sabato, novembre 25, 2006

Se Fidel Castro si converte...

Ne avevamo accennato qui. Ora sul sito di Antonio Socci è arrivato il suo splendido articolo sul dittatore morente:
«Fidel Castro in ospedale sente avvicinarsi la morte e ha paura. Del giudizio di Dio. Lo ha spiegato, in un’intervista al Corriere della sera uscita ieri, sua figlia Alina che nel 1993 è fuggita dall’isola dove suo padre ha schiavizzato un intero popolo. Due flash bastano a capire la sua storia: “papà non c’era mai. Lo vedevo parlare alla tv nove ore al giorno”, “ricordo che all’età di tre anni i cartoni animati di Topolino furono rimpiazzati in televisione dalle esecuzioni ordinate da mio padre. Fu per me un trauma”.

Il tiranno comunista, a 80 anni, in condizioni pessime ora è in crisi, divorato dai morsi della coscienza. Ripensa a tutti i suoi crimini, al fiume di poveracci che ha fatto straziare, al mare di lacrime che ha fatto piangere, alla voce delle sue vittime indifese. Per decenni è riuscito a impedire che quella voce fosse udita fuori, ma da bamino ebbe un’educazione cattolica e ora, vecchio e carico di crimini, si è ricordato che la voce piangente delle vittime, sebbene rinchiusa nel carcere più buio, perfino la voce più flebile, arriva sempre al trono dell’Onnipotente, giusto Giudice. Arriva sempre. E non resta mai inascoltata. E Dio, come dice Maria nel Magnificat, è colui che “disperde i superbi”, che “rovescia i potenti dai troni” e che “innalza gli umili”. E’ colui che – secondo le parole di Gesù – giudicherà per l’eternità i malvagi: “Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno…” (Mt 25, 41).

Devono essere di questo tipo i pensieri neri che si affollano nella mente del vecchio despota comunista».
Il resto qui, sul sito di Socci.

Solita piccola selezione cubana da questo blog:
"Il male di Fidel Castro è incurabile. Non arriverà al 2007"
La Leni Riefenstahl di Guevara e Castro
Andy Garcia contro Castro e Guevara (c'è una Hollywood che pensa)
Il libro nero del comunismo cubano (ovvero il conto del macellaio)

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