giovedì, maggio 17, 2007

Piccole stroncature nella Cdl

A volte finiscono sul Web cose che probabilmente non avrebbero dovuto andarci. Qui, sul sito dei senatori di Forza Italia, si può accedere al Quaderno, che nella sua versione completa è una sorta di giornale quotidiano a uso e consumo dei vertici di Forza Italia. Quella che viene messa sul web è - ovviamente - una versione "light", priva di tutte quelle cose che è meglio non vengano lette da chiunque.

Bene. Anzi, no: male (per loro). Perché nel numero del 16 maggio si trova un'articolo di quelli che di solito non appaiono. E' una pagella delle performance compiute dai presenti alla trasmissione Ballarò andata in onda la sera precedente. Chi ne esce peggio sono Maurizio Gasparri, di Alleanza Nazionale, e Michela Brambilla. Cioè un alleato, per di più assai vicino al Cavaliere, e la presidente dei Circoli della Libertà, delfina di Berlusconi. Il che la dice lunga. Leggere per credere. Copio e incollo il contenuto integrale dell'articolo. L'unica aggiunta è il grassetto.

11. Ballarò su raccomandazioni
(Ore 21-23,30) Tema: le raccomandazioni

Ospiti: Pier Luigi Bersani (Ministro per lo sviluppo economico, Ds), Renato Soru (Presidente Regione Sardegna, area Ds), Anna Maria Artoni (presidente Confindustria Emilia Romagna), Luigi Angeletti (Uil), Maurizio Gasparri (An), Michela Brambilla (presidente Circoli della Libertà); in collegamento Enrico Romagna Manoia (direttore de Il Mondo).

Nelle intenzioni del conduttore si sarebbe dovuto rispondere a due domande: Che cosa serve per trovare lavoro in Italia? Il talento oppure la “spintarella”? E chi può riformare il sistema? Il centro-sinistra o il centro-destra?

Secondo Floris gli ospiti avrebbero dovuto discutere di quanto sia fondata la convinzione della maggioranza degli italiani secondo la quale, nella ricerca di un’occupazione, il merito non conta nulla, ma bisogna essere ricchi, conoscere qualcuno nei partiti, un giudice, un giornalista o un amministratore pubblico.

Pier Luigi Bersani: privo della consueta grinta, è apparso più preoccupato a presentarsi come un uomo pragmatico e con una visione del futuro (magari con un retropensiero alla leadership del partito democratico) che come il protagonista del cambiamento; forse intimidito dalla legnata elettorale in Sicilia, è stato timido e incerto. Ciò nonostante né Gasparri, né tanto meno Brambilla sono riusciti a metterlo in difficoltà.

Renato Soru: arrogante come D’Alema, ieratico come Pannella, modaiolo come Giletti, il presidente della Regione Sardegna ha dato una prova di antipatia televisiva tra le più riuscite. Insopportabile il suo costante tentativo di attaccare Berlusconi senza nominarlo. Peccato che ad agevolargli il compito ci si sia messa la Brambilla che ha abboccato a tutti le esche e si è prodotta in una polemica inutile e perdente.

Anna Maria Artoni: regina del banale, qualche sermoncino montezemoliano in tono minore, presenza decorativa e non delle migliori.

Luigi Angeletti: incolore e sindacale. Senza voto.

Maurizio Gasparri: qualche guizzo ironico all’inizio, per poi declinare in una esibizione da classico politico che improvvisa su tutto senza avere dati e conoscenze precise sul tema; poco incisivo come oppositore, qualche sforzo di simpatia.

Michela Brambilla: è riuscita a evitare le polemiche su Forza Italia e i Circoli, ma non ha saputo spiegare lo scopo dell’organizzazione che presiede, dando l’impressione che si stia occupando esclusivamente della sua carriera politica. Nella contesa con Bersani ha cercato di difendere i risultati del governo Berlusconi, ma lo ha fatto in modo scarsamente convincente e con una certa svogliatezza. Si è intestardita nella polemica con Soru uscendone con le ossa rotte. Troppo polemica quando non serviva, poco incisiva di fonte alle banalità “politically correct” di Floris; non riuscito il tentativo di presentarsi portavoce della gente comune, mostrava un'eccessiva familiarità con il “palazzo” (come quando ha detto “l’amico Bersani”).

Enrico Romagna Manoia: scontato e poco incisivo.

Trasmissione inutilmente lunga e noiosa che non risulta positiva per noi.

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