lunedì, ottobre 24, 2005

Meglio Santoro vs Ferrara che Floris vs Isola dei Famosi

Qui si sottoscrive in tutto e per tutto quanto detto da Antonio Socci al Corriere della Sera di domenica 23 ottobre: «Ben venga Santoro. Una tv di contenuti che fa pensare e costringe gli altri, che magari non condividono le sue idee, a tirar fuori le proprie e confrontarle». Insomma, qui si spera che Michele Santoro torni in video non per ragioni di pluralismo e par condicio (argomenti magari degnissimi, ma che qui non tratto e che in campagna elettorale, come siamo adesso, servono soprattutto a nascondere ragionamenti ipocriti). Qui si spera che Santoro torni in video per bieche ragioni di parte, dove la "parte" sono le idee liberali e liberiste, non certo gli uomini che dovrebbero rappresentarle. Ragioni motivate dalla fiducia nel darwinismo delle ideologie.
Senza altri animali feroci a contenderle il territorio, la Cdl in Rai ha fatto la fine di certi gattoni castrati da tempo, privi di testosterone e di istinto, che vagano pigri per i condomini, con passo lento, alla ricerca di qualche scatoletta di cibo confezionato. Siccome qui i felini piacciono assai, ma al naturale, aggressivi e agili, affamati di carne vera, questa Cdl ci fa un po' pena. Vorremmo che tornasse ad avere una certa sana aggressività ideologica, e perché ciò avvenga deve esserci costretta. Urge aspra concorrenza.
Obiezione possibile: «Ma la concorrenza c'è già: la sinistra ha Giovanni Floris su Rai Tre». Replica: con tutto il rispetto per Floris, che è molto bravo e sa stare davanti alla telecamera come pochi, occorre prendere atto che dal punto di vista dei contenuti non rappresenta una sfida da far tremare i polsi alla Cdl. Diciamo, piuttosto, che dall'altra parte c'è il vuoto. Se la stessa imbolsita maggioranza, in un momento politicamente cruciale come questo, non ha saputo mettergli contro alcun programma giornalistico all'altezza, se a Ballarò la Rai del centrodestra risponde con le emorroidi di Enzo Paolo Turchi, vuol dire che come sfida ci vuole di più e di meglio.
Insomma, se il ritorno di Santoro è il prezzo da pagare per costringere la Cdl a chiamare Giuliano Ferrara, o chi per lui, a condurre in prima serata su Rai Uno o Rai Due un sano programma politicamente orientato, ricco di contenuti e di idee forti e con un budget all'altezza, questo prezzo lo pago volentieri. Come trasmissioni politiche di punta, meglio Santoro e Ferrara che Floris e L'Isola dei Famosi.

Post scriptum. Detto questo, è ovvio che il problema della Rai, che altro non è che il problema dell'uso politico e clientelare che viene fatto dei soldi pubblici del canone, non sarà risolto sin quando l'azienda non sarà privatizzata. Interamente.

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