domenica, novembre 12, 2006

Il paraocchi di GMMC

di Fausto Carioti

È una questione di paraocchi ideologico. Quello di Giulia Maria Mozzoni Crespi (da qui in avanti, per brevità e senza alcuna ironia, GMMC), presidente del Fondo ambiente italiano, è di notevole spessore. Altrimenti, due anni fa non avrebbe detto che «dopo la bomba atomica uno dei pericoli più drammatici per l’umanità potranno essere i semi transgenici». Paladina dell’agricoltura biodinamica, editrice del Corriere della Sera più a sinistra che si ricordi, abituata ai primi posti della hit parade dei contribuenti italiani, GMMC ieri era su tutti i giornali per aver denunciato che una parte dell’8 per mille versato dai contribuenti è finito, invece che nella gestione dei beni culturali italiani (e quindi anche nella disponibilità del Fai), nel finanziamento della missione in Iraq. Da qui lo scandalo, che chiama in causa l’immancabile governo Berlusconi.

Un paio di precisazioni. La prima è giornalistica. Anche se a sinistra, per ovvie ragioni, hanno reagito con stupore indignato, GMMC non ha svelato alcunché. “La Stampa” del 24 agosto 2005, titolo di pagina 13: «L’8 per mille finanzia la missione in Iraq». E si potrebbero citare altri articoli. La seconda precisazione riguarda la legge che regola l’8 per mille: lo Stato può spendere la “sua” parte «per interventi straordinari per fame nel mondo, calamità naturali, assistenza ai rifugiati, conservazione di beni culturali». Non è scritto, quindi, che quei soldi di cui GMMC sente tanto la mancanza debbano finire dalle parti del Fai. Né che debbano restare in Italia. Piaccia o meno, la missione Antica Babilonia vede il contingente italiano impegnato anche, e in prima fila, nella difesa del patrimonio culturale iracheno e in numerose attività umanitarie.

Dopo aver assicurato GMMC che i soldi dell’8 per mille sono stati usati solo per questi scopi, e non per comprare le pallottole dei nostri soldati, resta la domanda: al salotto di GMMC importa qualcosa degli iracheni e del loro patrimonio? Oppure, il fatto di essere stati liberati dall’esercito americano grazie a una guerra che GMMC non voleva, li rende automaticamente indegni della nostra attenzione? La risposta dipende dallo spessore del paraocchi.

© Libero. Pubblicato il 12 novembre 2006.

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