mercoledì, settembre 13, 2006

Si parva licet

Per quel poco che conta, qui si condivide la battaglia della famiglia italiana di Cogoleto che ha adottato a termine la piccola Maria, e ora la tiene nascosta per non farla tornare in Bielorussia, dove è stata seviziata da chi la doveva proteggere. Non perché esista il diritto della famiglia italiana ad avere un figlio o a tenere la piccola con sé - diritto che ovviamente non c'è - ma perché esiste e va difeso con le unghie il diritto di Maria a non essere maltrattata.

Certo, un gesto simile rischia di avere ripercussioni serie sulle relazioni tra Italia e Bielorussia (l'ambasciatore di Minsk ha già protestato ufficialmente) in materia di adozioni. E le spese le faranno i piccoli bielorussi che dovrebbero venire in Italia dopo Maria. Tutto vero. Ma da qualche parte un confine va tracciato, e se non lo si traccia per impedire che un essere umano innocente venga riconsegnato ai suoi aguzzini, non si riesce a capire dove altro lo si dovrebbe fissare.

A proposito: sarebbe il caso che la classe politica italiana, dopo aver mostrato tanto interesse per il caso Moggi-Ventura, spendesse almeno altrettante energie per cercare di risolvere nel modo migliore questa vicenda.

Update. Si tenta la strada della soluzione all'italiana, che però la famiglia non condivide, avvertendo che continuerà a tenere la bimba nascosta. Intanto un altro piccolo bielorusso, affidato per le vacanze estive a una famiglia di Ovada (Alessandria), ha raccontato di aver subìto violenze. L'impressione è che se ci fosse la volontà di capire davvero cosa accade a questi bambini si scoprirebbe l'esistenza di un bel verminaio.