sabato, marzo 28, 2009

Fini meglio di Berlusconi. Per ora

Intendiamoci, avevano due compiti diversi. Silvio Berlusconi, nel suo discorso di venerdì, doveva suscitare emozioni. E ci è riuscito benissimo, tanto è vero che lo stesso Gianfranco Fini, notoriamente non proprio un tenerone, è stato colto con gli occhi lucidi durante l'intervento del Cavaliere. Fini, nel suo discorso di oggi, doveva invece guardare avanti, fare un intervento concreto, a tratti anche scomodo, pur nel rispetto della liturgia. Doveva mettere i problemi sul tavolo e chiamare Berlusconi a dare loro una risposta. Insomma, Fini doveva fare un discorso molto più politico, e lo ha fatto alla grande.

Fini ha detto che «il Pdl deve mettere all’ordine del giorno del suo dibattito quale atteggiamento prendere sul referendum elettorale di giugno, che rappresenterebbe una forte accelerazione verso il bipartitismo». Si tratta dell'ultima cosa che vuole Berlusconi, intenzionato ad affossare il referendum facendolo passare sotto silenzio, perché così chiede la Lega. Sulle riforme istituzionali Fini ha detto, in sostanza, che se Berlusconi vuole più poteri deve avere il coraggio di riscrivere la seconda parte della Costituzione. Un invito esplicito a mettere gli attributi sul tavolo. Infine, si è posto come leader dell'area laica del PdL, chiedendo una legge sul testamento biologico sganciata dalle posizioni della Chiesa. Lasciando così intuire, in un futuro non troppo lontano, convergenze sino a non molto tempo fa impensabili, tra lo stesso Fini e libertari del calibro di Antonio Martino e Benedetto Della Vedova.

Si può essere d'accordo o meno, ma non si può negare che Fini abbia posto problemi veri, ai quali Berlusconi adesso è chiamato a rispondere. Per questo il discorso di Fini ha un peso politico assai maggiore di quello fatto venerdì dal presidente del Consiglio, che altro non era (tra noi possiamo dircelo) se non lo stesso discorso che sentiamo da quindici anni a questa parte. 

Berlusconi adesso è chiamato a rispondere sullo stesso livello. La speranza è che lo faccia già nell'intervento con cui concluderà il congresso. La paura è che continui a prendere tempo facendo finta di nulla.

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