lunedì, ottobre 02, 2006

Spiritosi come comunisti

Dopo anni passati a gettare valanghe di letame (in senso figurato e in senso reale) su Silvio Berlusconi in nome dell'inviolabile diritto alla critica, alla satira e alla libertà d'espressione (tutti principi che qui sottoscriviamo a occhi chiusi), la sinistra italiana è arrivata a palazzo Chigi. E, alla prima occasione, è riuscita a trasformarsi, con grande sprezzo del ridicolo, da allegra eresia in tragicomico regime.

Tra quei servizi necessari a rendere la politica un po' meno noiosa e ridare ossigeno al telespettatore dopo averlo sommerso con grafici e tabelle sulle nuove aliquote Irpef e altre amenità del genere, il direttore del Tg2, Mauro Mazza, ha scelto di mandare in onda il famoso rap di Prodi bofonchiante durante l'audizione alla Camera sull'affaire Telecom-Rovati.

Questa la reazione di chi, sino a ieri, invocava la Costituzione e la Carta dei diritti dell'uomo per difendere il diritto di Roberto Benigni, Antonio Cornacchione, Paolo Rossi e degli altri comici (diritto che anche qui non si ha problema a difendere) ad irrompere nelle tramissioni di informazione, in prima serata, per prendere a calci il presidente del Consiglio davanti a qualche milione di telespettatori:

TELECOM/ UNIONE: CDA RAI VERIFICHI SE RAP SU PRODI E' VILIPENDIO
"Gravissimo che Tg2 abbia dato spazio a video del genere"
02-10-2006 14:51

Roma, 2 ott. (Apcom) - "Verificare se ci sono gli estremi per vilipendio alle istituzioni". E' questa la richiesta che avanzano i parlamentari Giorgio Merlo della Margherita, vicepresidente della Commissione di Vigilanza, Gennaro Migliore, capogruppo di Rifondazione comunista alla Camera, Loredana De Petris dei Verdi, segretario della Presidenza del Senato ed Esterino Montino, componente dei Ds in Commissione di Vigilanza, in una lettera ai consiglieri della Rai, a seguito della decisione del Tg2 di mandare in onda nell'edizione delle 13 di venerdì scorso il video montato come un brano rap del discorso del premier Romano Prodi alla Camera su Telecom.

"E' gravissimo - proseguono i parlamentari - che un telegiornale del servizio pubblico, in una delle edizioni di punta della sua programmazione, abbia dato spazio ad un video del genere. Sarebbe stato piacevole e gradevole vederlo in una trasmissione di satira, ma certamente non nell'ufficialità e autorevolezza che è propria di un tg Rai. Non è accettabile che di alcune delle maggiori cariche della Repubblica, dal premier al vicepremier, al presidente della Camera, come anche dell'Aula parlamentare, sia stata data un'immagine comica che nulla aveva a che vedere con un momento come quello del dibattito parlamentare su Telecom, dall'alto valore politico e istituzionale".

"E' urgente - concludono - che la cassetta dell'edizione in questione del Tg2 venga posta all'attenzione del consiglio di Amministrazione, per valutare eventuali provvedimenti da prendere".

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