venerdì, ottobre 14, 2005

Le trame di Pinter: "Reagan malvagio, Bush come Hitler, Milosevic non si tocca"

Uno spin-off del post di ieri.

di Fausto Carioti
Indiscusso il valore del drammaturgo britannico Harold Pinter, ma indiscussa anche la sua militanza politica degli ultimi anni: schieratissimo contro gli Stati Uniti, che è giunto a paragonare alla Germania di Hitler, e schieratissimo contro il primo ministro Tony Blair, del quale Pinter ha chiesto l’impeachment nel novembre del 2004. Ovviamente, chi gli ha assegnato il premio ha tenuto anche conto della militanza politica dello scrittore. Nella sua biografia pubblicata ieri dall’Accademia svedese si legge infatti che «dal 1973 Pinter si è fatto una reputazione di combattente per i diritti umani, oltre che per la sua scrittura. Ha spesso adottato posizioni ritenute “controverse”».
“Posizioni controverse”, nel linguaggio politicamente corretto dei membri del comitato per il Nobel, vuol dire, ad esempio, che nel febbraio del 1998 Pinter ha definito Bill Clinton, che si preparava a intervenire in Serbia e Kosovo per fermare i massacri di Slobodan Milosevic, l’erede della «tradizione malvagia di Ronald Reagan e George Bush». Una delle sue uscite politicamente più infelici porta la data del 10 settembre del 2001, vigilia dell’attentato terroristico al World Trade Center: «Gli Usa sono un autentico Stato farabutto, con un potere economico e militare di dimensioni colossali, sono il potere più pericoloso che il mondo abbia mai conosciuto». Nel giugno del 2003 dirà che «c’è un solo paragone per gli Stati Uniti: la Germania nazista».
Il Nobel di Pinter, insomma, è in piena continuità con una tradizione che vede regolarmente premiati dall’Accademia svedese e dal Comitato norvegese per il Nobel gli avversari politici degli Stati Uniti. Tra i quali, per citare solo i più recenti, Dario Fo (Nobel per la Letteratura nel 1997), il tedesco Günter Grass (Letteratura, 1999) e i Nobel per la Pace Rigoberta Menchù (1992) e Kofi Annan (2001), sino all’egiziano Mohamed el Baradei, direttore generale dell’Aiea, l’agenzia Onu per il nucleare, insignito del Nobel per la Pace la scorsa settimana. Due nel giro di una settimana, però, è un record.

© Libero. Pubblicato il 14 ottobre 2005 col titolo "Di nuovo premiato l'impegno antiamericano".