giovedì, marzo 15, 2007

Negazionismo ambientalista

C'è un nuovo reato. Si chiama negazionismo ambientalista. Ne sono colpevoli gli scienziati che osano mettere in discussione i fondamenti "scientifici" (sulla cui scientificità si potrebbe discutere a lungo) del protocollo di Kyoto. Nel migliore dei casi ti levano i fondi per la ricerca, che per uno scienziato sono l'equivalente dell'ossigeno. Nel peggiore, rischi di trovare un imbecille sotto casa che ti ammazza.

La storia la racconta nei dettagli il Daily Telegraph (hat tip: la mia amica Giulia e Cox & Forkum).
Timothy Ball, un ex professore di climatologia all'università di Winnipeg in Canada, ha ricevuto cinque minacce di morte via email da quando ha reso note le sue perplessità sul grado in cui l'uomo starebbe contribuendo al cambiamento climatico. Una delle email lo avvertiva che, se avesse continuato a parlare, non avrebbe vissuto abbastanza da assistere al continuo surriscaldamento del pianeta.

«I governi occidentali hanno pompato miliardi di dollari in carriere e centri di ricerca e questi si sentono minacciati», ha detto il professore. «Posso tollerare di essere chiamato scettico, perché tutti gli scienziati dovrebbero essere scettici, ma adesso hanno iniziato a chiamarci negazionisti, come se stessimo parlando dell'Olocausto». (...)

La scorsa settimana, il professor Ball era apparso in "The Great Global Warming Swindle", un documentario di Channel 4 nel quale numerosi scienziati sostenevano che la teoria del riscaldamento globale causata dall'uomo è ormai diventata una "religione", al punto da costringere le spiegazioni alternative ad essere obbligatoriamente ignorate.

Richard Lindzen, professore di Scienza Atmosferica al Massachusetts Institute of Technology - apparso anche lui nel documentario - ha dichiarato di recente: «Gli scienziati che dissentono dalla linea allarmista hanno visto i loro fondi sparire, i loro lavori derisi e loro stessi etichettati come tirapiedi delle industrie. «Il risultato è che le bugie sul cambiamento climatico guadagnano credibilità anche quando sono uno schiaffo alla scienza».
Post scriptum. Per gli interessati all'aspetto epistemologico del problema: il confronto in atto nel mondo scientifico sulla verosimiglianza della teoria dell'origine antropica del riscaldamento globale (e scusate i paroloni), cioè della teoria che imputa all'uomo il riscaldamento del pianeta, è anche, oltre che una lotta per i finanziamenti governativi, l'ennesimo atto dello scontro tra falsificazionisti e verificazionisti. Cioè tra chi pensa che le teorie vadano messe alla prova cercando di falsificarle (e gli assunti teorici alla base del protocollo di Kyoto fanno acqua da tutte le parti) e chi invece si danna l'anima per difenderle dalle confutazioni, anche dalle più evidenti. I veri scienziati, come ci ha spiegato Karl Raimund Popper, in questo e negli altri dibattiti sono i falsificazionisti.

Post scriptum 2. Se poi vi piace credere che quei cuori teneri degli ambientalisti non avrebbero mai il coraggio di ammazzare chicchessia, chiedete a Pim Fortuyn cosa ne pensa.

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