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Visualizzazione dei post con l'etichetta Islam

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A proposito dell'"Islam religione di pace" e del famoso versetto contenuto nel Corano, sura della vacca, secondo il quale «Non vi è costrizione nella religione»: dei cinquanta Paesi nei quali i cristiani oggi sono più perseguitati, trentacinque sono Paesi islamici. Trentacinque su cinquanta sono tanti. Otto di questi Paesi islamici stanno nella "top ten" della infamità: 1- Corea del Nord 2- Iran 3- Arabia Saudita 4- Somalia 5- Maldive 6- Afghanistan 7- Yemen 8- Mauritania 9- Laos 10- Uzbechistan Notare che i due Paesi non a maggioranza islamica, e cioè Corea del Nord e Laos, sono regimi comunisti. Sono i risultati più evidenti della " World Watch List 2010 " sulle persecuzioni dei cristiani, appena pubblicata dalla associazione no-profit statunitense Open Doors . La classifica è stata stilata in base alle risposte a una serie di domande: • La Costituzione e/o le leggi nazionali consentono la libertà di religione? • La legge consente agli individui di ...

Così il Corriere sconfessa le idee di Oriana Fallaci

di Fausto Carioti Ma che tristezza vedere il Corriere della Sera che fu di Oriana Fallaci ridursi allo scimmiottamento di Repubblica. In prima pagina ieri , proprio sotto la testata di via Solferino, c’era uno di quei titoli che di solito imbellettano il quotidiano rivale e cugino: «Il leader xenofobo si scopre meticcio. L’olandese Wilders e gli antenati musulmani». Per chi non lo sapesse Geert Wilders è un signore di 46 anni, presidente del Partito per la libertà. Alle recenti elezioni europee la sua sigla ha ottenuto il 17% dei voti, diventando il secondo partito olandese. Il punto, però, è che Wilders di xenofobo non ha proprio nulla. È l’etichetta che gli ha messo addosso un certo establishment politico e culturale europeo, ossessionato dal politicamente corretto e sempre pronto a liquidare con etichette facili e infami chi si pone il problema dell’integrazione degli immigrati islamici. E la «notizia» che dallo studio degli antenati di Wilders, compiuto da una solerte antropologa o...

Il proseguimento del discorso di Ratisbona

Puntuale, il teologo Samir Khalil Samir spiega il significato del pellegrinaggio di Benedetto XVI in Terra Santa con termini chiari e senza giaculatorie. In particolare si sofferma sul discorso tenuto dal papa nell'occasione della benedizione della prima pietra dell'università di Madaba, in Giordania. Alcuni anni fa studiosi arabi hanno fatto un’analisi della situazione della conoscenza scientifica nel mondo arabo e hanno scritto un rapporto catastrofico: dalla scuola elementare all’università, tutti si chiedono quale sia il contributo del mondo arabo alla conoscenza universale e ci accorgiamo che esso è inesistente. Più recentemente, il 3 marzo scorso, il giornalista algerino Anwar Malek, sulla tv Al-Jazeera, ha fustigato gli Arabi per non aver contribuito in nessun modo al progresso in questo secolo. Siamo davvero regrediti dal punto di vista scientifico. E nel campo religioso, siamo soffocati da una religione formalista, sempre più comandata dall’esterno, attenta all’appare...

Le ragioni di Sarkozy e l'ingerenza di Obama

di Fausto Carioti Viva Nicolas Sarkozy che dice «no» all’ingresso della Turchia nella Ue. Il presidente francese è l’unico che ha il coraggio di mettersi contro il multiculturalismo, ultima fede rimasta alla élite continentale, e di opporsi all’ingerenza americana. Perché di questo si tratta: un’intromissione negli affari nostri, e se fosse stato un leader diverso da Barack Obama a varcare l’Atlantico per venirci a dire che gli Stati Uniti «sostengono fortemente» l’arrivo della Turchia nell’Unione perché serve ad «allargare e rafforzare» le nostre fondamenta, a sinistra e nei governi europei tanti avrebbero rispettosamente chiesto allo yankee di non mettere il naso nelle nostre vicende. Invece il messaggio è venuto da Obama nell’alto dei cieli, impegnato a costruire un mondo più giusto per tutti. E a uno così non sta bene porre obiezioni. È toccato a Sarkozy dirgli la frase più vera e più banale: «Trattandosi della Ue, spetta ai Paesi membri decidere». Che nella lingua di Obama si legg...

