lunedì, novembre 19, 2007

Lo strappo di Berlusconi. Definitivo

Nel centrodestra niente sarà più come prima. Silvio Berlusconi ha appena annunciato la creazione del partito del popolo italiano delle libertà. Il nome non inganni: Berlusconi non ha ceduto a chi, come Gianfranco Fini, gli chiede da tempo di dare vita insieme al partito unitario del centrodestra. Ha fatto l'esatto contrario: quello che nelle sue intenzioni è il futuro partito del centrodestra se lo è creato da solo, uccidendo Forza Italia e stilando il certificato di morte della Casa delle Libertà.

Anche l'invito agli altri partiti del centrodestra a raggiungerlo nella nuova creatura non deve ingannare. Quella del Cavaliere non è una mano tesa, ma un ultimatum a Gianfranco Fini e a Pier Ferdinando Casini. Stufo di quelli che considera ricatti da parte degli alleati, Berlusconi ha rilanciato mettendoli davanti al suo, di ultimatum: io vado avanti, chi c'è c'è, chi non c'è si arrangi.

Per far capire a tutti gli altri leader del centrodestra che quello più forte è lui, ha già annunciato che è pronto a trattare con "l'altra parte", cioè con Walter Veltroni, per riscrivere assieme la legge elettorale. Tutto sembra pronto, a questo punto, per il varo di un meccanismo di voto che premi i due partiti più grandi delle due coalizioni, cioè il nuovo partito di Berlusconi e il nuovo partito di Veltroni. Gli altri, i partiti medi e piccoli di destra e di sinistra, possono scegliere se adeguarsi e aggregarsi oppure restare a bordo campo a guardare i grandi che giocano a pallone.

All'idea, i veltroniani già si fregano le mani. Notare che lo stesso risultato Berlusconi e Veltroni potrebbero ottenerlo anche senza grandi sforzi, per semplice inerzia, se non si raggiungesse alcun accordo per una nuova legge elettorale e si andasse a votare, in primavera, il referendum promosso da Mario Segni (e sottoscritto da molti esponenti di Forza Italia e del partito democratico, nonché dallo stesso Fini). Ammesso, ovviamente, che la corte costituzionale dichiari ammissibile il quesito referendario: cosa tutt'altro che scontata.

Molto dipenderà da quali forze il nuovo progetto di Berlusconi sarà in grado di aggregare. Data per scontata l'adesione di quasi tutti i piccoli partiti del centrodestra e della destra, data per scontata anche la ritrosia di Fini e Casini, sarà importante capire quanti esponenti dell'Udc e di An saranno tentati dalla fuga verso il nuovo progetto del Cavaliere. L'impressione è che ci sarà da divertirsi.

Di sicuro, fino a poche ore fa quello logorato e sottoposto agli ultimatum degli alleati era Berlusconi. Dopo questo rilancio (pagato al prezzo dell'uccisione di Forza Italia, del quale comunque il suo fondatore si era già rotto da un pezzo) ora quelli chiamati a scegliere, quelli col cerino in mano sono Fini e Casini. Prima erano loro due quelli pronti a trattare con Veltroni per cambiare la legge elettorale, scavalcando Berlusconi. Ora è Berlusconi che tratta direttamente con l'avversario, asfaltando Fini e Casini come fossero due cespuglietti.

Molto presto vedremo quali mosse si inventeranno i due per provare a cavarsi d'impaccio. Capiremo se ci riusciranno o se saranno costretti, per l'ennesima volta, a ballare al ritmo della musica suonata da Berlusconi.

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