venerdì, giugno 16, 2006

C'è un Prodi che ha detto una cosa sensata. Non è Romano

La notizia è di quelle grosse. C'è un Prodi in grado di non dire banalità, di fare discorsi politicamente e logicamente coerenti. Di comportarsi da cattolico adulto, ovvero non a perenne rimorchio della sinistra. Almeno nelle occasioni importanti. Vittorio, fratello di Romano, europarlamentare, eletto ovviamente nelle liste dell'Ulivo, ha votato "no" al finanziamento della ricerca sulle staminali embrionali.
La sua posizione l'ha spiegata così: «Sono convinto che l'embrione non vada considerato una cosa da utilizzare in maniera disinvolta, bensì una persona. E poiché la nostra convivenza è basata sul rispetto della persona, da questo la ricerca non può prescindere, nemmeno se è a fine di bene per altre persone. (...) La mia convinzione deriva da un'osservazione: nel processo di formazione di una persona l'unica vera discontinuità è data dalla fecondazione dell'ovulo con uno spermatozoo. E siccome si forma una cellula con il patrimonio genetico di una persona, la mia scelta non può che essere conseguenziale».
Lineare, impeccabile. Allontanarsi dal ragionamento su quella «unica vera discontinuità» equivale infatti ad arrampicarsi sugli specchi. Una posizione, peraltro, opposta a quella che il governo Prodi ha preso attraverso il ministro Fabio Mussi.
Va da sé che vedere non solo l'Unione sfasciata su un tema così importante, ma la stessa famiglia del premier trovarsi agli antipodi, conferma il grande caos in cui si trova la sinistra. Vale ormai per ogni argomento, dalle tasse alla politica estera, ma quando sul tavolo appaiono certi temi vale ancora di più.

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