sabato, agosto 18, 2007

Compagni che sbavano. Per Chavez

Non è colpa loro. E' che tanti compagnucci italiani non riescono a stare un giorno senza applaudire un dittatore. Vanno in crisi d'astinenza. Così, moribondo Fidel Castro, hanno già trovato con chi sostituirlo. Hugo Chávez, ovviamente, che del macellaio cubano è sodale ed erede politico. A Chávez perdonano tutto, compreso il giro di vite che ha dato alla libertà d'espressione, ai diritti dell'opposizione e che presto darà alla Costituzione, facendosi nominare capo a vita del governo venezuelano. Il senso di schifo dei moderati del centrosinistra è bene espresso da questo commento sulla prima pagina odierna di Europa, il quotidiano della Margherita. Commento che qui si sottoscrive in toto.
L’ha fatta grossa, il caudillo venezuelano, con una specie di golpe costituzionale che gli assicura sostanzialmente un mandato presidenziale a vita: per decidere che l’Italia era ormai un regime avevamo aspettato molto meno, negli ultimi anni.

Qui su Europa non amiamo impiccare persone e partiti alle loro simpatie internazionali, gioco del quale fin troppo strumentalmente è stato vittima il Partito democratico ancora in culla.

Sono stati però i giornali comunisti – compreso il manifesto, una volta esigente con le sinistre sul piano della democrazia, e ancora in questa occasione decisamente simpatizzante con il sedicente erede di Bolivar – a scegliere Caracas come la nuova Avana, la capitale di ogni possibile fronte comune contro il capitalismo e l’America.

A Rifondazione e anche a coloro che nel Pd considerano l’alleanza con questo partito non solo necessaria, ma indiscutibile, vorremo chiedere adesso: come la mettiamo con Chávez? L’antiamericanismo genetico si spinge fino a giustificare anche quest’ultima scivolata del Venezuela verso la dittatura? Non avete nulla da ridire sul fatto che in questo percorso Chávez si ritrovi sempre più spesso con l’iraniano Ahmadinejad?
Per saperne un po' di più del guitto venezuelano (e da far leggere a quelli convinti che il Venezuela sia un Paese normale):
Chávez, il buon dittatore «socialista», di Pierluigi Battista, sul Corriere della Sera di oggi;
La fine della proprietà privata in Venezuela e Il bolivarismo abusivo di Chávez e Castro, di Carlos Alberto Montaner.

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