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"Cara, fa male essere soli". Oriana Fallaci e il senso della vita

Lei è Ayaan Hirsi Ali. Di origini somale, ex parlamentare in Olanda, è stata l'attrice, nonché autrice dei testi, di Submission, il film di Theo Van Gogh sull'oppressione delle donne nell'islam. Film che è valso la morte per Van Gogh, per mano di un estremista islamico, e la condanna a morte per lei. Tanto che è dovuta fuggire dall'Olanda e trovare rifugio negli Stati Uniti, dove adesso lavora come ricercatrice per l' American Enterprise Institute . L'altra è Oriana Fallaci, in una delle ultime settimane della sua vita. Non ha bisogno di presentazioni. " Darling, it hurts to be alone - A Final Meeting with Oriana Fallaci " è il breve articolo scritto da Hirsi Ali, pubblicato sul giornale olandese De Volksrant e tradotto in inglese, sull'incontro avvenuto tra le due nemiche dell'islam radicale in casa della Fallaci. E sulle confessioni fatte in quell'occasione dalla scrittrice italiana sulla propria vita e su cosa dia senso all'esistenza...

Da Vicenza a Capri (il tardivo risveglio di Confindustria)

di Fausto Carioti Gli imprenditori italiani tornano ufficialmente dove è naturale che stiano: all’opposizione di chi li considera ladri e sfruttatori legalizzati. Fuori tempo massimo, Confindustria ha capito che la politica economica del governo Prodi «sembra scritta dalla sinistra massimalista con il benestare della Cgil». Sarebbe bastato leggere i curricula e guardare le facce di Oliviero Diliberto, Fausto Bertinotti, Paolo Cento, Pecoraro Scanio e degli altri sinistri saliti a bordo del Mortadella Express diretto a palazzo Chigi, sarebbe bastato sentirli parlare trenta secondi al telegiornale, per arrivare a questa prevedibilissima conclusione, illustrata ieri da Luca Cordero di Montezemolo, già sette mesi fa, in piena campagna elettorale. Quando a tirare la volata a Romano Prodi e alla sua truppa di pauperisti (quelli che amano così tanto i poveri da volerli moltiplicare) c’era l’intero mainstream del giornalismo italiano, controllato dagli stessi imprenditori che ieri a Capri assi...

Finanziaria 2007: piccole coincidenze tra amici

La Finanziaria di Romano Prodi è come le scatole di cioccolatini di Forrest Gump: finché non la apri non sai cosa ci trovi dentro. Quando la apri, però, ci trovi sempre qualcosa di interessante. Articolo 175 . Introduce la mobilità lunga per le grandi imprese. Ovvero il pensionamento anticipato dei lavoratori a spese del contribuente. E', da prima delle elezioni, la grande richiesta di Fiat e Confindustria a Prodi . Richiesta già avanzata al governo Berlusconi , il quale non la accolse. Prodi l'ha accolta, faceva parte delle intese più o meno tacite con il Lingotto, e diventa tanto più necessaria, come contropartita, ora che il governo ha deciso di dimezzare il monte Tfr per rimpinguare le casse dell'Inps. La storia si ripete: nel 1994 Fiat e Confindustria chiesero la rottamazione delle auto a Berlusconi. Berlusconi rifiutò. La introdusse Prodi, appena arrivato al governo. Stavolta la rottamazione riguarda i lavoratori. Costo per i contribuenti: «2 milioni di euro per l’an...

