lunedì, marzo 31, 2008

Perché Fitna deve essere visibile online

I vertici delle istituzioni europee e di quella vergogna chiamata Organizzazione delle Nazioni Unite hanno fatto a gara nel condannare la pubblicazione online di Fitna, il film sull'islam del leader politico olandese Geert Wilders. Solita reazione spaventata dei dhimmi, che in nome dell'appeasement ogni giorno sono pronti a rinunciare a una nuova fetta delle loro libertà. Una scelta vergognosa sotto molti aspetti, che vanno oltre la ragione principale e più ovvia, ovvero la difesa della libertà d'espressione. Sono gli stessi motivi che mi hanno fatto pubblicare Fitna su questo blog. Ne cito due.

Primo. Nel film non vi è nulla di falso. Fitna è un documentario girato con materiale di archivio, intervallato con citazioni originali del corano. Tutto materiale la cui veridicità nessuno può contestare. Roba risaputa, che gli interessati all'argomento (e non solo) conoscono benissimo: gli attentati in Europa e negli Stati Uniti, l'indottrinamento antisemita dei piccoli palestinesi, gli imam che invitano i fedeli a conquistare l'Europa, il trend demografico che nel giro di qualche generazione minaccia di ridurre in minoranza (come già avvenuto in molte città) gli "autoctoni" europei, le impiccagioni pubbliche degli omosessuali nell'Iran di Mahmoud Ahmadinejad.

Secondo. L'intento del film non è offensivo. E infatti, pur avendo imbarazzato le pavide autorità delle organizzazioni sovranazionali occidentali, non sembra aver turbato i primi che avrebbero dovuto sentirsi offesi, ovvero gli islamici olandesi. Copio e incollo l'articolo apparso su Liberazione il 29 marzo, in pagina 10, titolato "Olanda, flop del film anti-Islam. Wilders non riesce ad offendere". Distinguete bene i fatti dalle opinioni che vi sono contenute, e tra poco vedremo perché.
Molto rumore per nulla. O quasi. Per ora, a quanto sembra, le comunità islamiche olandesi non avrebbero granché da ridire sul temuto "Fitna", il film del deputato dell'estrema destra dal biondo ciuffo Geert Wilders che nelle intenzioni avrebbe dovuto aprire gli occhi al mondo sulla natura violenta e intollerante dell'Islam. La pellicola, oggetto di aspro dibattito governativo e dallo scarso valore cinematografico, è andata infine su internet. Alcuni leader musulmani olandesi hanno dichiarato che le immagini «non sono così brutte come ci si attendeva» e hanno aggiunto che il loro maggiore timore era di vedere il Corano bruciato o le sue pagine lacerate. Gli esponenti musulmani hanno spiegato che le immagini mostrate «sono quelle che tutti già conoscono» e hanno aggiunto polemicamente che il film la dice più lunga sul suo autore che sul Corano. Potrebbe quindi essere un "flop" la pellicola che ha ottenuto l'unico scopo di puntare i riflettori sull'astuto rampante Wilders, che con la xenofobia e l'allarme immigrazione si sta costruendo una fulminante carriera politica nella una volta tollerante Olanda. Niente effetto "vignette sataniche" insomma, come avvenne in Danimarca e come Wilders sembrava quasi augurarsi. Anzi, la notizia più divertente è che proprio uno dei caricaturisti danesi, Kurt Westergaard ha annunciato azioni legali nei confronti di Wilders, definendo un abuso l'uso della sua caricatura di Maometto all'inizio e alla fine del film. Il disegnatore ha annunciato che chiederà alla magistratura di vietare «Fitna». Le rezioni del governo olandese e di molti giornali sono state quasi tutte di condanna. «Perverso e offensivo» per Pieter van Geel, capogruppo parlamentare del partito cristiano-democratico, al governo, o un film che ricorda quelle opere di propaganda tipiche dei regimi totalitari per il quotidiano "de Volkskrant".
Dunque, leggendo questo articolo, si apprende che Fitna è risultato indigesto a qualche olandese politicamente corretto, mentre i più equilibrati tra i rappresentanti degli immigrati olandesi hanno reagito con un'alzata di spalle: materiale «che tutti già conoscono», dicono giustamente. Visto il casino che ci aveva montato sopra la sinistra europea, si attendevano di peggio anche loro.

I compagnucci di Liberazione, spiazzati, provano comunque a uscirne fuori nel peggiore dei modi: scrivono che Wilders avrebbe voluto offendere gli islamici, creare un caso tipo quello scatenato dai "Versetti satanici" di Salman Rushdie e, sull'onda di questo bordello, dare una spinta alla sua carriera politica. Non essendoci riuscito, l'accusano di aver fatto flop.

Ma quello che scrive Liberazione è falso. Avesse voluto davvero far imbestialire tutti i musulmani, a Wilders sarebbe bastato filmare lo strappo di una pagina dal corano. Niente di più facile. Se non lo ha fatto è perché evidentemente le sue intenzioni erano altre. Alla fine del film si vede una mano che afferra una pagina del corano. Si ode un rumore di strappo, ma la telecamera è già spenta. Una scritta avverte che quel suono è stato registrato dallo strappo di una pagina dell'elenco telefonico. Spetta agli islamici, avverte Wilders, cancellare i versi intrisi di odio dal loro libro sacro.

Il resto, quello che sostiene Wilders, e cioè che l'islam vuole conquistare l'Europa e cambiare per sempre il nostro modo di vivere, lo dicono anche tante autorità religiose e politiche islamiche, e lo hanno gridato molti manifestanti musulmani nelle strade europee. Se qualche islamico (e certamente tra di loro ce ne sono molti) ha intenzioni diverse e si sente offeso da queste frasi, è con chi le urla che deve prendersela, non con chi ne filma gli autori e li mette in rete.

Post scriptum. Intanto Live Leak, il sito su cui Wilders aveva fatto pubblicare Fitna, e che inizialmente era stato costretto a impedirne la diffusione, lo ha rimesso online. Bene così.

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