Testamento biologico: contro Fini è già pronto il "lodo Sacconi"
di Fausto Carioti Lasciare a Gianfranco Fini il timone della mediazione sul testamento biologico? Figuriamoci. «Mai, mai e poi mai permetteremo una cosa simile», annuncia un parlamentare di osservanza berlusconiana. E allora? Allora diventa di strettissima attualità il cosiddetto «lodo Sacconi», la soluzione teorizzata qualche settimana fa dal ministro del Welfare: approvare subito, per via parlamentare, una norma che sancisca «il diritto inalienabile all’alimentazione e all’idratazione per chi non è autosufficiente». In modo da rispettare l’impegno solenne assunto dal governo e dal PdL, con gli elettori e la Chiesa, in quei giorni di febbraio: «Mai più un’altra Eluana Englaro». E, allo stesso tempo, levare l’iniziativa a Fini e ai suoi. Al momento, infatti, la proposta di mediazione tra il testo approvato al Senato e le posizioni dei laici porta la sigla del finiano Fabio Granata, il quale ha sottoscritto il testo di Eugenio Mazzarella, filosofo e deputato del Pd. Dove si prevede che ...