Il sondaggio su Bin Laden che Al Jazeera nasconde (ma solo agli occidentali)

La scuola dell'odio può contare su alunni disciplinati e attenti. Un islamico su due, oggi, dichiara di condividere i metodi di Bin Laden. Il 49,9%, per l'esattezza. E' quanto emerge da un sondaggio on line realizzato il quinto anniversario dell'11 settembre da Al Jazeera sul proprio sito, votato da 41.260 persone. Un dato che fa a pugni con il ritornello multiculturalista e buonista per cui solo una frazione minima dei musulmani sarebbe favorevole al Jihad e all'assassinio di civili occidentali. E con ogni probabilità è proprio per questo che Al Jazeera ha pensato bene di non tradurre nella sezione in lingua inglese del proprio sito le domande del sondaggio e i risultati. I quali, infatti, sono accessibili solo nell'area in lingua araba. Niente paura: la tecnologia e il capitalismo occidentali mettono a disposizione di ognuno di noi - gratuitamente - il traduttore di Google . Al dunque. Questa è la pagina web del sondaggio di Al Jazeera in lingua araba. Questa...

Romano Prodi contro Birra Moretti Baffo d'oro

di Fausto Carioti In cerca di un avversario finalmente alla sua altezza, Romano Prodi ha dichiarato guerra al bottiglione di Birra Moretti Baffo d’oro. La manovra del 2007 decreta ufficialmente la pericolosità sociale del vecchio dell’etichetta, ritenuto assai più deleterio di uno spacciatore. Articolo 90 della Finanziaria, così come approvata dal consiglio dei ministri: «Nei luoghi di pubblici esercizi è vietata la vendita di bevande alcoliche ai soggetti minori di anni diciotto». Due righe più sopra: «Nelle aree di servizio situate lungo le autostrade è vietata la vendita e la somministrazione di bevande alcoliche». Per gli esercenti che sgarrano è prevista una multa da 3.000 a 6.000 euro. Come nei telefilm americani, vedremo così le cassiere dei supermercati squadrare gli adolescenti e chiedergli la patente prima di vendergli la sospirata bottiglietta (a sinistra fingono di disprezzare le americanate, ma la verità è che appena possono copiano e incollano nelle loro proposte di legge...

Da sinistra, per i primitivi di sinistra (e per una lunga serie di giornalisti)

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Enrico Deaglio si veste da missionario e, consapevole del ritardo cerebrale e culturale di una parte non piccola della sinistra italiana, dedica l'ultima copertina del suo settimanale, Diario, al disperato tentativo di curare dal virus del cospirativismo gli elettori di Fausto Bertinotti, Oliviero Diliberto e Pecoraro Scanio, per non parlare dei disobbedienti con l'anello al naso che si "informano" su internet. Il virus, peraltro, è stato reso ancora più virulento dalle recenti, vergognose trasmissioni di Matrix e di Report . Titola Diario: «Il complotto dell'11/9? Una boiata pazzesca». Sommario: «La tesi del complotto dilaga via internet e approda in televisione. E' seducente, misteriosa, fluida. Peccato che sia solo un ammasso di balle. Storia di un'inchiesta giornalistica che l'ha smentita, ma che non viene presa in considerazione (anche Diario è pagato dalla Cia?)». Tutto ciò dovrebbe essere ovvio. Lo scandalo, la vergogna è che ci sia bisogno di ...

Spiritosi come comunisti

Dopo anni passati a gettare valanghe di letame (in senso figurato e in senso reale) su Silvio Berlusconi in nome dell'inviolabile diritto alla critica, alla satira e alla libertà d'espressione (tutti principi che qui sottoscriviamo a occhi chiusi), la sinistra italiana è arrivata a palazzo Chigi. E, alla prima occasione, è riuscita a trasformarsi, con grande sprezzo del ridicolo, da allegra eresia in tragicomico regime. Tra quei servizi necessari a rendere la politica un po' meno noiosa e ridare ossigeno al telespettatore dopo averlo sommerso con grafici e tabelle sulle nuove aliquote Irpef e altre amenità del genere, il direttore del Tg2, Mauro Mazza, ha scelto di mandare in onda il famoso rap di Prodi bofonchiante durante l'audizione alla Camera sull'affaire Telecom-Rovati . Questa la reazione di chi, sino a ieri, invocava la Costituzione e la Carta dei diritti dell'uomo per difendere il diritto di Roberto Benigni, Antonio Cornacchione, Paolo Rossi e degli al...