mercoledì, agosto 31, 2005

Ratzinger e Oriana, una brutta notizia (per la sinistra)

No, non l'hanno presa bene. L'incontro di Benedetto XVI con Oriana Fallaci fa a pugni con l'immagine di un Papa buonista e persino "relativista" che a sinistra a fatica si sono costruiti nelle scorse settimane. Però, come da vecchia abitudine, hanno metabolizzato con sofferenza il tutto, trasformandolo in un piatto un po' più digeribile. Gli ingredienti principali, che trovate sull'Unità, sono un Vaticano (sottinteso: Papa compreso) imbarazzato per la presenza della scrittrice e irritato perché la notizia è uscita fuori, disposto ad aprire le porte a Oriana solo su richiesta diretta della scrittrice "gravemente ammalata".
Ovviamente la verità sta altrove. E' che a sinistra hanno capito che questo è un Papa forte e non tollerano l'idea che possa uscire dal loro recinto (nel quale ovviamente lui non è mai stato, ma questo fingono di non saperlo). Pur di metterli contro, il giornale fondato da Gramsci s'inventa un Ratzinger che "ha condannato senza appello le crociate" e una Fallaci che avrebbe rivolto "brucianti offese" a Giovanni Paolo II, senza spiegarci perché mai il suo successore nonché teologo di riferimento l'avrebbe ricevuta se davvero la pensasse così anche lui. Il titolo, ovviamente, è "La Fallaci da Ratzinger: imbarazzo in Vaticano".
Più onesto il Manifesto. Che ammette la senza problemi la "sintonia" tra i due e scrive: "Sembra che Papa Ratzinger abbia accettato di ricevere la Fallaci, ma che il suo entourage abbia suggerito la condizione del silenzio, in modo da non provocare un polverone". Se vuol dire che il Papa stima la scrittrice e condivide con lei molte cose, mentre parte della curia è su posizioni assai più timide e più "trattativiste" nei confronti dell'Islam, della causa palestinese etc, il Manifesto ha scritto il vero. Tant'è che presto, anche per questi motivi, la curia cambierà. Ma questo fa a pugni la tesi che i compagni vogliono far passare: quella di un Papa che si vergogna di Oriana e di ciò che lei scrive.
Ripeto: quella di ieri è stata proprio una gran bella notizia.

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