martedì, aprile 03, 2007

Le verità sull'islam di un ex terrorista islamico

Attenzione al nome, attenzione al suo curriculum e attenzione a ciò che scrive. Uno degli editoriali apparsi sul Wall Street Journal di oggi porta la firma dell'egiziano Tawfik Hamid, ex membro dell'organizzazione terroristica Jemaah Islamiya. Lettura consigliata per le anime belle che si riempiono la bocca con le frasi fatte sul relativismo, quelli che dicono che «il problema non è l'islam», quelli che vogliono farci credere, magari in buona fede, che il problema del Medio Oriente è Israele, e non l'odio arabo-islamico verso gli infedeli ebrei. Indicata soprattutto ai poveri di neuroni e di pudore che a sinistra paragonano il modo con cui l'islam tratta donne e omosessuali a certi atteggiamenti della Chiesa cristiana.

Hamid ribalta tutti i loro luoghi comuni e dice la verità nuda e cruda: il problema non è la degenerazione estremista dell'islam, ma lo stesso islam ufficiale, il "mainstream" musulmano.
Nel mondo islamico ci sono molte cose palesemente sbagliate. Le donne sono lapidate a morte e sottoposte a clitoridectomia. Gli omosessuali penzolano dalle forche sotto gli occhi compiacenti dei promotori della Sharia, la legge islamica. Sunniti e sciiti si massacrano ogni giorno in Iraq. Le madri palestinesi inculcano nei loro figli di tre anni l'ideale del martirio (...)

I progressisti citano spesso la necessità di esaminare le "cause di fondo". In questo hanno ragione: il terrorismo è solo la manifestazione della malattia, non la malattia in sé. Ma le cause di fondo sono assai differenti da quelle che pensano. Come ex membro della Jemaah Islamiya, un gruppo guidato dal numero due di al Qaeda, Ayman al-Zawahiri, ho conoscenze di prima mano su come gli insegnamenti disumani presenti nell'ideologia islamista possono trasformare una mente giovane e orientata al bene in quella di un terrorista.

E' di importanza vitale comprendere che l'islam tradizionale, e persino lo stesso "mainstream" islamico, nei suoi insegnamenti accetta e promuove la violenza. La Sharia, ad esempio, consente di uccidere gli apostati, permette di picchiare le donne per condurle alla disciplina, punta a soggiogare all'islam i "dhimmi" non musulmani e ammette che si possa dichiarare guerra a questo scopo. Esso esorta i bravi musulmani a sterminare gli ebrei prima della "fine dei giorni". Il silenzio assordante della maggioranza degli islamici nei confronti di queste pratiche barbare è una prova sufficiente che c'è qualcosa di profondamente sbagliato. (...)

In Occidente, politici e studiosi intonano il canto secondo il quale l'estremismo islamico è causato dal conflitto arabo-israeliano. Questa analisi non può convincere alcuna persona razionale che l'assassinio ad opera degli islamisti di oltre 150.000 persone innocenti in Algeria - avvenuto nelle ultime decadi - o le stragi compiute nei confronti di centinaia di buddisti in Thailandia, o la violenza brutale tra Sunniti e Sciiti in Iraq possa avere qualcosa a che fare con il conflitto arabo-israeliano.
Il resto si può leggere sul Wall Street Journal: The Trouble With Islam. Sadly, mainstream Muslim teaching accepts and promotes violence, di Tawfik Hamid.

Gli interessati ai rapporti tra terrorismo islamico e conflitto arabo-israeliano possono leggere Perché il problema del Medio Oriente non è Israele, su questo stesso blog.

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