Fitna e l'ex terrorista islamico

A differenza di molti sedicenti studiosi europei, l'egiziano Tawfik Hamid ( di cui ho scritto qui ) l'islam lo conosce alquanto bene, essendo stato membro dell’organizzazione terroristica Jemaah Islamiya . Oggi il Wall Street Journal pubblica un suo articolo a proposito di Fitna , il film di Geert Wilders che scandalizza le coscienze dei bravi multiculturalisti. Scrive Hamid: Molti commentatori e politici - incluso il governo inglese, che un mese fa gli ha negato l'ingresso nel paese - hanno accusato Wilders di incitare all'odio. Ma la questione è se debba essere criticato Wilders, che ha semplicemente esposto il radicalismo islamico, o se debbano essere criticati coloro che lo promuovono e si cimentano in questo estremismo religioso. In altre parole, dobbiamo incolpare Wilders perché solleva questioni come la lapidazione delle donne, o dobbiamo incolpare chi, in realtà, vuole e pratica questo crimine? Molti musulmani sembrano credere che sia accettabile insegnare l...

Pregiudizi leggermente fondati

Il fondatore di una tv islamica che trasmette negli Usa ha confessato la decapitazione della moglie, che lo aveva denunciato per violenza domestica e aveva chiesto il divorzio. Il 44enne Muzzammil Hassan, amministratore delegato di Bridges Tv, nata nel 2004 con l'obiettivo di contrastare i pregiudizi sui musulmani dopo l'11 settembre, ha chiamato la polizia di Buffalo, nello stato New York, e ha riferito di aver ucciso la consorte Aasiya Hassan, di 37 anni. Il resto qui .

Mito da sfatare: la superiorità culturale islamica

Nei paesi occidentali è in atto da qualche tempo, tra le elite politiche e intellettuali, uno sforzo propagandistico che da un lato mira a denigrare il passato dell’Europa, e dall’altro a presentare la storia dell’islam sotto la luce più positiva possibile. Una sua tipica espressione è l’idea della superiorità culturale dell’islam medievale sulla Cristianità europea. Secondo la versione presente in quasi tutti i manuali scolastici, e accolta perfino dal Consiglio d’Europa, nell’Europa medievale il sapere antico era andato quasi interamente perduto, ma fortunatamente era stato conservato dagli arabi, che lo tradussero nella loro lingua e lo trasmisero in Occidente, permettendo così la rinascita della civiltà europea. Senza l’apporto della cultura islamica l’Europa non avrebbe conosciuto il Rinascimento e lo sviluppo scientifico e tecnologico moderno. Il mondo occidentale ha quindi un grande debito nei confronti dell’islam. Le ricerche più recenti, come quelle di Sylvain Gouguenheim, pro...

La bugia della centralità del conflitto israelo-palestinese

di Fausto Carioti E’ il luogo comune che tutti ormai accettano senza manco pensarci su. Giuliana Sgrena, sul Manifesto, lo ricicla così: «Il conflitto israelo-palestinese è il nodo centrale della questione mediorientale, senza la soluzione del quale non vi sarà pace in tutto il Medio Oriente, e non solo per i paesi arabi». Secondo questa vulgata, la guerra tra israeliani e palestinesi è il problema dei problemi, rimosso il quale il Medio Oriente tornerà a essere un’oasi di calma. Ragionamento molto di moda, ma dotato di un retrogusto infame. Perché da qui a dire che basterebbe eliminare lo “stato artificiale” di Israele dalle cartine geografiche per aiutare la causa della pace nel mondo il passo è breve. Non a caso, la centralità del conflitto israelo-palestinese è sbandierata ogni giorno da chi di Israele farebbe volentieri a meno. Oltre ad essere molto di moda e molto comodo per antisemiti e antisionisti, però, un simile ragionamento è anche molto falso. Né Israele né la vicenda dei ...

