sabato, gennaio 17, 2009

Il peggio di Santoro

di Fausto Carioti

Ancora una volta, il conflitto tra l’esercito israeliano e i terroristi palestinesi di Hamas tira fuori il lato peggiore delle persone. I bamba con la kefiah al collo e gli occhi iniettati di sangue sono tornati nelle piazze per bruciare la bandiera di Israele. Al ghetto ebraico di Roma, ieri, uno di costoro si è presentato sostenendo di essere pieno di dinamite: i poliziotti lo hanno subito preso sul serio, provvedendo a praticargli un’accurata rettoscopia sul marciapiede accanto al portico d’Ottavia. Su Internet è apparsa la lista dei professori universitari appartenenti alla «feccia sionista», e basta leggerla per capire che è stata stilata da qualche studente al decimo anno fuori corso. Anche Michele Santoro, giovedì sera, ha fatto del suo peggio.

Non con il tema trattato, che ovviamente era l’operazione militare israeliana nella striscia di Gaza. Né con la scelta degli ospiti o i servizi mandati in onda, che per imparzialità ricordavano quelli di Al Aqsa, la televisione di Hamas. Questa è tutta roba che da Santoro il telespettatore si attende, e se sceglie di vedere Annozero è perché la pensa come lui o ha una gran voglia d’incavolarsi con la Rai. Il punto in cui Santoro l’ha fatta fuori dal vasino, persino rispetto ai suoi standard abituali, è stata la sua reazione alle critiche di Lucia Annunziata. Accusarla di voler acquisire «meriti nei confronti di qualcuno» (la “lobby ebraica”? Il Mossad?) passa i confini della faziosità politica per entrare nel regno della cafonaggine pura e del bullismo televisivo. Santoro, evidentemente, non ritiene concepibile che qualcuno, a sinistra, possa non pensarla come lui. Chi lo contesta, come la Annunziata, può essere solo in malafede e quindi deve essere disonorato dinanzi a qualche milione di telespettatori.

Per chi si fosse perso la trasmissione, lo scontro tra i due è avvenuto verso la metà della puntata. Stufa di assistere alla gogna allestita per Israele, la giornalista, presente in studio come ospite, ha sbottato. Si è rivolta a Santoro: «La trasmissione, come l’hai impostata sinora, è stata al 99,9% dalla parte dei palestinesi». Complimenti per la sagacia. E dire che l’Annunziata, che è stata anche presidente della Rai, sembra piuttosto navigata in materia televisiva: ma cos’altro si attendeva, benedetta ragazza, da una trasmissione di Santoro sulla striscia di Gaza?

Fatto sta che il conduttore poteva provare a contestare l’accusa o rivendicare la sua libertà di fare la trasmissione che gli pare, visto che - piaccia o meno - gliene hanno dato ampio potere. Ha scelto la terza via, quella dell’offesa personale: «Che tu venga qui a fare l’ospite per dire queste fesserie che sentiamo continuamente su di noi è una volgarità», ha gridato Santoro. «Stai acquisendo dei meriti nei confronti di qualcuno?» le ha chiesto con tono inquisitorio. Per poi liquidarla infastidito come se fosse l’ultima delle sgallettate televisive: «Non sprechiamo tempo con queste sciocchezze».

Presa a pesci in faccia, la giornalista ha reagito nell’unico modo possibile: si è alzata e ha abbandonato lo studio. Così come aveva fatto Silvio Berlusconi, nel marzo del 2006, durante un’intervista televisiva nella quale l’Annunziata si era comportata con lui con un atteggiamento simile a quello usato da Santoro nei confronti di Israele. All’epoca la conduttrice aveva commentato con parole dure il gesto del suo ospite. Si spera che giovedì sera, a tre anni di distanza, abbia capito da che parte stava il torto. Così ha avuto gioco facile Ignazio La Russa, reggente di Alleanza Nazionale, dicendo che, se pure la Annunziata «si alza e se ne va in una trasmissione televisiva, qualche problema di imparzialità in queste trasmissioni deve esistere». E già.

La trasmissione di Santoro è stata illuminante anche per quanto riguarda la reazione del pubblico in studio. Nonostante l’Annunziata sia notoriamente schierata a sinistra, i giovanotti sugli spalti dello studio di Annozero l’hanno trattata con grande freddezza anche dopo che era stata insultata, schierandosi dalla parte del magistrato del popolo. È evidente che qualcuno della redazione aveva selezionato con cura gli ultrà da portare in curva, andandoli a pescare nei centri sociali e zone limitrofe.

Il risultato è che buona parte del Partito democratico è stata costretta a prendere le distanze dall’ex europarlamentare diessino Santoro, diventato impresentabile, e da una trasmissione rivelatasi «un improprio comizio contro lo stato di Israele, condito da aggressioni verbali, falsità e propaganda di parte», per usare le parole del margheritino Gianni Vernetti. Non tutto il Pd, ovviamente, la pensa così: Rosy Bindi e Vincenzo Vita, ad esempio, hanno provveduto a difendere il conduttore. Del resto, sarebbe destabilizzante per gli elettori se il partito di Walter Veltroni si mostrasse unito su un qualunque argomento.

© Libero. Pubblicato il 17 gennaio 2009.

Stesso argomento, su questo blog:
La bugia della centralità del conflitto israelo-palestinese
Le ragioni di Israele e le colpe di Hamas

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