giovedì, gennaio 19, 2006

Facili entusiasmi e ideologie alla moda

Di solito le querelle tra bloggers riescono ad essere persino più sfigate e petulanti di quelle tra giornalisti. Una, però, l'ho trovata interessante. Intanto perché coinvolge uno dei più noti bloggers italiani. E poi perché è l'argomento ad essere interessante, e cioè le differenze tra destra e sinistra alle prese con il mouse: capacità di tollerare le obiezioni, di aggregarsi, di coniugare individualismo e coesistenza con il prossimo. Insomma, il mio amico Andrea Mancia, anche lui giornalista e blogger, si è trovato alle prese con un "collega" che ha scritto un post intitolato "Bloggare è di sinistra". Un tripudio di luoghi comuni, iniziando dal fatto che la comunità internettiana della destra italiana sarebbe «rissosa e ormai involuta», fatta di «piccoli élitismi con oligarchie che escludono l’attenzione verso i nuovi arrivati o verso i blogger comunicativamente più deboli». A lui risponde benissimo Andrea e - a parer mio - gli dedica sin troppe parole. Vista la profondità dell'analisi, bastava spedirgli un link e chiedergli di studiare l'argomento, prima di mettere mano alla tastiera.
Questa discussione, però, mi fa da pretesto per discutere di un altro articolo, appena più approfondito di quello massacrato da Andrea, apparso sul Jerusalem Post poche settimane fa. Articolo in cui, prendendo spunto dalla nomina del giudice conservatore Samuel Alito alla Corte suprema degli Stati Uniti, si sostiene esattamente - mutatis mutandis - la tesi opposta: i conservatori sono assai più tolleranti e pronti al confronto dei liberal. Abituati come sono a trovarsi in un confronto perenne con intellettuali presuntuosi che pretendono di essere nella ragione solo perché si muovono in ambienti in cui tutti la pensano come loro, i conservatori, per esigenza darwiniana, sono costretti a sviluppare capacità argomentative e a dotarsi di fonti superiori a quelle dei liberal, i quali, nove volte su dieci, usano frasi come «zitto tu, sei un idiota» come massima profondità di argomentazione. (Sostituite "idiota" con "fascista", accusa che gli imbecilli rivolgono anche ai liberali, e avrete il quadro italiano).

Because of their minority status it is far more difficult for conservative students to entertain the illusion that all smart people think like them. They are exposed to many obviously bright young men and women whose opinions on almost every issue vary radically from their own. (...)
Being forced to recognize that there are different points of view helps make bright young conservatives such good debaters. They learn early on the limited persuasiveness of shouting at someone with whom they disagree, "You're an idiot." Of necessity they have to develop the ability to cast their arguments in ways that appeal to those starting from very different premises. (...)
LIBERALS CAN be wonderful people, and boon companions, but they often have a hard time dealing with people of opposing views - especially when they cannot dismiss them out of hand as idiots. Too often they have spent their entire adult lives surrounded almost entirely by those who think just like them, and it comes naturally to dismiss those of other views as intellectually or morally challenged.

Istruzioni per l'uso. Ovviamente, l'articolo del Jerusalem Post va letto anche con la dovuta ironia. Proprio l'ironia, non a caso, è la prima qualità che è mancata nel post fatto a pezzi da Andrea.

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