mercoledì, marzo 22, 2006

La maestrina di Ballarò

Al 48° minuto dell'ultima puntata di Ballarò Giovanni Floris ha chiamato il collegamento con una professoressa universitaria. Si chiama Luisa Torchia. «Insegna diritto amministrativo all’università degli studi di Roma Tre. A giurisprudenza. L'abbiamo chiamata perché c’è una parte del discorso di Berlusconi a Vicenza che vogliamo trattare», ha detto il conduttore presentandola. La Torchia, nel generoso tentativo di dimostrare che non è vero che i giornali stanno più o meno tutti contro Berlusconi, ha sfoderato quella esilarante tabellina dalla quale si evinceva che, controllando periodici ad alto contenuto politico quali "Top girl", "Ville e Giardini", "Sale & Pepe", "Casabella", "Cucina No Problem" e "Pc Professionale", Berlusconi è una minaccia per la democrazia. Alla Torchia è stato affidato il compito di "spiegare" ai telespettatori come funzionano la legge Gasparri e la legge sul conflitto d'interessi. Come abbia svolto questo compito, chi se lo è perso se lo può andare a vedere su RaiClick.
Solo che sarebbe stato carino e corretto, nei confronti del telespettatore, soprattutto in tempi di par condicio e data l'imminenza del voto, dire chi è davvero la professoressa Torchia. Vista la reticenza di Floris, avremmo apprezzato che fosse lei a dichiarare cosa fa nella vita. Niente, silenzio da lui e da lei: fosse mai che il telespettatore scopre cosa c'è dietro. La Torchia, infatti, non è un'accademica super partes, come surrettiziamente è stata venduta ai telespettatori di Ballarò. Ma è una persona che fa parte dello staff di Prodi. Una che lo ha aiutato a mettere in piedi quel mistero buffo chiamato "Fabbrica del programma". Qui si possono vedere i capitoli del libro "Sviluppo o declino - Il ruolo delle istituzioni per la competitività del paese", curato dalla Torchia assieme all'ex ministro ulivista Franco Bassanini (con l'ovvia prefazione di Romano Prodi). E qui Repubblica, in un articolo del 7 dicembre scorso, la chiama una delle «magnifiche sette» di Prodi, addirittura la «prima della squadra». La Torchia è dipinta dal quotidiano di largo Fochetti come «prodiana, docente universitaria, coordinatrice del tavolo Istituzioni: è stata lei a definire la cornice di riforme istituzionali del centrosinistra. Le ha fatto i complimenti anche Bertinotti». Complimenti pure da parte nostra.
Pensiamo a cosa sarebbe successo se Clemente Mimun avesse chiamato, chessò, Paolo Del Debbio per spiegare il programma di Prodi. Senza dirci cosa rappresenta Del Debbio per Berlusconi, e senza che i telespettatori ne sapessero nulla. Perché la faccia della Torchia, sino a ieri, non la conosceva proprio nessuno.

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