martedì, marzo 27, 2007

Europa e islam: integrazione vs multiculturalismo

Quarta puntata dello splendido viaggio di Samir Khalil Samir nei rapporti tra Europa e islam. Argomento, stavolta, l'integrazione mancata, ma necessaria, degli immigrati islamici. Per capirsi:
Il compito dei politici dovrebbe essere quello di aiutare l’integrazione, trovare lavoro per loro, garantire abitazioni dignitose e prezzi a buon mercato, e tutto ciò a condizione che essi vogliano adottare il modo di vivere italiano. E infatti, se un giovane si sente inutile, sfiduciato, non valorizzato, senza lavoro, allora la fuga verso la religione diviene inevitabile e comincia una lettura politica della religione in opposizione a ciò che gli procura dolore, ossia la situazione sociale in cui si trova. Accettare che l’identità tua è la cultura del paese dove stai (e non la religione), necessita un’educazione e anche pensare come farla. D’ora in poi, perciò la parola giusta non è multiculturalismo, ma integrazione.

È quanto hanno scoperto in Danimarca Karen Jespersen e Ralf Pittelkow, autori di un libro, divenuto subito un best seller. I due autori sono stati membri eminenti del partito Social-democratico : la Jespersen era ministro degli Interni e Pittelkow consigliere del Primo ministro, prima della caduta della sinistra nel 2001.

I due erano entrambi sostenitori del multiculturalismo, del rispetto delle culture, dell’accoglienza. Dopo l’affare delle vignette su Maometto, hanno riveduto la loro posizione e hanno scritto un libro che si chiama “Islamister og Naivister” (in danese) che si può tradurre “Islamismo e ingenuismo”.

Gli autori mettono in luce una minaccia: i fondamentalisti stanno guadagnando sempre più terreno fra i giovani del continente europeo. Essi cercano di interferire nella vita della gente, anche quelli integrati, per indicare una serie di comportamenti: come vestire, cosa mangiare, come far fronte a certi problemi, ecc. in modo da distinguersi dagli altri. Essi minacciano che se non si fa così, si rischia di scomparire come sale nell’acqua.

Per questa crescita dell’Islam radicale gli autori accusano l’occidente di aver esaltato questa posizione di “ghetto culturale”, con la scusa o l’idea del multiculturalismo. “Sia la Danimarca sia il resto dell’Europa devono mirare ad integrare i musulmani già presenti nelle loro comunità”, dice Pittelkow. “L’islamismo è una ideologia totalitaria, mortalmente pericolosa... Se una donna non indossa il velo islamico, gli islamisti sono pronti a esercitare forti pressioni e usare la minaccia della violenza pur di fare in modo che lo indossi. Questo atteggiamento, volto ad applicare i principi islamici ad ogni costo, è autoritario quanto il Comunismo”.

Il libro ha avuto un’immediata influenza sui danesi. Un candidato alle elezioni, Fogh Rasmussen, ha fatto ad esempio questa proposta ai musulmani: “Siete benvenuti se venite e vi integrate e date il vostro contributo alla nostra società. Ma non siete i benvenuti se venite solo per sfruttare la situazione e ricevere gli aiuti di assistenza”. Se gli emigrati partecipano alla società e allo sviluppo del Paese, allora saranno trattati come cittadini con gli stessi diritti dei danesi. Altrimenti… La proposta è stata applaudita da tutti. Ormai il discorso che si fa è: non possiamo accettare persone che vengono qui solo perché la vita è garantita, ci sono gli aiuti alla disoccupazione, alla sanità, ecc. Dobbiamo mettere delle condizioni per l’integrazione.

Il libro è tutto un atto di accusa (come dice il sottotitolo) ed è utile per comprendere i meccanismi dell’integrazione da Paesi che hanno esperienze da maggior tempo. E sarebbe bene che l’Italia, alla seconda generazione di immigrati islamici, ne ricavasse un aiuto. Il deputato Naser Khader, di origine siriana, capogruppo dei musulmani democratici, dice che il libro ha il merito di porre le domande giuste. “La minaccia islamista esiste e sarebbe ridicolo minimizzarla”.

Il resto del suo articolo si può leggere qui.

Le altre puntate dell'inchiesta pubblicata da padre Samir su Asia News sono state dedicate ai rapporti tra islam e donne, islam e omosessuali e islam e costituzioni europee.

Su questo stesso blog, tra i tanti post raccolti nel dossier islam, segnalo come più attinenti al tema:

La cittadinanza serve all'integrazione? Il caso degli islamici inglesi

La cittadinanza agli immigrati e l'esempio americano

Integrazione islamica modello svedese

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