemellato con largo Fochetti, ha pubblicato alcune delle f...

Aspettative diverse

di Fausto Carioti Tutto dipende da quanto uno si aspetta dalla vita. Anche solo un anno fa, se gli elettori avessero dato al Popolo della Libertà il 39% dei voti e al Partito democratico meno del 30%, a sinistra si sarebbe parlato di disfatta storica. Stavolta no. Adesso sono tutti lì, con il Berlucchi in frigo, pronti a stapparlo se solo il PdL non sfonda il tetto del 40% e il Pd riesce ad avvicinarsi al 29%. E questo già la dice lunga sul vero significato del voto europeo in Italia: per la prima volta nella storia della seconda Repubblica il centrosinistra non gioca per vincere né per pareggiare, ma per attutire la batosta. Come il Gregor Samsa di Franz Kafka, il Pd nato per imitare le sorti dei democratici americani ha scoperto di essere diventato un orrendo scarafaggio. Dopo lo sgomento iniziale se ne è fatto una ragione e ha deciso di raccogliere quel po’ di buono che la vita gli può ancora offrire. Questo fine settimana, ad esempio, il Pd per essere felice si accontenterà di non ...

Il piano di Berlusconi per fare fuori la Lega

di Fausto Carioti «Se non ora, quando?». È il ragionamento in voga in questi giorni a palazzo Grazioli. Se non ora, quando si andrà allo scontro finale con la Lega? Quando si ripresenterà un’occasione simile per regolare i conti con l’ultimo alleato-avversario rimasto al PdL? Forse mai, di sicuro non con un Cavaliere così forte nei sondaggi (la rilevazione Ipsos per il Sole-24 Ore diffusa ieri dà il PdL al 40%) e con il principale partito d’opposizione che, invece di remargli contro, pare persino intenzionato ad aiutarlo. Tutta colpa (o merito) del referendum voluto da Mario Segni e Giovanni Guzzetta. Silvio Berlusconi sinora ha fatto poco o nulla per sostenerlo. Si è limitato a mandare in avanscoperta alcuni dei suoi, che due anni furono tra i primi a firmare la richiesta per chiedere di modificare la legge elettorale, assegnando la maggioranza dei seggi non più alla coalizione vincente, ma al singolo partito che ottiene più voti. Il risultato è che, se vincessero i referendari, al Pd...