«Certamente»

Cadono gli ultimi dubbi sul perché Joseph Ratzinger ha deciso di fare a meno di Joaquìn Navarro-Vals. L'ex portavoce del Vaticano scrive oggi su Repubblica : Vedere che in Italia è permesso a dei musulmani di praticare l’Islam, davanti a una cattedrale cattolica, smuoverà certamente le coscienze di molti musulmani di tutto il mondo a riconoscere almeno in parte quegli stessi diritti mai concessi alle minoranze cristiane ed ebraiche. Dove la cosa più lunare è proprio quell'avverbio. L'Italia e l'Europa ospitano moschee già da qualche decennio, ma questo non sembra avere smosso alcuna "coscienza" islamica: costruire chiese cattoliche, o anche solo mostrare la Bibbia o il crocifisso, in grandissima parte dei Paesi musulmani resta proibito dalle leggi, modellate sulla sharia. Per non parlare del trattamento riservato agli "apostati" dell'Islam convertiti al cristianesimo. Qualcuno informi Navarro-Vals.

Le ragioni di Israele e le colpe di Hamas

di Fausto Carioti Le bombe sganciate dagli aerei con la stella di David sui miliziani di Hamas nella striscia di Gaza sono manna dal cielo per i tanti nemici di Israele che popolano le redazioni delle agenzie, dei telegiornali e dei quotidiani europei. «Oltre 200 morti» e «carneficina» sono le espressioni che rimbalzano nei titoli e nei primi commenti. Il tutto viene farcito con le foto dei civili palestinesi disperati e degli edifici colpiti, dove il rischio, come sempre quando di mezzo c’è Israele, è che la tragedia vera si mescoli alla messinscena (forse qualcuno ricorda Adnan Hajj, il fotografo libanese dell’agenzia Reuters che nell’estate del 2006 ritoccava al computer le fotografie dei bombardamenti israeliani su Beirut per farle apparire più cruente, o le scenografie organizzate da Hezbollah, che davanti alle telecamere occidentali faceva accendere le sirene alle ambulanze vuote allo scopo di “drammatizzare” la situazione). Quindi lo Stato di Israele è malvagio ed è «come il Ter...

Il Wall Street Journal intervista Geert Wilders

Di Geert Wilders, 45 anni, olandese, presidente del Partito per la Libertà e autore di Fitna , ho scritto qui . Mentre i giornali italiani fanno a gara nell'ignorarlo (e quando ne parlano lo trattano come potete immaginare) il Wall Street Journal gli ha appena dedicato l'intervista più importante della settimana. Nella quale Wilders, politicamente scorretto com'è (è il motivo per cui qui lo si adora, e ci si guarda bene dal definire le sue uscite come "provocazioni", perché proprio non lo sono), tira fuori alcune di quelle banali verità che in Italia, ormai, dicono solo pochi leghisti. Cose tipo: We should wake up and tell ourselves: You're not a xenophobe, you're not a racist, you're not a crazy guy if you say, 'My culture is better than yours.' A culture based on Christianity, Judaism, humanism is better. Look at how we treat women, look at how we treat apostates, look at how we go with the separation of church and state. I can give you 500 e...

Islam chiama Obama

La discussione sul gruppo di appartenenza degli autori degli attentati a Mumbai è del tutto inutile. Non ha senso chiedersi se appartengono o meno ad Al Qaeda, visto che quello di Al Qaeda di fatto è un franchising gratuito, un marchio di cui si può appropriare praticamente chiunque voglia compiere attentati in nome dell'Islam. Ciò che conta, invece, è l'appartenenza religiosa dei terroristi e il loro obiettivo: gli americani, gli inglesi, gli ebrei. Come ha detto il ministro degli Esteri israeliano, Tzipi Livni, «there is no doubt that the targets the terrorists singled out were Jewish, Israeli targets and targets identified with the West, Americans and Britons. Our world is under attack, it doesn't matter whether it happens in India or somewhere else. There are Islamic extremists who don't accept our existence or Western values». La strage è il benvenuto del terrorismo islamico al presidente eletto americano, Barack Obama. Vuol dire che i mujaheddin cacceranno i citt...

