domenica, agosto 28, 2005

L'Unesco e la battaglia per il relativismo linguistico

Si chiama difesa della glottodiversità e vuol dire che tutte le lingue, comprese quelle parlate da trenta persone nel mondo, hanno gli stessi diritti e meritano di essere difese. E' l'ultimo (ma solo per ora) mantra relativista. Ovviamente è anche una delle priorità di quel grande ente inutile chiamato Unesco, oltre 2.000 burocrati chiamati a spendere un budget annuo di oltre 400 milioni di dollari (20 milioni dei quali provenienti dalle tasche dei contribuenti italiani), per dare fondo al quale qualcosa dovranno pure inventarsela. Il problema, hanno infatti sentenziato, è che nei Paesi in via di sviluppo troppi individui stanno imparando il cinese, l'inglese, l'hindi e una delle altre lingue principali del mondo, dimenticando così le loro lingue originarie, condannate all'oblio. La notizia del dramma in atto ce la dà Misna, l'agenzia dei missionari. "I ricercatori dell'Unesco, ente Onu per istruzione, scuola e cultura, prevedono che il 90% delle lingue attualmente parlate nel mondo potrebbero scomparire entro il secolo, sotto la spinta della globalizzazione: già oggi il 97% della popolazione mondiale parla un numero di lingue che rappresenta a malapena il 4% dell’intero patrimonio linguistico del pianeta e il restante 96% delle lingue è utilizzato solo dal 3% della popolazione. Inoltre, un decimo degli idiomi diffusi sulla terra è parlato da comunità composte da non più di 100 persone. Queste stime testimoniano una diversità linguistica sbalorditiva che esperti dell’Unesco e linguisti di tutto il mondo hanno intenzione di mettere al sicuro con una complessa operazione di salvataggio".
Ricapitolando. Invece di investire ogni sforzo nell'aiuto dei 121 milioni di bambini tuttora privi di educazione elementare, l'Unesco, con una "complessa operazione", si preoccupa di quelli che, nel frattempo, sono riusciti ad integrarsi nel mondo globalizzato al punto da imparare l'inglese o il cinese, decretando, come è giusto che sia, la scomparsa di vecchie lingue ormai inutili al loro scopo, che è quello di far comunicare le persone tra loro. E' il mondo che cammina alla rovescia, mentre gli uccelli nuotano e le mucche fanno i nidi sugli alberi. E' il medico che si preoccupa perché i malati sono diventati sani. E lo fa con i soldi nostri.

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