giovedì, febbraio 15, 2007

I nani e le ballerine sono loro

Avevano la faccia di prendersela con le magliette di Roberto Calderoli. Dicevano che il governo Berlusconi era una barzelletta. Tempo pochi mesi, ci hanno pensato loro stessi a rivalutare l'esecutivo della Cdl. Sabato 17 febbraio, a Vicenza, si vivrà il momento più basso di quello che è già destinato a passare alla storia come un governo da avanspettacolo. Romano Prodi ha ottenuto che alla manifestazione contro il raddoppio della base Nato non sfilino ministri e sottosegretari. Complimenti, gran bella vittoria politica. Resta da risolvere qualche dettagliuccio. Tipo i leader di partito: Oliviero Diliberto e Franco Giordano, segretari dei due partiti più vicini a Prodi, decisivi in Parlamento per la tenuta del governo Prodi, sfileranno in piazza contro una decisione presa dal governo Prodi. Domanda: conta più un sottosegretario o un leader di partito? Accanto a loro, ci saranno numerosi parlamentari dei Comunisti Italiani, di Rifondazione Comunista, dei Verdi e della sinistra Ds, che hanno aderito alla manifestazione. Tutt'intorno (ma a questo punto è il meno) qualche decina di migliaia di elettori del governo Prodi incazzati con i loro eletti.

Intanto basta che George W. Bush ricordi quello che tutti sanno, e cioè che l'Italia ha inviato aerei in Afghanistan per usarli nelle operazioni militari contro il terrorismo, per far dire al comunista Marco Rizzo (e non solo a lui) che queste dichiarazioni «o sono immediatamente smentite dal governo o significano che Palazzo Chigi non ha detto la verità. Il che sarebbe gravissimo». Già, perché il governo Prodi chiede al Parlamento di rifinanziare le missioni militari all'estero, ma non ha le palle per dire che i nostri soldati sono lì per sparare. (Il che, detto tra noi, dovrebbe anche essere abbastanza intuitivo: se così non fosse, invece dei soldati e dei piloti militari avremmo mandato le crocerossine. Ma non ditelo a quei pacifisti che ancora non ci sono arrivati).

Senatori che umiliano un loro ministro al punto da rifiutarsi di approvare il suo operato. Leader di partito e parlamentari che scendono in piazza contro la politica estera del loro governo. Ministri che spediscono i soldati all'estero, ma che si vergognano di ammettere che quei soldati vanno lì per combattere. Cose che si vedono solo in Italia, perché nessun altro Paese ha al governo una simile coalizione di pagliacci.

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