Solidarietà femminile interreligiosa

Lei si chiama Nagla Al-Imam. E' un'avvocatessa egiziana. Suggerisce ai giovani arabi di molestare sessualmente, in qualunque modo, ogni ragazza israeliana che incontrano. Come nuovo strumento di resistenza contro Israele. Dice anche che le ragazze israeliane importunate non hanno alcun diritto di reagire. Ovviamente, Al-Arabiya l'ha intervistata. Questo, grazie al Middle east media research institute , è il testo sbobinato dell'intervista: Interviewer : Egyptian lawyer Nagla Al-Imam has proposed that young Arab men should sexually harass Israeli girls wherever they may be and using any possible method, as a new means in the resistance against Israel. [...] Interviewer : We have with us the lawyer Nagla Al-Imam from Cairo. Welcome. What is the purpose of this proposal of yours? Nagla Al-Imam : This is a form of resistance. In my opinion, they are fair game for all Arabs, and there is nothing wrong with... Interviewer : On what grounds? Nagla Al-Imam : First of all, they...

Il mondo secondo Geert

Geert Wilders, olandese, presidente del Partito per la Libertà nonché autore di Fitna , è uno di quei politici che i mainstream media italiani, bene che vada, definiscono «discusso» e «controverso». Ma è raro che succeda: di solito lo chiamano «razzista», esponente dell'«ultradestra» e così via. Modo molto comodo per continuare a non confrontarsi con le questioni che Wilders ha messo in cima alla sua agenda, prima tra tutte l'islamizzazione dell'Europa. Wilders, in realtà, è semplicemente un politico preoccupato dinanzi all'ipotesi che, nel giro di qualche decennio, il chador diventi il capo d'abbigliamento femminile più indossato nel vecchio continente. E' uno che si scandalizza - ma guarda un po' - quando, nella tollerantissima Amsterdam o in altre grandi città del nord Europa, gand di giovani musulmani insultano e picchiano in pubblico gli omosessuali (a questo proposito sul blog di Bruce Bawer , uno dei miei preferiti, trovate materiale per un'encic...

Colonia, il resto della storia

Chi trova scomodi i paraocchi, e pensa che oggi a Colonia, alla manifestazione contro l'islamizzazione dell'Europa, sia andato in scena qualcosa di più di un comizio di xenofobi , e magari trova strano che mettere il bavaglio - con la forza - a Mario Borghezio e agli altri venga considerato un esercizio di democrazia e di antifascismo, dia una letta a " Cologne: A Tale of Two Mayors ", su The Brussel Journal. Perché la vita non è sempre come ce la racconta Repubblica.

Il coraggio delle rane

di Fausto Carioti Urca che coraggio. Cribbio che schiene dritte. Che tempra vantano questi eroi della sedicente arte moderna, quale rispetto per la libertà ostentano dinanzi al dilagante oscurantismo ratzingeriano i direttori dei musei italiani ed europei. Le agenzie di stampa ieri hanno diffuso il pensiero di Benedetto XVI sull’anfibio più famoso d’Europa, la rana crocifissa esposta al Museion di Bolzano, scultura (chiamiamola così) del tedesco Martin Kippenberger, scomparso undici anni fa. Sarebbe - pare, dicono - una sorta di autoritratto dell’autore in una delle sue tante fasi di depressione. In una lettera del 7 agosto a Franz Pahl, presidente del consiglio regionale del Trentino-Alto Adige e candidato Svp alle provinciali di Bolzano, la segreteria di Stato vaticana, a nome di Joseph Ratzinger, ha scritto che l’esposizione della rana «ha ferito il sentimento religioso di tante persone». Considerazione peraltro ovvia, che fa seguito alle preoccupazioni del vescovo di Bolzano e di a...

