giovedì, settembre 01, 2005

Berlusconi, Pannella e i radicali: ecco cosa sta per succedere

Il flusso degli eventi legati al partito radicale italiano sembra aver preso una direzione chiara. Il punto di snodo porta la data del 9 settembre, giorno in cui si riunirà il Comitato nazionale dei Radicali italiani, l'organismo che, come da statuto, "dibatte e delibera su iniziative del Movimento e sulle decisioni e sulle proposte degli organi dirigenti". All'appuntamento parteciperanno anche i membri della direzione, della quale fa parte Benedetto della Vedova, che qui ha spiegato in modo molto chiaro le proprie intenzioni. Sarà l'occasione in cui Marco Pannella metterà sul tavolo l'accordo che i radicali stanno definendo con lo Sdi di Enrico Boselli. (Resta da definire quale sarà il soggetto che stipulerà l'accordo con Boselli, se i Radicali italiani e/o l'associazione Luca Coscioni e/o la lista Bonino, ma la sostanza non cambia). E' ovvio che la maggioranza qualificata necessaria, pari ai due terzi dei votanti, sarà con lui. A quel punto, o si è dentro o si è fuori. E' vero che a novembre si riunirà il congresso dei radicali che dovrà dare la ratifica definitiva all'alleanza con l'Unione, ma per allora tutti i grandi giochi saranno già fatti: nessuno ha tempo per aspettare sino ad allora.
Chi resta, di riffa o di raffa deve considerarsi arruolato nelle file della coalizione prodiana. Chi non è d'accordo, sa dov'è la porta. Della Vedova, Marco Taradash e Peppino Calderisi sanno dov'è la porta e, se le cose vanno come penso e come pare scontato, non ci pensaranno due volte ad imboccarla: l'idea di condurre la loro battaglia liberista, libertaria e garantista accanto a Oliviero Diliberto e Luciano Violante li attrae come un topo morto nel piatto. Difficile dare loro torto. Ciao Marco, ciao Emma. Anzi, addio. E' stato bello. A quel punto, il futuro dei tre è scritto. Si chiama Silvio Berlusconi. Ma non Forza Italia.
Sino a poco tempo il Cav. si sarebbe opposto al solo pensiero di un nuovo partito laico nella Cdl. Come noto, il premier pensa che tutti gli eredi della tradizione laica italiana debbano finire sotto l'insegna forzista. Stavolta, però, ha almeno due buoni motivi per guardare di buon occhio il progetto di Taradash, Della Vedova e Calderisi di dare vita a un nuovo soggetto radicale, speculare rispetto a quello di Pannella, Bonino e Capezzone e alleato con il centrodestra. Primo motivo: alla storia di Forza Italia libertaria ormai non crede più nessuno, nemmeno lui. Sa che il partito si è democristianizzato più di quanto lui stesso volesse. Secondo motivo: un contrappeso laico a quei marrani dell'Udc e agli stessi neodiccì di Forza Italia in questo momento gli fa un gran comodo.
Così manda avanti l'ottimo Fabrizio Cicchitto, che intervistato su Libero di oggi spalanca le porte della Cdl ai tre transfughi. Ancora pochi giorni, insomma. Il corso delle cose si è messo in moto e solo l'imprevedibilità di Pannella pare in grado di cambiarne la direzione.

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