venerdì, gennaio 05, 2007

"Breakdown Britain": ecco cosa succede in una società senza matrimoni

Si può dire, senza che nessuno si offenda, che il modello di famiglia tradizionale, quello con un padre, una madre e un figlio (o magari due o tre figli, tanto per non condannare la razza umana all'estinzione), con i due genitori regolarmente sposati (il dove, se in chiesa, comune, sinagoga o altro sono affari loro) è un modello assai più sano, e cioè meno pericoloso, per chi ne fa parte e per il resto della società, dei cosiddetti modelli "alternativi"? Si può dire che i piani di welfare con cui tante socialdemocrazie europee finanziano queste unioni alternative, privilegiandole rispetto al modello tradizionale di famiglia, assieme ai progetti di affirmative action che nelle diverse graduatorie pubbliche premiano i genitori single, finiscono per incoraggiare la disgregazione familiare, e che i primi pagarne il prezzo sono proprio i figli di queste unioni alternative? E' quello che emerge da un recente, monumentale studio statistico sulla popolazione inglese commissionato ad autori indipendenti dai Tories, il partito conservatore.

Dall'indagine, intitolata "Breakdown Britain" (qui il testo integrale, qui il sunto, qui il capitolo sulla famiglia), saltano fuori tante verità che il buon senso comune non fatica a comprendere, pur andando in direzione opposta al credo propagandato da grandissima parte dei media e dai modelli offerti dalla cultura pop occidentale, e cioè che le famiglie "diverse" non solo sono belle, ma sono anche migliori e di sicuro più "trendy" di quelle fondate sul matrimonio.

I dati del rapporto, allarmanti da qualunque punto di vista li si voglia guardare, dicono che:

I matrimoni garantiscono un ambiente di gran lunga più stabile sia per i genitori sia per i figli; la maggiore resistenza dei matrimoni rispetto alle convivenze è evidente soprattutto nei momenti di crisi o di stress, come quelli legati ai primi anni di vita dei figli.

La separazione delle coppie non sposate è la principale ragione della formazione di famiglie monoparentali nel Regno Unito. A parità di fascia di reddito, prima del terzo compleanno del figlio risulta essersi separato già il 32% delle coppie non sposate; alla stessa scadenza, tra le coppie legate da matrimonio, solo 6 famiglie su cento si sono separate.

Il basso indice di separazione delle coppie regolarmente sposate si spiega con una molteplicità di fattori, tra cui il maggiore impegno dei padri nell'educazione dei figli e una migliore comunicazione all'interno della famiglia.

Oggi in Inghilterra il 15% dei bambini nascono e crescono senza avere accanto uno dei due genitori, solitamente il padre. Il loro numero è in costante aumento.

I livelli di comportamento antisociale e di delinquenza sono più alti nei figli di famiglie separate che in quelli di famiglie non separate.

Il 70 per cento dei giovani identificati come responsabili di atti di violenza provengono da famiglie con un solo genitore.

Tra i diciassettenni che vivono senza un genitore è più altro il rischio di bere alcolici con cadenza almeno settimanale (di 1,3 volte) e di drogarsi (1,5 volte).

Su un campione di 2.447 adulti, quelli cresciuti con un solo genitore hanno avuto più fallimenti scolastici, più problemi di tossicodipendenza e di alcolismo, seri problemi di indebitamento e/o di disoccupazione e di dipendenza dall'assistenza pubblica.

I contribuenti britannici pagano ogni anno oltre 20 miliardi di sterline, pari a 30 miliardi di euro, per coprire i costi economici causati dalla disgregazione familiare.

Le politiche fiscali sono corresponsabili della situazione: genitori appartenenti a categorie a basso reddito rischiano di essere fortemente penalizzati se risultano uniti da un legame ufficiale. In altre parole, volendo agevolare le famiglie composte da un solo genitore, il fisco inglese ha finito per rendere economicamente sconveniente il matrimonio, incoraggiando così la creazione di legami alternativi. Ma il crollo dei matrimoni, come visto, nel medio periodo ha causato alti costi, sociali ed economici.

Sarebbe interessante vedere i risultati di uno studio analogo condotto sulla popolazione italiana. Se solo in questo Paese ci fosse un partito conservatore.

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