domenica, luglio 15, 2007

Parliamo di Harry Potter

Massì, spendiamo qualche riga su Harry Potter, il cui ultimo libro uscirà tra pochi giorni. Prima leggendo l'ultimo tentativo di esproprio proletario dei compagni (l'articolo è in prima pagina, in basso, ed è leggibile anche nella colonna di destra della pagina web). Molto divertente, anche se la comicità va ben al di là delle intenzioni di chi lo ha scritto. Segnalo soprattutto la frase: Harry Potter «è di sinistra perché poi anni dopo succedono esattamente le cose che lui aveva detto e tutti diranno che lui aveva ragione». Letta sul quotidiano di chi vuole rifondare il comunismo (il più grande disastro politico, umanitario ed economico della storia), la pretesa di avere ragione prima degli altri suona inevitabilmente esilarante.

Poi, però, andiamo su The Volokh Conspiracy (un signor blog, per chi non lo conoscesse). Dove, oltre a porsi le domande che tutti ci stiamo facendo da anni (Is Dumbledore really dead? Which characters will live and which will die?), si riflette con la dovuta leggerezza sui "valori" della saga scritta dalla liberal (probabilmente, ma poi chissenefrega) J.K. Rowling:
No one clear moral, but several different themes. One that is certainly present is a very skeptical view of government. Another is that universal values such as love, freedom, friendship, opposition to evil, etc., cut across racial, ethnic, and cultural divisions. As Dumbledore says in The Goblet of Fire (pg. 723): "differences of habit and language are nothing at all if our aims are identical and our hearts are open."
Insomma, un maghetto assai diffidente verso il governo (libertarian?) e tutt'altro che relativista. Gli appassionati potranno trovare qui e qui due ponderosi studi accademici su Hogwarts e il suo ordinamento politico e legislativo. Ci si potrebbe anche chiedere cosa mai abbia a che vedere il materialismo storico marxista con la dimensione mistico-spirituale di Harry Potter. Ma sarebbe volare troppo alto. Perché l'importante è fare tutto questo senza prendersi troppo sul serio. Da queste parti non si pensa che "tutto è politica". Per fortuna.

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