sabato, novembre 25, 2006

Il grande imbroglio dei brogli elettorali

Si vola bassissimo, in maniera molto goffa, su questa storia dei brogli elettorali.

Tanto per capirsi. Prima leggere l'intervista, apparsa oggi sul Corriere, agli anonimi autori del libro "Broglio - Romanzo simultaneo", cui si è ispirato Enrico Deaglio (che con questo si era giocato un bel po' di lettori a sinistra, che magari con questa nuova mossa antiberlusconiana recupererà) per la realizzazione del suo discusso dvd.

Quindi leggere il seguente comunicato stampa di Maurizio Turco, appena arrivato nella mia casella di posta elettronica come in quelle di qualche altro centinaio di giornalisti.
Dichiarazione di Maurizio Turco, deputato radicale, capogruppo della Rosa nel Pugno nella Giunta delle elezioni:

«Oggi sul Corriere della Sera gli autori de "Il broglio", alla ricerca della prova regina, forniscono un indizio di quello che sarebbe accaduto durante la notte in cui sarebbe scattato l'ordine: "uccidete la democrazia".

L'indizio è eloquente: in un paese della Puglia, a San Nicola Garganico, governato dal centrodestra, le schede bianche sono zero e gli autori del libro hanno trovato una signora che afferma di aver votato scheda bianca.

Eloquente lo è di sicuro ma come indizio difetta non poco:
- in Italia non esiste alcun "Comune di San Nicola Garganico";
- in Puglia non esiste un Comune in cui le schede bianche siano pari a zero.

Se questo è l'indizio più che indagare sui brogli di ieri bisognerebbe farlo sugli imbrogli di oggi».
Detto ciò, se proprio se ne ravvisa l'esigenza, ben venga un'accurata riconta delle schede. Tutte. E se dovesse saltare fuori che i brogli sono stati commessi a sinistra, tutti a casa: i parlamentari, Romano Prodi e i suoi ministri, nonché il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che da questo parlamento è stato eletto. In alternativa, se a sinistra non ritengono percorribile un simile percorso, c'è sempre l'ipotesi del ritorno immediato alle urne. Una buona metà del Paese ne sarebbe lieta. Altrimenti, visto che da una parte come dall'altra non vi è alcuna prova su qualunque tipo di brogli, si fa più bella figura a stare zitti.

La verità è che non succederà nulla. A questo ennesimo polpettone cospirativista a sinistra non crede nessuno. Serve solo a spostare l'ombra del sospetto dai loro scrutatori e presidenti di seggio a Giuseppe Pisanu, a togliere un po' di attenzione mediatica dalla Finanziaria che ha creato più malcontento nella storia d'Italia e a ricompattare lettori, politici ed elettori di sinistra attorno all'unica cosa su cui si trovano tutti d'accordo: la natura demoniaca di Silvio Berlusconi. E' triste che, persino oggi che stanno al governo, non trovino altro cui aggrapparsi.

Da leggere: Deaglio, il film e i controlli dei risultati elettorali, di Peppino Calderisi e Marco Taradash

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