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"Forza Onu"? Andate a dirlo ai bambini sudanesi

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Nuovo scandalo sessuale per le Nazioni Unite. Dopo quanto avvenuto in Congo, quasi non farebbe più notizia, se non ci fossero ancora tanti poveri illusi che invocano l'Onu come la medicina per i mali del mondo (dove per mali del mondo s'intende innanzitutto l'unilateralismo americano, da contrapporsi al multilateralismo buono e politicamente corretto del palazzo di vetro, i cui successi abbiamo saputo bene apprezzare in tante zone del pianeta ). Una documentatissima inchiesta del Daily Telegraph , appena pubblicata, racconta stupri e sevizie compiuti da membri militari e civili della forza di pacekeeping delle Nazioni Unite nel sud del Sudan ai danni di bambini, spesso orfani di guerra, i più piccoli dei quali appena dodicenni. «Siamo venuti a conoscenza delle denunce di oltre venti vittime, le quali sostengono che militari e civili della forza di peacekeeping di base in città (Juba, capitale del Sudan meridionale, NdAcm) caricano regolarmente bambini sui loro veicoli delle...

Perché il problema del Medio Oriente non è Israele

E' il ritornello che intonano tutti, a destra come a sinistra: per vedere la pace in Medio Oriente basta risolvere la questione israelo-palestinese, il resto si metterà a posto da sé. Come molti ritornelli del genere, anche questo è pericoloso e falso. Pericoloso, perché tende a generare in tutti, anche nei pochi amici su cui può contare Israele, la convinzione che lo Stato ebraico rappresenti comunque l'unico ostacolo alla pacificazione dell'area e allo sviluppo dei Paesi arabi, e dunque un fastidio. Falso, perché il problema vero del Medio Oriente - e non solo del Medio Oriente, purtroppo - è l'islam e la facilità con cui il Corano si presta alle interpretazioni più violente e misogine. David Harris, direttore dell'American Jewish Committee, lo spiega in termini molto chiari in un articolo sul Jerusalem Post . Immaginiamo per un attimo che Israele non esista. (...) Iraq e Iran avrebbero forse scelto di non combattere una guerra di otto anni che è costata oltre un ...

In ospedale con le mani sporche: è Allah che lo vuole

Se c'è una lista che purtroppo va aggiornata di frequente è quella degli esempi che dimostrano l'impossibilità di realizzare una normale integrazione di molti islamici. Non parlo degli esempi più clamorosi di violenza e censura ad opera di islamici in Europa (per l'esattezza: ad opera della minoranza estremista degli islamici, la quale agisce però nel silenzio e spesso nella sostanziale connivenza della maggioranza "moderata" dei loro correligionari). Parlo di cose apparentemente meno grandi, che però rappresentano anch'esse un pezzo della nostra libertà. Dopo il divieto di molti tassisti islamici negli Stati Uniti al trasporto di passeggeri con bottiglie di alcolici , dopo i veti al trasporto di cani nelle loro vetture ( compresi i cani per ciechi ), l'ultimo rifiuto islamico riguarda l'obbligo di disinfettarsi le mani prima di entrare negli ospedali. Succede nel Regno Unito, dove i musulmani sono ormai 1,6 milioni (e sui rapporti tra lo Stato che li...

Quei relativisti che piangono per la morte di Saddam

La conferma che ci sono ancora sacerdoti che non hanno spedito il cervello all'ammasso, e che forse Joseph Ratzinger non è un'eccezione isolata, è l'editoriale di padre Bernardo Cervellera sulla impiccagione di Saddam Hussein e le reazioni che essa ha scatenato nel mondo occidentale. Siamo ancora segnati dal dolore e dalla preghiera per l’esecuzione di Saddam Hussein. Ma non possiamo non denunciare tanta ipocrisia da parte dei molti campioni contro la pena di morte che l’ex dittatore irakeno è riuscito a radunare prima e dopo la sua impiccagione. Perché questi “professionisti” dello scandalo per la pena di morte comminata contro un uomo che ammirava – e seguiva – Hitler , poco si dolgono di altre condanne a morte e di altre violenze? Quando mai un vescovo cinese scomparso e ucciso nei lager ha trovato tanta solidarietà? Quando indù, cristiani, musulmani imprigionati nelle carceri saudite o iraniane hanno goduto di tanto sdegno internazionale e sostegno personale e pubblico?...

Napolitano pensa già al dopo Prodi

Al dì là degli ecumenismi rituali, della strizzata d'occhio cerchiobottista agli imprenditori e ai lavoratori, a chi chiede più tutele e a chi vuole premiare di più il merito, quello di Giorgio Napolitano è stato un discorso che avrebbe potuto essere sottoscritto dai leader diessini. Cioè non è stato un discorso amico nei confronti di Romano Prodi. Il presidente della Repubblica, proprio come gli esponenti del partito da cui proviene, guarda avanti, a ciò che avverrà quando il governo attuale sarà morto o moribondo: quel cambio della guardia a palazzo Chigi che nei sogni di tanti a sinistra sarà il grande evento politico dell'anno che è appena iniziato (a destra nei sogni proibiti di tanti c'è invece il ritorno alle urne, ma per quello bisognerà attendere). Napolitano ha invocato la realizzazione dello scenario più pericoloso per Prodi: l'avvio di una stagione di riforme istituzionali ed elettorali da realizzarsi d'intesa tra Unione e Cdl. Uno scenario che riporter...

Regalo di Natale a Prodi: Senato chiuso per oltre un mese

Il Senato è sempre più ingestibile? Ogni volta che un provvedimento del governo sbarca nell'aula di Palazzo Madama c'è il rischio che Romano Prodi ne esca con le ossa rotte? L'ultima volta che si è votato a palazzo Madama se non fosse stato per i senatori a vita il governo sarebbe caduto ? Niente paura. La soluzione è lì, a portata di mano. Basta chiudere l'aula del Senato. Se non definitivamente, almeno per 35 giorni. Ed è proprio quello che sta avvenendo. E chi se ne frega se il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in seguito alla morte di Piergiorgio Welby ha chiesto al Parlamento «una riflessione approfondita su questioni eticamente sensibili che interrogano la coscienza e la responsabilità collettiva e individuale». L'importante è che la spina che tiene in vita il governo resti attaccata, e quindi figuriamoci se qualcuno, specie a sinistra, ha voglia di portare dentro al dibattito parlamentare un tema politicamente dilaniante come l'eutanasia. ...

Solo la politica può liberare la famiglia dalla politica

Botta e risposta, ovviamente su Libero, tra il sottoscritto e l'amico Alberto Mingardi. Argomento: i confini che debbono difendere la famiglia dall'ingerenza dello Stato. Il mio articolo è la risposta a quello di Alberto . di Fausto Carioti Si fa presto a dire che spetta alle famiglie, e solo ad esse, difendere le loro libertà dalla longa manus dello Stato. Magari fosse così semplice. Vorrebbe dire che la politica non ha ancora allungato le sue zampacce sulla nostra sfera privata e sul modo con cui educhiamo i nostri figli. Se le cose stessero davvero così, basterebbe alzare una trincea e difenderla con le unghie e con i denti. Ma così non è. Perché lo Stato si è già accampato da tempo nelle nostre camere da letto e nelle stanzette dei nostri bambini. Quella che serve, adesso, è una guerra di liberazione per mandarlo via il prima possibile. Il paradosso - o la fregatura, se si preferisce - è che questa guerra di liberazione deve passare attraverso la politica e le sue istituzio...