giovedì, giugno 12, 2008

Regalo della Ue a Raul Castro

L'indiscrezione è filtrata martedì da Bruxelles, tramite un'agenzia Reuters:
Gli stati dell'Unione europea sono vicini ad un accordo per mettere fine alle sanzioni su Cuba nonostante la richiesta Usa di continuare la pressione per riforme democratiche sull'isola comunista. Lo hanno riferito oggi alcuni diplomatici.(...)

Le restrizioni erano state imposte dopo un giro di vite sui dissidenti nel 2003 e includono un congelamento delle visite di funzionari di alto livello, formalmente sospese nel 2005. (...)

"Il momento potrebbe essere giusto visto i cambiamenti intrapresi dalla nuova leadership cubana", ha detto un diplomatico Ue.
Commentano i dissidenti cubani in Italia tramite il loro sito, Cuba Libera:
I cubani esiliati della diaspora sono preoccupati per le manovre che la Spagna di Zapatero e altre entità europee vicine alla dittatura hanno posto in essere per eliminare definitivamente le sanzioni, temporaneamente sospese, dell’Unione Europea contro il regime castrista. Il linguaggio degli esuli è forte e colorito, ma la sostanza del ragionamento non fa una grinza. Gli interessi economici europei non devono essere anteposti alla tutela dei diritti umani e civili e al rispetto di una popolazione costretta a vivere sotto una spietata dittatura.

I cubani della diaspora sono convinti che la Spagna, con la complicità di altri esponenti europei, stia compiendo un grave errore di valutazione e chiedono all’Europa di non seguirla su questa strada. (...) Ritirare le sanzioni economiche contro il governo cubano equivarrebbe a conferire una patente di democraticità al regime sfruttata dalla propaganda della dittatura e a uso anche del regime del caudillo Chavez, con velleità dittatoriali, in Venezuela e provocherebbe un’ondata di reazioni violente contro gli oppositori interni, con la sicurezza che non fucilando come l'altra volta, le sanzioni non sarebbero reintrodotte. D'altronde il regime non ha ottemperato in nulla alle richieste della U.E. in cambio della sospensiva delle sanzioni (politica della mano tesa), liberando detenuti famosi e condannando oppositori sconosciuti, facendo risultare in aumento il computo dei detenuti politici.
Per capire quanto davvero stia cambiando la Cuba sotto Raul, è istruttivo leggere cosa scrive il liberale Carlos Alberto Montaner, leader internazionale della dissidenza cubana, sulla recentissima proposta lanciata dal direttore di Granma, la voce del regime castrista:
Mr. Lázaro Barredo, editor-in-chief of Granma and a member of the Cuban Parliament, has just asked for harsher punishment for the democrats in the opposition. I suppose that he wants them beaten with greater viciousness and sentenced to longer prison terms, and wants the Ladies in White, for example, to be vilified more cruelly for being at the service of Yankee imperialism.
Il resto dell'articolo di Montaner lo trovate qui (qui la versione in castigliano).

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