giovedì, dicembre 08, 2005

La Tav e la sinistra alla vaccinara

La sinistra italiana che si schiera accanto ai no-global e ai delinquenti (da delinquere, ovvero violare la legge) che hanno bloccato i cantieri della Tav in Val Susa merita voto zero in credibilità. La sua è un'operazione puramente strumentale. Ma si tratta di una strumentalizzazione cialtrona, alla vaccinara, facile da sputtanare e da irridere. Per almeno tre motivi.
Primo. Per decenni ci hanno rotto gli zebedei con la storia che in Italia si puntava troppo sul trasporto su gomma e poco o nulla sul trasporto su rotaia, per di più collettivo e omologante e quindi politicamente corretto per definizione. Rutelli ha fatto della "cura di ferro" uno dei suoi slogan. Appena si inizia a fare sul serio, a realizzare il corridoio ferroviario ad alta velocità destinato a collegarci all'Europa, si rimangiano tutto per inseguire il consenso della base più estremista. Poi dicono che quello che corre dietro agli umori degli elettori è Berlusconi. Politicamente, gente così è inesistente, ridicola.
Secondo. I loro esponenti di governo (centrale e locale), ad eccezione di quelli della sinistra paleoecologista, antioccidentale ed antimoderna, hanno condiviso il progetto della Tav. O in modo esplicito e (almeno inizialmente) coraggioso, come Mercedes Bresso, o in modo strisciante e politicamente vigliacco, come Romano Prodi, e cioè senza mai scoprirsi direttamente ma tacitamente avallando l'opera. Applausi alla coerenza.
Terzo (e più importante). Si sono inventati una devolution che non esiste (la devolution vera è spiegata qui e qui) per dirci che le riforme costituzionali approvate dalla maggioranza sfasciano l'Italia, antepongono gli interessi locali all'interesse generale e rappresentano, per dirla con il bollito, «l'egoismo materializzato». Poi, alla prima occasione in cui un «egoismo materializzato» locale si oppone a un palese interesse generale (e che la Tav sia tale lo riconosce persino un certo Carlo Azeglio Ciampi, non proprio il più esaltato dei berluscones), questi non trovano di meglio che schierarsi con il primo contro il secondo. Se c'è qualcuno che rischia di sfasciare l'Italia, sono loro.
La verità è che questi sono pronti a cavalcare qualunque causa, compresa la più masochista, e a rimangiarsi qualsiasi cosa abbiano detto e fatto sino a ieri, purché Berlusconi stia dalla parte opposta.

PS. Immaginiamo cosa sarebbe successo se un manipolo di un centinaio di delinquenti in camicia nera o verde avesse impedito a chicchessia di fare una qualsivoglia cosa in un qualunque posto d'Italia...

Addendum. Applausi ad Emma Bonino che, intervistata sul Corriere dell'8 dicembre, dice: «Il ministro dell'Interno non poteva fare altro perché lo Stato non può arrendersi, non può accettare veti da chicchessia. (...) Quando si organizza una opposizione dura che comunque deve sempre mantenersi non violenta, e quando si occupano luoghi pubblici o privati, si può arrivare a mettere in atto iniziative illegali sapendo, però, che il livello di protesta che si è scelto comporta, dopo un po', l'uso della forza da parte dello Stato. (...) Comunque la si pensi sul motivo della protesta, l'uso della forza da parte dello Stato è legale e legittimo, altrimenti si riconoscerebbe un diritto di veto a chicchessia teorizzando un sistema di autarchie e di piccole patrie che, però, non è la cultura della Val di Susa». Pare A Conservative Mind. Anzi, è persino meglio.

Etichette: