mercoledì, agosto 16, 2006

Israele, tutte le bugie della sinistra sulla risoluzione 1701

La verità è che molti, a sinistra, si fregano le mani all'idea che la missione Onu in Libano possa essere usata a scopo punitivo contro Israele. Nella maggioranza vi è ormai un consenso diffuso sul fatto che la missione non potrà e non dovrà disarmare i terroristi di Hezbollah, e si fa largo pure l'ipotesi, avanzata dallo stesso ministro degli Esteri Massimo D'Alema, di inviare un contingente militare delle Nazioni Unite anche nella striscia di Gaza.

(Per inciso: chi volesse cercare precedenti sul modo con cui i contingenti Onu hanno trattato Israele, ripassi la storia della guerra dei Sei giorni, nel 1967, resa possibile proprio dalla decisione dell'allora segretario generale delle Nazioni Unite, il birmano U Thant, di obbedire all'"ordine" del leader egiziano Gamal Abdel Nasser, che il 15 maggio gli intimò di rimuovere le forze delle Nazioni Unite dalla penisola del Sinai, al confine meridionale di Israele. Il 22 maggio, tre giorni dopo che le truppe Onu avevano smobilitato, l'Egitto potè bloccare lo stretto di Tiran e il porto di Eilat, impedendo l'accesso al mare a Israele e dichiarando così guerra all'odiata "entità sionista").

Condisce il tutto l'umorismo involontario di cui stanno facendo sfoggio in questi giorni tanti esponenti della maggioranza, impegnati a far credere agli italiani che sarà il governo libanese a disarmare la milizia armata di Hezbollah (con la stessa determinazione e la stessa efficacia mostrate in tutti questi anni, si presume).

Il punto, comunque, è la risoluzione Onu dal quale origina la missione: la numero 1701. E' ad essa che si appellano tutti quelli che a sinistra definiscono l'impegno italiano come una missione esclusivamente di pace, è questa che invocano gli amici italiani di Hezbollah quando vogliono farci credere che i nostri soldati dovranno limitarsi a guardare i terroristi libanesi andare in giro armati. Giovanni Russo Spena, ad esempio (prendo il primo che mi capita tra le mani), sostiene che la risoluzione, «all'articolo 6, chiarisce che la missione sarà esclusivamente di pace, e non prevederà tra i compiti delle truppe Onu quello di disarmare chicchesia». Solo che le risoluzioni vanno lette tutte. E la 1701, pur nel contorto linguaggio che è d'uso in casi simili, parla molto chiaro.

Paragrafo 11 della risoluzione 1701: il consiglio di sicurezza dell'Onu decide che il contingente debba «assistere le forze armate libanesi» nei loro sforzi per ricondurre l'area alle previsioni stabilite nel paragrafo 8», laddove si impone il completo raggiungimento degli obiettivi fissati dagli accordi di Taif del 1989, tra i quali la stessa risoluzione cita esplicitamente «il disarmo di tutti i gruppi armati in Libano, in modo che (...) non vi siano in Libano né altre armi né altra autorità al di fuori di quelle dello Stato libanese».

Paragrafo 12 della risoluzione 1701: il consiglio di sicurezza dell'Onu, «agendo in risposta a una richiesta del governo del Libano per schierare una forza internazionale che lo assista nell'esercizio della sua autorità nel territorio, autorizza l'Unifil (il contingente delle Nazioni Unite in Libano, ndr) ad adottare tutte le azioni necessarie, nell'area in cui saranno schierate le sue forze ed entro i limiti delle sue possibilità, per assicurare che la stessa area d'operazione non sia utilizzata per attività ostili di ogni tipo; a resistere ai tentativi di chi, con la forza, voglia impedire (a Unifil) di svolgere i propri compiti sotto il mandato del consiglio di sicurezza; a proteggere il personale, le intallazioni e le apparecchiature e delle Nazioni Unite; a garantire la sicurezza e la libertà di movimento del personale Onu, dei lavoratori delle associazioni umanitarie; senza ledere le responsabilità del governo libanese, a proteggere i civili sotto minaccia imminente di violenza fisica».

In sostanza, nella risoluzione è scritto esplicitamente che il contingente Onu dovrà:
1) affiancare l'esercito libanese nell'operazione di disarmo degli Hezbollah;
2) rispondere (ovviamente con la forza) a ogni tentativo condotto con la forza per impedirgli lo svolgimento dei propri compiti;
3) svolgere veri e propri compiti di polizia, qualora si manifestassero emergenze e non vi fossero forze libanesi in grado di intervenire.

Post scriptum. Poi, dopo aver letto quanto sopra, chi vuole divertirsi può leggere gli "ampi stralci" della risoluzione 1701 così come pubblicata sul sito dell'Unità, confrontarla con quella originale ed andare a vedere dove e come essa è stata tagliata. Ovviamente per renderla più comprensibile al lettore. Ci mancherebbe.

Update. E' arrivata la risposta del presidente libanese Emile Lahoud alle anime belle: «E' vergognoso chiedere il disarmo di Hezbollah quando il sangue dei martiri è ancora caldo». Fa seguito alle parole del ministro della Difesa Elias Murr, così come riportate dal New York Times: «L'esercito non si recherà al Sud per togliere a Hezbollah le sue armi e fare il lavoro che Israele non ha compiuto». Se non altro hanno il pregio di parlare chiaro.

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