mercoledì, maggio 10, 2006

E meno male che dovevano festeggiare

E' il giorno dell'elezione del primo ex comunista alla presidenza della repubblica. Come l'ha presa il presidente dei Ds, Massimo D'Alema, sino a pochissimi giorni fa in pole position per il Quirinale? Con tiepida soddisfazione per il successo di Giorgio Napolitano. Con la prevedibile perplessità per come il segretario del suo partito, Piero Fassino (non) ha condotto l'intera partita. Con una feroce incazzatura, diciamo, per l'atteggiamento degli alleati (Prodi e Rutelli su tutti), che lo hanno scaricato di peso. Quello che segue è il lancio dell'agenzia Apcom, recuperato da Tiscali.notizie, in cui si dà conto di ciò che scrive oggi la Velina Rossa, il foglio dei dalemiani a uso e consumo dei cronisti parlamentari. La cartina tornasole dei pensieri di D'Alema e dei dalemiani, insomma. Utile per capire cosa succederà nelle prossime settimane. Il testo integrale del lancio si trova qui. Nel testo qui riportato, l'unica aggiunta riguarda l'evidenziazione in bold di alcune parole.
QUIRINALE/ VELINA ROSSA: PRODI E RUTELLI SCORRETTI VERSO D'ALEMA
Roma, 10 mag. (Apcom) - «Un affettuoso saluto da "compagno a compagno" a Giorgio Napolitano» anche se «non siamo propensi, nell'esaltare la figura morale e politica di Napolitano, a dimenticare i grandi trascorsi insieme a noi nel vecchio Pci guidato da Palmiro Togliatti». Fa gli auguri a denti stretti la 'Velina Rossa', il foglio di Pasquale Laurito, che riprende oggi le pubblicazioni dopo giorni di silenzio legati alla candidatura del presidente dei Ds, Massimo D'Alema, al Quirinale. E non risparmia le critiche a Romano Prodi e Francesco Rutelli per«l'ipocrisia» e la «scorrettezza» con cui hanno condotto la partita per il Colle, e al segretario della Quercia, Piero Fassino, sulla gestione del partito: «E' giunto il momento di tagliare l'erba nel giardino del vicino - è la "raccomandazione" - di fronte alle minacce di distruggere la Quercia».
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Ancora. Invitando «i nostri lettori a non attribuire sempre a D'Alema ciò che scriviamo perché noi seguiamo ogni giorno da sessant'anni tutto ciò che avviene nel Palazzo», la Velina Rossa fa sapere che dopo il silenzio ha il «dovere» di «raccontare per filo e per segno gli avvenimenti». Laurito sottolinea «il grave errore» di costruire «celermente» il gruppo unitario dell'Ulivo. «Si doveva procedere a passi più lenti, formando prima una federazione». La Velina Rossa quindi punta il dito contro Rutelli e i «soci della Margherita» dai quali sono arrivate le prime «riserve» verso la candidatura di D'Alema al Colle: «Costoro ancora oggi pur elogiandolo per la rinuncia, sbraitavano per la loro vittoria. Quanta ipocrisia». Infine, l'ultima stoccata: «Come mai si racconta della reazione dell'onorevole Prodi di fronte alla proposta di Mastella, nel colloquio del 27 aprile, che proponeva al prossimo presidente del Consiglio la candidatura di D'Alema al Quirinale, comunicando la certezza che Ciampi non voleva più essere rieletto? Secondo nostre fonti la risposta di Prodi fu questa: sei sicuro che D'Alema possa avere i voti? E subito aggiunse: occorre trovare un altro candidato». © Apcom

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