Gli studenti islamici in Europa e le università dei sessantottini

di Fausto Carioti Chi ancora crede alla favola dell’islamico diventato estremista perché emarginato dalla cattiva società occidentale o perché allevato nell’odio dai tenutari di qualche madrassa è servito. L’ultima picconata a questo mito tanto ingenuo è arrivata dal sondaggio pubblicato domenica dal Times di Londra . Dal quale si apprende che il 32% dei musulmani che frequentano le università del Regno Unito ritiene «giustificabile» uccidere qualcuno per motivi religiosi, il 40% vuole che la sharia, la legge islamica, diventi parte integrante dell’ordinamento giuridico inglese e un quarto di costoro ammette di avere un rispetto «scarso o nullo» nei confronti degli omosessuali. Simili risposte, appunto, non provengono da pakistani che dopo aver passato decenni nel loro paese sono finiti a vendere la frutta nelle bancarelle di Londra, ma da giovani musulmani cresciuti e spesso nati in Inghilterra. Benestanti, istruiti e “accettati” quanto basta da poter frequentare le università del Reg...

Le ragioni dell'abbraccio tra l'Islam e la sinistra

L'unione - ormai non più solo "di fatto" - tra la sinistra di matrice marxista e l'islam radicale è uno dei grandi misteri del nostro tempo. Giacché la sinistra ha trascorso le ultime quattro decadi «battendosi per quelle stesse libertà contro cui l'Islam si oppone: la libertà sessuale, i diritti degli omosessuali, la libertà dalla religione, la pornografia e varie forme di trasgressione artistica, pacifismo e così via». Eppure, a saldare questa alleanza, ognuno a modo suo, ci sono nomi di primissimo piano e di varia estrazione, quali Hugo Chávez, il terrorista Ilich Ramírez Sánchez, Ken Livingstone, Noam Chomsky, il ministro olandese Ella Vogelaar, Michel Foucault, Jean Baudrillard, Oskar Lafontaine... Daniel Pipes, in un pezzo scritto per la National Review , spiega il mistero con quattro ragioni. Primo: la sinistra anticapitalista e l'islam radicale, anche se per ragioni diverse, hanno gli stessi nemici, cioè la civiltà occidentale e in particolare gli Stat...

La ragazza marocchina di Piacenza e l'integrazione che non c'è

di Fausto Carioti Il grande merito dei fatti di cronaca è che ogni tanto ci costringono a togliere lo sguardo da Montecitorio e palazzo Chigi per farci guardare i vicoli e le case italiane, teatro di drammi veri, più potenti persino del lodo Schifani. Ieri, ad esempio, ci è stato ricordato che in Italia esistono ancora i matrimoni combinati. Anzi, con ogni probabilità sono in aumento, anche se nessuna statistica ufficiale lo dirà mai, visto che il fenomeno riguarda soprattutto quel microcosmo, separato dal resto della società, che sono le famiglie di tanti immigrati islamici in Italia. A Piacenza una marocchina di sedici anni è stata costretta a scappare di casa, e a fingere un rapimento, per evitare il matrimonio che la sua famiglia gli aveva combinato con un connazionale ultrasessantenne. Il quale era disposto a pagare i genitori della ragazza affinché gliela dessero in sposa: se non è tratta di minori, dunque, poco ci manca. La giovane, vivaiddio, è innamorata di un suo coetaneo, e ...

Libertà di bavaglio

Lasciamo perdere la persona in questione. Immaginiamo che non si tratti di Brigitte Bardot, ma di un bischero qualunque. Ecco, il fatto che oggi, nel cuore dell'Europa, in Francia, patria di Voltaire e sedicente culla dei diritti civili, si possa essere processati e condannati per aver criticato il rituale islamico della macellazione animale e aver detto che i musulmani stanno «distruggendo noi e il nostro Paese, imponendoci i loro costumi», è semplicemente indecente. E conferma tutte le più fosche previsioni sul futuro del vecchio continente.