venerdì, marzo 17, 2006

Nazisti. In versione politicamente corretta

Il punto non è l'eutanasia degli adulti consenzienti. Se una persona decide che la vita non le lascia che sofferenze, libera di ammazzarsi o di farsi ammazzare. Il punto è l'eutanasia infantile. E' questa che ha spinto il ministro Carlo Giovanardi ad attaccare duramente le leggi olandesi, creando l'ennesimo incidente diplomatico imposto dalla censura del politicamente corretto (ricorda qualcosa?).
Sulla carta, la legge si presenta severa (lo spiega qui un articolo di Repubblica, dove si prega di notare che la normativa olandese è definita «all'avanguardia» per il semplice fatto che rende facile la morte dei malati. Sono progressisti, sono fatti così. Peccato che non abbiano la coerenza di dare ragione a Umberto Bossi quando li definisce «il partito della morte»). Nella pratica, la legge è un'autostrada lasciata aperta all'eugenetica.
Tutto istituzionalizzato, tutto sterilizzato, tutto debitamente incasellato nei protocolli. Tutto così normale che nemmeno si preoccupano di nasconderlo. Eduard Verhagen, responsabile della sezione pediatrica della clinica universitaria di Groningen, dove si pratica la "dolce morte" per i bambini con meno di dodici anni, dice candidamente che, dei circa ottocento bambini olandesi che ogni anno subiscono l'eutanasia, «almeno una ventina hanno un'esistenza che è talmente terribile, insopportabile, disperata da far preferire la morte».
Una ventina. Su ottocento. Domanda: e gli altri 780 bambini, perché sono stati uccisi? Facile: perché sarebbero stati storpi, disabili, malati. Difficili da tirare su. Peggio: costosi. Crescendo, chissà, qualcuno di loro sarebbe stato come Michel Petrucciani. Ma non lo sapremo mai. Qualcuno di loro, magari, sarebbe stato persino felice nella sua diversità, perché chi ha conosciuto un po' da vicino gli "infelici" sa quanto riesca spesso ad essere schifosa e ipocrita questa definizione, utile solo a scusarci con noi stessi per l'indifferenza con cui li trattiamo. Se sono "infelici", non possiamo fare nulla per migliorare la loro condizione. Se sono "infelici", le loro sono vite indegne di essere vissute. E il welfare olandese, modello di equità ed efficienza per la sinistra laicista italiana, non può permettersi simili sprechi.
Si scrive eutanasia infantile, si legge eugenetica. Come i nazisti. In versione politicamente corretta.

Post scriptum. Questo è ciò che accade quando non si fondano i diritti fondamentali dell'individuo su una legge superiore, ma li si lascia «organizzare», per dirla con le parole del bollito, dalla politica.
Post-post scriptum. Dimenticavo. Dal libro di Antonio Socci "Il genocidio censurato": «L'alta Corte olandese ha decretato che andare a pescare con quella che da noi si chiama "esca viva", e cioè un lombrico, una mosca, una larva di un insetto, è un reato, quello di maltrattamento di animali».