martedì, marzo 21, 2006

I compagni di Luca

Il modo più semplice per capire che direzione intende prendere un leader, più che attenersi alle sue parole, che spesso sono di circostanza, è vedere chi sono le persone che lo circondano. Il presidente di Confindustria non fa eccezione. E della squadra di cui si è circondato Luca Cordero di Montezemolo, nella quale il solo Gian Marco Moratti è ritenuto vicino al centrodestra, otto simpatizzano a sinistra o hanno comunque forti motivi di attrito con il governo Berlusconi - e non da oggi. Andrea Pininfarina, vicepresidente con delega al Centro Studi, non ha mai perso occasione per criticare la politica sociale del governo, dall’annuncio della modifica dell’articolo 18 in poi. Intervistatissimo da Repubblica (torna utile quando si tratta di trovare un imprenditore con il cognome doc pronto ad attaccare l'esecutivo), a Vicenza è stato il portabandiera della reazione della Confindustria "ufficiale" alle parole di Berlusconi. Ettore Artioli, presidente del comitato per il Mezzogiorno, è stato vicino alla Rete di Leoluca Orlando. Pasquale Pistorio, vicepresidente per l’Innovazione, nel 2001 sponsorizzò pubblicamente il candidato premier della sinistra, Francesco Rutelli, facendogli da "testimonial" durante una puntata di Porta a Porta. Così come tifa per la sinistra Emma Marcegaglia, dirottata sui rapporti tra impresa e territorio. Su posizioni filo-uliviste pure Marino Vago, vicepresidente con delega all’Organizzazione, da sempre ai ferri corti con il suo concittadino e ministro del Welfare, Roberto Maroni. Non è un mistero che batta a sinistra il cuore del petroliere Edoardo Garrone, editore del quotidiano dalemiano “Il Riformista”: guida il comitato tecnico per l’impatto del federalismo sulle imprese. Scarso feeling con Berlusconi è attribuito anche a Francesco Bellotti, delegato a seguire il credito per le Pmi. Mentre Marco Tronchetti Provera fu nominato vicepresidente per il Fisco dopo aver polemizzato con Giulio Tremonti sui tagli delle agevolazioni fiscali concesse alle imprese.
Assai più potente di un vicedirettore di Confindustria è Innocenzo Cipolletta, messo da Montezemolo alla presidenza del gruppo editoriale Il Sole-24 Ore. Dal 1990 al 2000 Cipolletta fu direttore generale di viale dell'Astronomia, ovvero braccio destro, nell'ordine, di Sergio Pininfarina, Luigi Abete e Giorgio Fossa. Fu in questi anni che, per inciso, dette il suo contributo ad una delle periodiche raccolte di fondi lanciate dal quotidiano comunista "il Manifesto". Appena arrivato alla guida del gruppo editoriale ha sostituito il direttore del quotidiano, Guido Gentili, con Ferruccio De Bortoli, mentre nell'ottobre scorso ha insediato Giancarlo Santalmassi alla guida di Radio 24. Inutile aggiungere che De Bortoli (il quale comunque sta evitando che il Sole prenda la china imboccata dal Corriere della Sera di Paolo Mieli) e Santalmassi sono nella zona alta della classifica dei giornalisti che Berlusconi considera suoi nemici.
A viale dell'Astronomia pende a sinistra pure il comitato scientifico, l'organismo che, secondo lo statuto, «elabora e controlla le linee, il contenuto e la metodologia dei piani di ricerca» del Centro Studi. In altre parole, è lo strumento che Confindustria usa per "agganciare" gli intellettuali che intende fare entrare nella propria orbita. Tra i componenti del comitato figurano il politologo Edmondo Berselli, direttore della rivista Il Mulino, editorialista di Repubblica e collaboratore dell’Espresso. Giuseppe Berta è invece uno storico dell’industria con la passione per la Fiat. Nel 2001 fu chiamato dal sindaco di Torino, il ds Sergio Chiamparino, a far parte del think tank che ha affiancato la sua giunta. Anche lui scrive per le edizioni del Mulino. Mario Deaglio, economista all’università di Torino, molto vicino alla Fiat, è editorialista della Stampa. È ascrivibile all’area della sinistra riformista. Cui appartiene pure il politologo Ilvo Diamanti, altro editorialista di Repubblica. Elsa Fornero, che di Deaglio è la moglie, insegna economia a Torino. Dieci anni fa fu eletta consigliere comunale in una lista di centrosinistra che sosteneva il sindaco Valentino Castellani. Rainer Masera, ex presidente della banca torinese San Paolo Imi, fu ministro del Bilancio nel governo di centrosinistra di Lamberto Dini. Michele Tiraboschi, allievo di Marco Biagi, è l’unico “bipartisan”. Al pari del suo maestro scomparso, è consulente dell’attuale ministro del Welfare. Anche lui, comunque, viene dalle fila della sinistra riformista. Decisamente più “organico” l’economista Michele Salvati, già deputato del Pds e oggi vicino ai liberal ds. Maria Weber, esperta di economia cinese, insegna alla Bocconi e scrive sulla rivista Lavoce.info, palestra degli economisti vicini a Carlo De Benedetti. Dalemiano di ferro è invece Rodolfo Zich, per anni rettore del Politecnico di Torino, che ha anche fatto parte del comitato di presidenza di Futura, il pensatoio creato da Massimo D’Alema nel 2000. Del comitato scientifico di Confindustria, prima di diventare giudice costituzionale, è stato membro pure Sabino Cassese, ministro per la Funzione Pubblica nel governo di centrosinistra retto da Carlo Azeglio Ciampi. Anche lui fa parte del giro del Mulino.

Letture complementari consigliate:
"Allineati e coperti", su Phastidio
"La nota del comitato di presidenza di Confindustria fatta a pezzi", su Mariosechi.net

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