lunedì, marzo 13, 2006

Diritti delle donne violati, indovina con chi se la prende l'Onu

La Commissione Onu per lo Status delle Donne, l'organismo delle Nazioni Unite che dovrebbe portare avanti la battaglia in difesa dei diritti delle donne, ha appena varato una risoluzione (messa doverosamente alla berlina da Eye on the Un) che condanna uno Stato membro dell'Onu per le violazioni commesse. Uno dei tanti Paesi islamici in cui le donne sono trattate come serve ed è loro impedito di mostrare il volto, sedersi al volante e insegnare? Uno degli Stati africani che puniscono le adultere con la lapidazione o in cui sono diffuse le mutilazioni genitali femminili? La Cina, terra di sterilizzazioni di Stato e aborti forzati? No. Lo Stato condannato è Israele.
Scelta, del resto, in linea con la tradizione delle Nazioni Unite, nonché del tutto comprensibile da un punto di visto politico. Tra i 45 Stati membri della Commissione figurano campioni di democrazia e diritti umani come Iran, Cuba e Cina, accanto a numerosissimi Stati in cui le mutilazioni genitali sono pratica costante, come Mali, Sudan, Burkina Faso, Nigeria, Malesia, Indonesia ed Emirati Arabi Uniti. Paesi che in materia di diritti umani, e di diritti delle donne in particolare, non avrebbero alcun titolo ad aprire bocca. Ma che hanno deciso di servirsi di questa commissione per le loro crociate antioccidentali e antisemite. Alle donne, anche in questo caso, non resta che essere usate.

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